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Scoppia la polemica sui lavori di riqualificazione nel cimitero comunale di Molfetta. L’ex vice sindaco Maralfa accusa l’amministrazione comunale: procedura negoziata senza bando di gara per 850mila euro
21 settembre 2018

 MOLFETTA – E’ già polemica politica e giuridica sull’affidamento dei lavori di riqualificazione all’interno del cimitero comunale di Molfetta. Gli interventi ammontano complessivamente a 850mila euro e interesseranno le strade, i marciapiedi, gli uffici, la camera mortuaria e la sistemazione del verde. Nello specifico sono previsti interventi importanti negli ambienti in cui sostano i feretri, la sala autoptica, gli spogliatoi e i servizi utilizzati dai dipendenti, la viabilità e il verde.

Gli interventi riguardano anche lavori di riqualificazione della viabilità interna, che prevede anche l’eliminazione delle barriere architettoniche ancora presenti, e di riqualificazione delle aree a verde e dell’arredo urbano presente nel cimitero. Il progetto esecutivo dei lavori è stato approvato alla fine dell’anno scorso. I lavori saranno realizzati in tre lotti diversi sia per ottimizzare i tempi di esecuzione dei lavori, sia garantire la fruibilità del cimitero. La gara per la realizzazione dei lavori era stata indetta a luglio scorso.

 «Con questi interventi – il commento congiunto del sindaco, Tommaso Minervini, e dell’assessore ai lavori pubblici, Mariano Caputo - diamo corso all’attività progettuale dell’amministrazione che punta a restituire la giusta dignità e il giusto decoro al cimitero per cui, nel nostro recente passato, si è parlato tanto con risultati che, visti i lavori che andiamo a realizzare oggi, hanno prodotto poco, forse niente».

I lavori dovranno concludersi entro 150 giorni. Entro la fine della settimana è prevista invece la consegna di nuove scale per la sicurezza dei cittadini.

Ad aprire il… fuoco è l’ex vice sindaco avv. Bepi Maralfa che, sul suo profilo Facebook, accusa l’amministrazione comunale di destracentro di aver avviato una procedura negoziata senza bando di gara: «Lavori al cimitero di Molfetta. Affidati per 850 mila euro a Costruttori Qualificati s.r.l di Gravina in Puglia. 
Procedura negoziata senza bando di gara. Ho detto bene 850 mila euro di affidamento senza gara
», scrive il leader del Movimento “Area Pubblica”. 
Successivamente il Presidente del consiglio comunale Nicola Piergiovanni contatta lo stesso Maralfa al quale fa presente che per l'affidamento dei lavori del cimitero (850mila euro ad una società di Gravina) è stata fatta una regolare gara d'appalto e non una procedura negoziata.

A questo punto l’ex vice sindaco allega la foto del documento dell’albo pretorio: «si tratta – scrive Maralfa - di una PROCEDURA NEGOZIATA SENZA PREVIO BANDO DI GARA. A questo punto non ci sono più dubbi: o si è trattato di un affidamento irregolare ai sensi dell'articolo 36 comma 2 lettera C del codice dei contratti (in quanto hanno partecipato solo 11 ditte invece che 15) oppure l'avviso di aggiudicazione pubblicato sull'albo è corpo del reato di falso ideologico, in quanto è scritto che l'affidamento si è verificato SENZA PREVIO BANDO DI GARA, mentre invece a giudizio di Piergiovanni ci sarebbe stata una regolare gara d'appalto».

 Nella polemica si inserisce anche l’ex sindaco Paola Natalicchio, oggi consigliera comunale dell’opposizione di sinistra: «L’assessore ai lavori pubblici, in passato, ci ha denunciato all’Anac per molto meno. Faremo lo stesso, così da far chiarire all’Ente le sue ragioni (con tutto il rispetto, non è certo il Presidente Piergiovanni a doverci dare spiegazioni tecniche sulla regolarità della procedura). Certo lasciatemi dire una cosa: buttare la palla in tribuna e dire che la CUC (Centrale Unica di Committenza, dunque il centro dove si fanno le gare) è a Bitonto quindi insinuare che non è colpa del Comune di Molfetta farebbe ridere se non ci fosse da piangere. Quindi ora su ogni procedura di gara o affidamento opaca diremo “l’hanno fatta a Bitonto”. Esperti al potere, davvero. Esperti nel prenderci in giro».

Sicuramente la polemica avrà un seguito nelle aule del consiglio comunale, ma anche in quelle giudiziarie? Lo vedremo nei prossimi giorni.

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