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Rifondazione Molfetta: il disastro dell’ospedale Covid alla Fiera del Levante
30 gennaio 2021

MOLFETTA - «Il disastro della sanità Pugliese può essere sintetizzato in poche parole "Ospedale Covid alla Fiera del Levante". In quella scelta sono condensate tutte le sciagurate scelte della giunta Emiliano in materia di sanità. Non parliamo di errori, sprechi, ruberie varie che pur forse ci saranno state ma parliamo di scelte politiche in materia di sanità ma non solo» scrive Rifondazione Comunista di Molfetta.

«Scegliere di fare un ospedale Covid alla Fiera del Levante mentre da anni, con piani ospedalieri lacrime e sangue, la giunta Emiliano ha chiuso decini di reparti e ospedali in tutta la Puglia dimostra come le politiche in materia di sanità in Puglia siano orientate alla dismissione della Sanità pubblica e al conseguente via libera alla sanità privata come candidamente ammesso in una intervista il 12 aprile 2020 al quotidiano "La Repubblica" nell'edizione di Bari.
L'ospedale Covid in Fiera è stata una scelta propagandistica e non lo si vede solo nell'errore di progettazione che non ha tenuto conto dei bagni per i pazienti in terapia intensiva o nella lievitazione dei costi da 8,5 a 17 milioni di euro ma lo si vede soprattutto nelle difficoltà logistiche che obbligano i medici a spostare i pazienti negli altri ospedali per fare esami e nella mancanza di nuovo personale come denunciato dagli stessi medici.
Investire 17 milioni di euro nell'ospedale in Fiera è una scelta propedeutica alle passerelle in tv, agli articoli sui giornali, alle inaugurazioni in pompa magna ma non risolve i problemi della sanità pubblica pugliese in questa fase emergenziale come nel ritorno "alla normalità"
Emiliano ha volutamente perso l'ennesima occasione di rilanciare la sanità pubblica pugliese. Le risorse utilizzate per l'ospedale in Fiera come molte altre risorse sperperate in questo periodo dovevano essere investite per migliorare la rete ospedaliera, per migliorare la sanità del territorio e per assumere nuovo personale. Scelte che sarebbero servite a rilanciare la sanità pubblica pugliese. All'ospedale Covid in Fiera manca personale e sarà preso da altri ospedali e reparti mentre in tutta la Puglia stanno per scadere i contratti degli OO.SS. che sono stati assunti per l'emergenza e che dal 1° febbraio rischiano di essere buttati fuori lasciando senza personale con la necessaria esperienza i reparti, l'esempio lampante è quello che sta accadendo all'ospedale Covid di Bisceglie.
A settembre sono stati bloccati i concorsi per infermieri, poi sbloccati solo a gennaio, mentre la normativa nazionale permetteva che si tenessero. Ancora oggi molti pazienti non Covid, Covid e oncologici hanno grosse difficoltà a fare gli esami e controlli periodici. Insomma invece di pensare alla sanità pubblica e al suo rilancio il presidente Emiliano ha infiocchettato un pacco chiamato "Ospedale Covid alla Fiera del Levante" che graverà sulle tasche dei cittadini ma che non risolverà in problemi e forse non non diventerà mai operativo, almeno finché Emiliano e soci, Lopalco in testa, non si ricorderanno di montare i bagni... Sembra uno scherzo, ma purtroppo è tutto amaramente vero».

 

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