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“Se una notte d’inverno un viaggiatore”, calda accoglienza a Molfetta per l’esordio di Giorgio Marchesi nella lettura scenica del capolavoro di Calvino
Giorgio Marchesi
28 agosto 2020

 MOLFETTA - “Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti, allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace”.

È forse una delle opere più enigmatiche della letteratura italiana della seconda metà del ‘900, senz’altro uno dei capolavori indiscussi della letteratura mondiale quella scelta da Alessandra Pizzi nell’ambito della rassegna “Metti un libro a teatro” prodotta da Ergo Sum, inserito nel ricco cartellone degli eventi a Molfetta, promosso dall'assessore alla cultura, Sara Allegretta. L’intento di Ergo Sum è quello di ricreare, grazie all’interpretazione di attori e musicisti, un itinerario storico culturale tra gli autori del passato che rappresentano il prezioso sostrato autoriale non solo nazionale.

“Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino ha fatto il suo felice debutto nella splendida cornice dell’Anfiteatro di Ponente a Molfetta, quasi sold out pur rispettando a pieno il decreto in materia Covid, interpretato dall’attore Giorgio Marchesi.

Una scenografia essenziale, un leggio ed un leggero gioco di luci. I passaggi tra un’atmosfera e l’altra magistralmente rappresentati dal contrabbasso di Raffaele Toninelli.

 Pochi, pochissimi, elementi quindi. Il resto della magia è frutto della bravura di Marchesi e del genio di Calvino. Un romanzo che è esso stesso l’inizio di dieci diversi romanzi, tutti poi interrotti sul più bello, racconta nel profondo infatti l’affascinante rapporto tra lettore e lettura. Un inno al piacere stesso della lettura, in quanto “se la scintilla non scocca, niente da fare: non si leggono i classici per dovere o per rispetto, ma solo per amore”. 

L’ interpretazione dell’attore bergamasco ha profondamente conservato quello stato d’animo di impazienza, confusione, a tratti di frustrazione, che ci pervade alle prese con “Se una notte d’inverno un viaggiatore”. Tempo e spazio si mischiano, si intrecciano, si piegano al volere della penna irriverente di Calvino. Abbandonata la linearità di fabula ed intreccio tipici del romanzo moderno, ma non di quello contemporaneo, il lettore ed, in questo caso, lo spettatore non può far altro che giungere alla severa consapevolezza di non poter più conoscere fino in fondo la realtà. Consapevolezza portata in scena solo con voce e contrabbasso. Mica facile. Esperimento, a mio parere, perfettamente riuscito.  

© Riproduzione riservata 

Autore: Daniela Bufo
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