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“Senz’acqua potabile in piena città”: l’appello disperato di una cittadina al Sindaco di Molfetta Da anni ritardi burocratici e riparazioni assenti da parte dell’Aqp costringono ingiustamente diversi molfettesi a non poter usufruire di acqua potabile per le proprie case
03 febbraio 2021

MOLFETTA - Vivere in pieno centro città e non avere acqua in casa. No. Non si tratta di un contenzioso per mancato pagamento di bollette o di problemi da parte dell’autoclave condominiale e si la storia è assolutamente vera.

G.P è una cittadina molfettese residente al 6° piano di un fabbricato presente in una traversa di Corso Fornari, in prossimità dell’Istituto Apicella, e da quasi due anni non riceve fornitura idrica durante le ore serali e notturne, nella fascia oraria che va dalle 18 alle 6.
Dopo aver immaginato che il problema fosse unicamente della propria abitazione, si è confrontata con alcuni vicini di casa giungendo purtroppo a una triste verità, ossia che la totalità dei residenti negli ultimi piani dei palazzi prossimi al suo si ritrovavano nella stessa medesima condizione.

Persone anziane, soggetti con difficoltà motorie, cittadini con disabilità: tutti e indistintamente si ritrovano quotidianamente a dover fare i conti con l’assenza di acqua potabile presso la propria abitazione e con le difficoltà che questo genera tra l’acquistarla o il recuperarla presso la prima fontana pubblica disponibile in linea d’aria (una è in prossimità della scuola Manzoni, l’altra al termine di Corso Fornari).

A questo punto, dopo aver fatto segnalazione all’amministratore di condominio, G.P. ha contattato telefonicamente l’Aqp Spa ricevendo dagli operatori la notizia di effettivo disservizio strutturale a causa di un necessario intervento di riparazione alle montanti idriche dell’impianto aziendale e della celere risoluzione dello stesso grazie all’intervento in loco di alcuni tecnici.

Il tempo passa e dei tecnici nessuna traccia, con la situazione che è andata via via peggiorandosi fino a provocare, a partire da Natale, l’assenza completa d’acqua in diverse giornate nella settimana, con una pressione al serbatoio condominiale giunta a sole 0,5 bar: un valore totalmente inadeguato se consideriamo che l’esercizio medio di riferimento della pressione d’ acqua per un'abitazione civile spazia da un minimo di 1,5 Bar ad un massimo di 3.

Dopo gli innumerevoli e inascoltati appelli rivolti all’Aqp, G.P. ha chiesto e ottenuto il 26/01 l’invio di una richiesta d’ intervento formale dell’azienda idrica da parte dell’amministratore condominiale, alla quale però ancora oggi non è pervenuta alcuna risposta.

Il silenzio assordante dell’Aqp sta costringendo la nostra concittadina a ritrovarsi negato un diritto fondamentale come l’acqua ma, prima di attivare una class action nei confronti dell’azienda idrica, attraverso questo articolo ha deciso di chiedere l’intervento del Sindaco Tommaso Minervini, che a maggio 2020 applaudiva l’acquedotto pugliese per la risoluzione definitiva di “problemi atavici” riguardanti Corso Fornari.L’acqua è un bene comune. L’impossibilità della sua fruizione è una questione di per sé inaccettabile anche solo per pochi giorni. Figuriamoci per mesi.


Gabriele Vilardi
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