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Sanificazione delle strade a Molfetta. Le associazioni chiedono al Comune azioni più efficaci e meno inquinanti
04 aprile 2020

 MOLFETTA - Per contrastare l’emergenza COVID-19 i cittadini richiedono agli amministratori di mettere in campo ogni utile azione di contrasto alla diffusione della pandemia. È per questo che Legambiente, WWF, Terrae, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, ENPA Molfetta, Lega Abolizione Caccia, Lo Stregatto formulano precise proposte di azioni da intraprendere in materia di igiene urbana.

 Le nostre proposte

  1. Assicurare continue azioni di disinfezione (a cadenza quotidiana o a giorni alterni) delle superfici che possono essere raggiunte dalla cittadinanza (ringhiere, passamani, arredo urbano) specie nelle zone della città attualmente ancora frequentate (in prossimità di farmacie, supermercati, banche, uffici postali);
  2. Assicurare azioni di disinfezione delle attrezzature utilizzate per la raccolta dei rifiuti (mastelli e bidoncini), integrative (a cadenza quindicinale o mensile) rispetto a quelle ordinarie;
  3. Spazzare e lavare periodicamente strade e marciapiedi della città, con incremento della cadenza per le zone della città a maggiore frequentazione (in prossimità di farmacie, supermercati, banche, uffici postali) utilizzando per il lavaggio saponi naturali potassici completamente biodegradabili. A tale proposito segnaliamo, qui allegato, il contributo del Dott. Giovanni Damiani (già Direttore Generale di Anpa, Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, oggi Ispra e già Direttore Scientifico di Arpa Abruzzo), pubblicato dalla Fondazione Buone Pratiche che illustra tale modalità di lavaggio.
  4. In caso di sanificazione straordinaria e occasionale – quindi solo integrativa, una tantum, rispetto alle attività convenzionali di pulizia della rete stradale -, mediante soluzioni a base di ipoclorito di sodio, rispettare pedissequamente le indicazioni fornite da Iss e Ispra, utilizzando mezzi e attrezzature idonee.
 Con riferimento all’utilizzo di ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa agli occhi, per la disinfezione delle strade corre l’obbligo precisare che, come chiarito dall’Ispra, si tratta di una sostanza sicuramente pericolosa per l’ambiente, sostanza che può nuocere alla popolazione e agli animali nonché inquinare le acque superficiali e quelle sotterranee; al momento, inoltre, non ci sono evidenze scientifiche in merito alla sua capacità di distruggere il virus su superfici esterne (strade) e in aria.

Infine, l’uso di ipoclorito di sodio, in presenza di materiali organici presenti sul pavimento (non precedentemente ben pulito), potrebbe dare origine a formazione di sottoprodotti ESTREMAMENTE PERICOLOSI quali cloro ammine e trialometani e altre sostanze CANCEROGENE volatili.

L’Ispra conclude un suo recentissimo parere con la seguente raccomandazione:

“Pertanto, nel caso in cui le autorità locali ritengano comunque necessario, per finalità di tutela della salute pubblica, l’utilizzo di ipoclorito di sodio nelle pratiche di pulizia delle superfici stradali e pavimentazione urbana, tale utilizzo, alle condizioni sottoelencate, dovrebbe intendersi ESLUSIVAMENTE come integrativo e non sostitutivo delle modalità convenzionali di pulizia stradale e limitato a interventi STRAORDINARI”.

 Il presidente del Circolo Legambiente di Molfetta “Giovanna Grillo”

Marco Di Stefano

DISINFETTARE LE STRADE E I PAVIMENTI.
Qual è la buona pratica?

(fonte: Fondazione di partecipazione buone pratiche)

Secondo l'Istituto Superiore di Sanità la disinfezione è una misura la cui utilità non è accertata in quanto non esiste, allo stato, alcuna evidenza che le superfici calpestabili siano implicate nella trasmissione del CoViD-19.

L'ISPRA (Sistema Nazionale a Rete per la Protezione dell'Ambiente) ammonisce che l'uso dell'ipoclorito di sodio (la varechina comune) è controverso per le possibili implicazioni che può avere - direttamente o con suoi derivati tossici o cancerogeni- sui terreni, sulle acque sotterranee, sul sistema fognatura-depuratore e sulle piante esposte, oltre che sulle mucose umane.

Andrebbe utilizzato comunque alla concentrazione dello 0,1%. (un grammo di varechina per ogni litro di acqua).

TUTTI CONCORDANO INVECE SULLA BONTÀ DEL LAVAGGIO DELLE STRADE E PAVIMENTAZIONI CON DETERGENTI TRADIZIONALI.

A questo punto mi sento di consigliare decisamente l'uso del SAPONE, per i seguenti motivi:

1) È efficace contro il coronavirus perché attacca e scioglie la sua parete protettiva che ci dicono essere essenzialmente lipidica (grassa);

2) Il sapone è velocemente e totalmente biodegradabile e quindi non dà derivati secondari pericolosi di sorta;

3) non è tossico per l'ambiente né nei confronti dell'uomo, degli animali e delle piante;

4) non provoca allergie;

5) agisce efficacemente anche a basse temperature

COME FARE. Si può sciogliere sapone fatto di grassi naturali e sodio ( tipo sapone di Marsiglia) in acqua (ci vuole un pochino di pazienza) e impiegarlo a spruzzo o con un comune lavaggio....

Si tenga presente altresì che i saponi potassici sono i più solubili!

E si vendono già sciolti in fase liquida, in lattine da 5 litri, per chi pratica agricoltura biologica, per il trattamento dei parassiti delle piante.

Chi volesse sanificare superfici stradali asfaltate rugose ove sono indispensabili erogatori a spruzzo (es. la pompa per l'erogazione del solfato di rame per le vigne..) che sono in grado di nebulizzare il getto, può fare ricorso all’impiego di saponi naturali potassici.

Chi non può permettersi le cose sopra dette usi pure un qualsiasi detersivo liquido, leggendo l'etichetta per scegliere quello più biodegradabile o completamente biodegradabile.

 A cura di Giovanni Damiani.

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