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Sale da 9 a 17 il numero dei casi positivi al Covid a Molfetta. Il bollettino del sindaco: i malati sono tutti dei Comuni vicini, quindi non allontanatevi dalla città, se non per lavoro. No alle situazioni di panico Due classi della elementare Carnicella mandate a casa, le altre due quasi vuote perché i genitori non fanno entrare i figli per precauzione. Un caso all’istituto industriale: classe in quarantena. Chiuso per qualche ora il pronto soccorso. Assembramenti pericolosi di giovani sulle scale del Calvario
Il sindaco Minervini
05 ottobre 2020

 MOLFETTA - Sale da 9 a 17 il numero dei casi positivi a Molfetta. Ad annunciarlo è il sindaco Tommaso Minervini che cerca di fare chiarezza in una situazione che appare sempre più confusa. Anche per evitare un panico che appare sicuramente ingiustificato.

Un sito internet di Molfetta aveva lanciato ieri l’allarme di positivi da 21 a 50, secondo il bollettino epidemiologico regionale, ma in realtà si tratta di una libera interpretazione dello stesso bollettino. Su questi numeri è intervenuto anche il Tribunale dei diritti del Malato, chiedendo chiarezza.

Ecco perché è bene attenersi ai casi concreti, quelli comunicati dalle istituzioni, sindaco in primis, evitando inutili allarmismi.

Vediamo la situazione al dettaglio: 8 casi riguardano i contatti di una coppia anziana per una gita fuori porta; 5 casi fanno riferimento a un ceppo di Andria e altri casi di derivazione sanitaria; 2 provengono da un incontro a Bisceglie e 2 a Molfetta. Il totale fa 17.

Insomma, la maggior parte di casi riguarda situazioni di provenienza extra cittadina e perciò il sindaco, quasi anticipando una sorta di lockdown locale, ha invitato i cittadini a non recarsi in altre città se non per motivi lavorativi. In tal modo si scongiura la possibilità di contattare possibili soggetti positivi e importare a Molfetta il contagio. La raccomandazione è giusta, ma ci sembra eccessivo questo auto isolamento. Sarebbe più utile la prudenza, usando sempre la mascherina e invitando altri a farlo.

Intanto questa notte c’è stata la chiusura temporanea del pronto soccorso dell'ospedale "Don Tonino Bello" di Molfetta perché era transitato un paziente proveniente da Barletta, risultato positivo e smistato in un centro Covid della provincia.
Si è provveduto, quindi, a sanificare gli ambienti e questa mattina il pronto soccorso è stato riaperto.

Ma a movimentare la situazione è la riapertura delle scuole che ha fatto registrare l’allarme nella elementare “Carnicella” a causa della positività di una maestra ammalata. In un primo momento erano stati allertati solo i compagni di classe, mentre successivamente la dirigente scolastica ha deciso di lasciare a casa due classi, mentre alcuni genitori delle altre due hanno preferito tenere i figli a casa per prudenza.
Altro caso scolastico riguarda l’industriale di Molfetta dove una classe è stata messa in quarantena, o in isolamento fiduciario come dice il sindaco, a causa della positività di uno studente che è fratello della ragazza del liceo di cui si è parlato nei giorni scorsi, ma che poi è risultata negativa. Invece lo stesso ragazzo e la famiglia sono positivi.

Ricordiamo che anche una quarta classe del Liceo Classico di Molfetta è in quarantena.

Il sindaco ha convocato per mercoledì i dirigenti scolastici per decidere una linea comune, prima che i casi aumentino e si faccia confusione, lasciando ad ognuno la libera decisione in materia.

Al di là della necessità di indossare la mascherina ed evitare situazioni a rischio, come gli assembramenti, servirebbe una maggiore vigilanza della polizia locale, che essendo abituata a girare in città dovrebbe monitorare ed intervenire nei punti caldi frequentati dagli studenti. Questa mattina abbiamo notato un grande assembramento di giovani sulle scale del Calvario, tutti senza mascherina e tutti ammassati, forse in attesa del pullman.

Perché non inviare una vettura con agenti pronti a sanzionare questi ragazzi: ne basta uno asintomatico per creare decine di casi fra gli stessi amici e le loro famiglie. La situazione dei giovani non va sottovalutata: occorre più coraggio e decisione da parte delle autorità, per evitare che qualche tolleranza possa trasformarsi in pericolo.

Intanto Sinistra Italiana ha inviato una lettera al prefetto per chiedere di intervenire nella situazione del luna park aperto alla Secca dei Pali.

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