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Rifondazione Molfetta: Occorre un’alternativa credibile, senza Pd, per le prossime amministrative. Il dibattito in piazza
de Sanctis, de Candia, Agrimi, Zanna, Buzzerio
29 settembre 2021

MOLFETTA - La conclusione è la seguente: nessun apparentamento con chi, anche nella maggioranza, non si è opposto alle determinazioni di una giunta. Amministratori e politici avvisati: alle prossime elezioni amministrative Rifondazione Comunista continuerà a mantenere la stessa linea verso chi, come affermano, adotta la politica dell’emergenza, puntando sul consenso del partito dell’astensionismo. Queste in estrema sintesi le conclusioni del dibattito all’interno della 22ª edizione della Festa di Liberazione. L’appuntamento è nel luogo storico, deputato a raccogliere chi cerca, da anni, con una piccola minoranza di fare opposizione.

Piazza Paradiso accoglie iscritti e simpatizzanti, riuniti per ascoltare risultati raggiunti ma, soprattutto, proposte da chi, da sempre, non è voce consenziente, ma critica e propositiva. Ecco dunque la proposta di “mettersi in gioco”, di sottoporsi a domande anche critiche, scomode ma dalle risposte chiare, anche se non sempre risolutive di problemi.

E l’invito a porre delle domande dalle testate giornalistiche cittadine, è stato raccolto dal dott. Felice de Sanctis, direttore del quotidiano “Quindici on line” e della rivista mensile “Quindici” e da Rosanna Buzzerio di Molfetta Viva. Le poche parole spese da Gennaro Agrimi, moderatore del dibattito con Paola de Candia e Beppe Zanna, consiglieri comunali,  del collettivo di Rifondazione, hanno sottolineato come solo Rifondazione esercita informazione sull’attività del Consiglio comunale, attraverso comunicati stampa, dibattiti, incontri, richieste di accesso agli atti, e altri atti di condivisione dell’attività amministrativa di quello che hanno definito “Il mostro a tre teste” di questa Giunta, definita anche essa “ciambotto”, definizione ideata da “Quindici” e subito adottata da tutti per indicare il pasticcio amministrativo che governa Molfetta. 

“I comitati elettorali chiudono, noi non abbiamo un comitato elettorale che teniamo faticosamente aperta dal 1996” e non si discute perché è una verità inconfutabile. I quesiti della stampa indirizzano a riflessioni sulle prossime elezioni amministrative.

Felice de Sanctis - Rifondazione è spesso accusata di essere poco incisiva, di parlare solo attraverso comunicati stampa. Felice Spaccavento si è dichiarato out per la candidatura a sindaco, con questo PD è difficile dialogare. Con queste premesse, Rifondazione continuerà ad andare per conto proprio?

Paola de Candia - Provo io a rompere il ghiaccio specificando che la pandemia ha condizionato indubbiamente la comunicazione ma noi abbiamo cercato sempre di far passare il messaggio secondo il quale la maggioranza è un gruppo chiuso, attaccato alle poltrone, che adotta una gestione privatistica della cosa pubblica. Il nostro impegno è questo: accesso agli atti, comunicati alla fine di ogni Consiglio comunale. Approfittando del Covid, questa maggioranza ha limitato i Consigli solo per gli atti dovuti. Non basta la delega al momento del voto. Spaccavento è stato la prima persona a cui abbiamo pensato per una rivoluzione, facente parte di una ipotetica coalizione di senso civico con Linea Diritta, Rinascere, Sinistra Italiana.

Rosanna Buzzerio - Siamo alle battute finali di questa Amministrazione. Come valutate l’esperienza umana e professionale come consiglieri comunali?

Beppe Zanna - Amiamo confrontarci. E’ stata un’esperienza molto forte, supportata da un collettivo che opera in città da trenta anni, con i punti di forza di Gianni Porta e Antonello Zaza, a un collettivo che opera bene in città. Voglio riportare un dato emblematico che riguarda la vicepresidenza del Consiglio. Col passaggio di Pino Amato in maggioranza, viene disatteso il principio secondo il quale la vicepresidenza è prerogativa della minoranza, per la quale vicepresidenza abbiamo lottato a mani nude.

Paola de Candia - Un’esperienza unica, indubbiamente. C’è gente che si bea di essere lì da venticinque anni, facendo il passaggio per tutto l’arco costituzionale. Io tra venticinque anni non mi immagino lì ma immagino uno dei bambini che sta giocando in piazza stasera.

Felice de Sanctis - Lottizzazioni, cemento, sporcizia, sicurezza, incendi, bombe, occupazione di suolo pubblico, amministratori indagati. La gente ha paura e non partecipa. Quali sono le vostre proposte?

Beppe Zanna - Mi permetto di non condividere il concetto di non partecipazione o quello che il molfettese intende per partecipazione. Duole ricordare che l’art. 50 dello Statuto comunale, quello che permette di fare atti per la Pubblica Amministrazione, in realtà ha permesso di fare atti di cooptazione. Il concetto di partecipazione, per noi, ha un significato completamente diverso. La gente che non partecipa si rifugia nel Centro Destra. Ricordiamo i cortei di Paola Natalicchio e Guglielmo Minervini. Assurdo affermare di non aver aumentato le tasse senza specificare che è impossibile garantire sempre gli stessi servizi di pulizia.

Rosanna Buzzerio - Da dove Molfetta deve ripartire? Quale è la vostra progettualità?

Paola de Candia - Si definisce l’amministrazione del fare ma di fatto la Giunta Minervini sta perdendo la sua connotazione. I parchi, la piscina, il Park Club, siamo stati portati alla ribalta anche da “Striscia la notizia” per l’attribuzione di appalti per le opere pubbliche. Puntiamo al benessere la città della musica. Sono tante le cose da rimettere in ordine.

Felice de Sanctis - La politica senza qualità (com’è intitolato l’editoriale della rivista “Quindici” di questo mese, sia locale che nazionale, il mostro a tre teste. Politica del lasciare fare, della rassegnazione, e senso di impotenza, in perfetto stile mafioso. Cosa proponete per riprendere la fiducia dei cittadini come ai tempi di Guglielmo Minervini?

Beppe Zanna - E’ chiaro che la sinistra vince se propone un’alternativa valida e concreta, non una coalizione politica. Pensiamo che si debba ideare un progetto di emergenza democratica, per porre fine ad un obbrobrio amministrativo. Il PD è stato l’input di questo obbrobrio. Se parliamo di pacchetti di voti, abbiamo perso all’inizio. Guglielmo Minervini nel 1994 perse al primo turno e vinse al ballottaggio perché ci fu entusiasmo.

Rosanna Buzzerio - Storicamente Rifondazione corre sempre sola. Ora cominciate a parlare di coalizione. Riepilogando… col Pd no, Rinascere è una ipotesi. Come vi state muovendo?

Paola de Candia - Occorre una coalizione di emergenza, senza sofismi. La coalizioni si compone per differenza: vi farà parte chi non ha preso parte alla coalizione di questi quattro anni. Un progetto di rottura, la città deve tornare ai cittadini che si stanno allontanando. Puntiamo a raccogliere i consensi del partito dell’astensione.

Felice de Sanctis - All’interno del PD ci sono persone che non si riconoscono nel partito. Escluderete anche loro?

Beppe Zanna - Buoni e cattivi, è illusorio pensare di rimanere dentro se non se ne assume la responsabilità amministrativa. Il presidente del Consiglio, Piergiovanni del Pd, ha votato sì all’ultima deliberazione, appoggiando di fatto la maggioranza.

Nessun dubbio, la città è avvisata. Sempre e per sempre dalla parte della città.

© Riproduzione riservata

Autore: Beatrice Trogu
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