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“Sei fuori”, successo della grande festa di Molfetta ai suoi figli lontani che tornano a casa per Natale
31 dicembre 2019

 MOLFETTA - Loro sono fuori, in tutti i sensi. Sono pazzi sognatori che hanno osato inseguire i propri sogni. Nulla di nuovo, parrebbe una cosa normale, quasi ovvia. Ma loro sono dei pazzi speciali che hanno scelto di lasciare alle spalle il calore di famiglia, amici, comode e radicate abitudini per mettersi alla prova, cercare di migliorarsi e tornare.

Sono cresciuti ma sono sempre fuori e tornano a Molfetta per abbracciare le mamme che hanno tirato a lucido la casa, preparato le pietanze preferite, riempito frigoriferi, andate a farsi più belle, per loro, quei figlioli prodigi, che hanno spezzato i cuori e continueranno a farlo, andando via.

Ma ogni volta il ritorno è una festa, anche per la terra che li ha visti bambini, ragazzi innamorati e li ha lasciati liberi di andare via, solo per amore. Ed non sarebbe amore se non ci fosse anche condivisione, generosa, cercata, voluta quella che ha visto la seconda edizione della festa del ritorno “Sei fuori?” , presso la Cittadella degli Artisti, organizzata dall’Associazione molfettesi nel mondo, l'Associazione In.Co. e l’agenzia di comunicazione MoreView, con il patrocinio del Comune di Molfetta, condivisione di esperienze, linfa per chi non molla, input per chi è combattuto e deve decidere se rimanere ancorato alle radici o cercare di spiccare il volo.

Tante ed eterogenee, tanti, belli e diversi i volti, ma gli stessi occhi che trasmettono speranza, forza. Alla presenza del sindaco Tommaso Minervini, sono stati tanti, tantissimi i figli della Molfetta più generosa, accogliente e umile ad essere presenti. Come lei, Emilia Favuzzi, neuroscienziata presso l‘Università di Harvard e il Broad Institute of Harvard e MIT & Harvard Medical School, USA, che ha raccontato la sua esperienza lontano da casa, luogo fisico e nido di affetti, come le tanti brillanti menti e sorrisi radiosi che si sono alternati nel raccontare il percorso interiore che li ha portati a lasciare un Sud ricco, cui ritornare per renderlo più ricco.

Ragazzi, come lei, che lasciò Molfetta per andare a studiare a Roma e che è ritornata per diventare sindaco. Coraggio, determinazione, e tanta, tanta voglia di fare e mettersi in gioco perché Paola Natalicchio, è figlia di questa terra, una figlia che torna per rigenerarsi e rigenerare. La sua esperienza di studentessa e successivamente di lavoratrice nella capitale, è sicuramente positiva. Lo scambio, il melting pot di culture diverse, non può che essere linfa vitale per generazioni che sono ad un bivio. Andare, ritornare, andare e ritornare per un anno, per mesi, ma per sempre con la terra d’origine nel cuore.

Una serata all’insegna dell’allegria perché si parte nell’attesa del ritorno, una serata tra amici che si divertono, parlano, ballano e condividono esperienze diverse. Una serata che ha visto bella gente che ballava bella musica con i talentuosi Safe Hedge, dal vasto repertorio musicale. 

E non poteva che essere un successo, come direbbero i più quotati critici musicali e non, vista l’empatia tra gli organizzatori, ingrediente che ha fatto la differenza perché come si dice in questo profondo ed accogliente Sud, l’unione fa la forza.

Semplice.

 © Riproduzione riservata 

 

 

 

 

 

 

 

Autore: Beatrice Trogu
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