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Rifondazione: fibrillazioni nella maggioranza del mostro a tre teste di Molfetta (Minervini – Tammacco – Pd)
Beppe Zanna e Paola de Candia
28 luglio 2021

MOLFETTA – Arrivano le prime reazioni alla decisione di rinviare il consiglio comunale di Molfetta.
Come “Quindici” ha scritto (“quello che gli altri non dicono”) il problema è politico perché sono in corso dissensi all’interno della maggioranza “ciambotto” che sostiene il sindaco Tommaso Minervini.
Lo rilevano anche Beppe Zanna e Paola de Candia consiglieri di Rifondazione comunista / Compagni di strada: «Rinviato a data da destinarsi il Consiglio convocato di mercoledì 28 luglio convocato per l'approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio.
All'ordine del giorno anche la reintegrazione dell'ufficio di presidenza del consiglio comunale, dopo le dimissioni di Pino Amato, entrato in maggioranza, che così resta ancora privo di un vice presidente espresso dalla minoranza, come previsto dallo Statuto comunale.
A quanto pare entrambi punti spinosi per il gruppo di consiglieri che più o meno formalmente tiene ancora in piedi questa maggioranza.
Ma per quanto tempo ancora?
In discussione sono gli equilibri interni ai pesi e contrappesi del Mostro a tre teste Minervini-Tammacco-PD.
Il Presidente del Consiglio, Piergiovanni, esce dalla maggioranza ma non si dimette dal ruolo cui altri, a giusta ragione, mirano.
Mancini, portavoce (o vice portavoce - non si è ancora ben capito) di non si sa quale gruppo, ex gruppo o lista civica, uscito dalla maggioranza, prima ha promesso sostegno e ora annuncia il suo voto contrario sul bilancio affermando che per ben 4 anni non ha condiviso che il Sindaco tenesse per sé la delega al bilancio. Espressione e portavoce per lungo tempo di un mega gruppo unico di maggioranza oggi si sveglia magicamente all'opposizione e prende le distanze.
La nave continua ad affondare e i topi continuano a scappare e infatti i consiglieri si danno per assenti e disertano le Commissioni Consiliari ed infine il consiglio stesso che a poche ore dall'inizio viene rinviato a data destinarsi dal presidente del Consiglio comunale.
Ancora una volta, il sindaco continua a fingere che tutto proceda per il meglio e che questo consiglio sia stato rinviato senza gravi motivazioni. Insomma, continua la politica dello struzzo, continua lo scempio delle Istituzioni».

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