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Scandalo assenteismo ospedale di Molfetta: ecco i nomi dei 13 arrestati
La conferenza stampa alla Procura della Repubblica di Trani: il gen. Nicola Altiero, il procuratore Antonino Di Maio, la pm Silvia Curione
08 luglio 2019

MOLFETTA – Sono stati resi noti i nomi solo delle 13 persone arrestate dalla Guardia di Finanza delle 30 indagate per la vicenda dell’assenteismo all’ospedale di Molfetta. Complessivamente si tratta di cinque medici, una caposala, una infermiera professionale, diciassette impiegati amministrativi, cinque impiegati tecnici manutentori e uno esterno alla Asl di dirigenti medici, personale paramedico, impiegati amministrativi, tecnici manutentori nonché un soggetto esterno all’Azienda Sanitaria Locale.

Questi i nomi degli arrestati ai domiciliari: Marco Bellapianta, Salvatore Boccanegra, Raffaele Croce, Francesco Saverio De Bari, Francesco Dimiccoli, Vincenza Farinola, Giovanni Gadaleta (classe 1955), Luigi La Forgia, Demetrio Losciale, Giuseppe Piccininni, Isabellangela Sgherza, Filomena Squeo. E’ ovvio che per tutti loro esiste una presunzione di innocenza, le misure restrittive sono state ritenute necessarie dai magistrati, per evitare eventuali inquinamenti delle prove.
I provvedimenti sono stati notificati a Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Barletta e Foggia.

Secondo l’accusa ci sarebbe stato un sistema di fraudolenta solidarietà per timbrare il cartellino per assentarsi dal lavoro durante l’orario di servizio all’Ospedale «Don Tonino Bello». L’indagine dell’operazione denominata «Quinto Piano» sono durate due anni, con appostamenti e filmati che hanno ripreso gli indagati quando si allontanavano dal lavoro.

Questi i reati contestati, a vario titolo: truffa aggravata ai danni di Ente pubblico, falsità ideologica commessa da Pubblico Ufficiale, abuso d’ufficio e peculato. La Guardia di Finanza avrebbe accertato sistematiche assenze dal luogo di lavoro in orario di ufficio, spesso autorizzate da permessi sindacali o da Legge 104/92 ma usate per svolgere attività in altre strutture o per motivi privati, anche utilizzando le auto di servizio. In qualche caso è stata constatata la collaborazione di un soggetto esterno alla Asl il quale si presentava per «smarcare» ai rilevatori la presenza, timbrando cartellini illecitamente.
Si assentavano anche alcuni impiegati dell’Ufficio rilevazioni presenze e assenze addetti al controllo del corretto rispetto dell’orario di lavoro di tutti gli altri dipendenti che, approfittando della possibilità di accedere al sistema informatico, modificavano manualmente e fraudolentemente gli orari di lavoro.

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