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Rifondazione sulla crisi amministrativa a Molfetta: il sindaco e la sua giunta dimenticano la città. Chiudano la verifica o vadano a casa
Il sindaco Minervini
16 gennaio 2021

MOLFETTA – La crisi amministrativa a Molfetta si sta sempre più contorcendo su se stessa: assessori che escono e poi rientrano, papabili che ridiventano cardinali, insomma per giochi politici si dimentica la città in un periodo di pandemia.

Su questo rimpasto che non riesce a trovare la quadra, interviene Rifondazione comunista con un suo comunicato: «Per l'ennesima volta l'amministrazione di Tommaso Minervini si trova a fare i conti con se stessa dimenticando i bisogni della città in un periodo particolarmente difficile funestato dalla pandemia.

Questa volta si tratta di un rimpasto della giunta, inspiegabile per i cittadini, di cui non si conoscono le motivazioni politiche che non sono state rese note né in consiglio comunale né in città.

Insomma si tratta dei soliti giochi di potere interni alla maggioranza che sostiene la giunta Minervini e che immobilizzano l'azione amministrativa in un momento storico in cui la città ha bisogno di una classe dirigente concentrata esclusivamente a dare risposte a cittadini preoccupati e spaventati da una crisi sanitaria, ancora nel suo apice, e una crisi economica latente e pronta a esplodere che per certi versi spaventa più di quella sanitaria.

Questa estate, nel periodo più importante a ridosso della seconda ondata pandemica, quando bisognava organizzare la macchina amministrativa a supporto dei cittadini in vista della nuova emergenza l'intera giunta guidata dal sindaco pensava bene di spendere tutte le sue energie per la candidatura alle elezioni regionali di Tammacco.

Subito dopo l'inchiesta della magistratura colpiva pesantemente la giunta e il sindaco, invece di mettere immediatamente a disposizione della città una nuova giunta nel pieno dei suoi poteri, pensava bene di regalare visibilità ad alcuni consiglieri comunali (Mancini, Binetti ecc.) utilizzando l'art. 50 dello Statuto comunale dando delle deleghe vuote, come si danno le caramelle ai bambini, tenendo per sé le deleghe ai lavori pubblici.

Poi è partita la tarantella della verifica amministrativa che va avanti ormai da più di due mesi. Una crisi ancora aperta che costringe la città ad assistere al balletto dei nomi che comporranno la nuova giunta mentre i problemi vengono nascosti sotto il tappeto: dagli assembramenti che i cittadini continuano a denunciare alla chiusura del parco di divertimenti Miragica di cui questa amministrazione si è completamente disinteressata, dal consiglio comunale sempre meno coinvolto fino all'episodio della mancanza dei calzari nell'astanteria Covid del nostro ospedale, da noi denunciato e di cui si è occupato persino il Corriere della Sera ma che l'ineffabile delegato all'emergenza Covid, Pasquale Mancini, non si è degnato di prendere neanche in considerazione.

La nostra città merita di essere amministrata con attenzione e competenza, cosa che questa giunta e maggioranza stanno dimostrando di non avere.

Per questo chiediamo di chiudere immediatamente la verifica interna o di ridare la parola ai cittadini senza perdere altro tempo in un periodo storico così buio per la nostra città».

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