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Rifondazione comunista: Cartellonistica selvaggia e deturpazione del territorio a Molfetta Solo per fare cassa il Comune concede autorizzazioni a pioggia. Come prendere in giro le aziende per una pubblicità che non guarda più nessuno
13 febbraio 2020

MOLFETTA – Che al Comune di Molfetta interessi fare cassa (Ha contratto troppi debiti) e interessi poco la bellezza della città, “Quindici” lo sostiene da tempo, al contrario dell’assessore “cantiere perenne” (a proposito: fra quanti mesi finirà il rifacimento di Corso Umberto?).

Soprattutto “Quindici” sta conducendo da sempre la battaglia contro i cartelloni pubblicitari che ormai sono centinaia e deturpano il paesaggio. A danno anche degli stessi clienti, ingenui, che credono di fare pubblicità, ma sprecano soldi inutilmente, in quanto questa selva di cartelloni, non viene più guardata dai cittadini. Quindi per le aziende che vogliono pubblicizzare il proprio prodotto, il danno e maggiore.
Ad avvantaggiarsi sono solo coloro che vendono questa pubblicità inutile e il Comune che continua a concedere autorizzazioni per fare cassa. A tal proposito, ci chiediamo, siamo sicuri che i titolari dei cartelloni pubblicitari paghino le tasse di concessione? Oppure il Comune si è dimenticato di incassare anche quelle: al danno si aggiungerebbe la beffa!

Ora il problema dell’invasione selvaggia dei cartelloni pubblicitari è stato sollevato dai consiglieri comunali dell’opposizione di sinistra Gianni Porta e Paola de Candia (Rifondazione Comunista e Compagni di strada), che hanno presentato un'interrogazione consigliare per accendere i riflettori sulla proliferazione di impianti di pubblicità nella città.

Il vigente Regolamento degli impianti pubblicitari divide il territorio comunale in quattro ambiti. Ebbene le prime due zone – Ambito n. 1 e Ambito n. 2 – comprendono le aree del centro storico e del centro urbano per cui varrebbero “esigenze di tutela architettonica ed urbanistica” nonché “massima cautela negli inserimenti pubblicitari”.

Ciononostante ci sembra che non poche vie principali del centro urbano – collocate in Ambito n.1 e Ambito n. 2 – siano state interessate progressivamente nel tempo dall'installazione di impianti pubblicitari a mezzo video e led.

Ci chiediamo – e i nostri consiglieri comunali chiedono all'Amministrazione comunale – se il Regolamento comunale sia stato rispettato, se questi impianti dispongono di autorizzazioni rilasciate dal Settore comunale competente e siano in regola con le prescrizioni del Codice della strada.

Ci sembra, infatti, che in questi ultimi anni la situazione sia sfuggita di mano all'Amministrazione forse troppo presa nel coltivare le ambizioni elettoralistiche dei suoi personaggi di spicco.

È il caso, dunque, di richiamare l'attenzione di chi governa la Città, in questo quinquennio, verso la responsabilità che si lega al ruolo della Gestione del Bene Comune anche attraverso il controllo dell'applicazione dei regolamenti comunali a questo finalizzati. Tra due settimane la nostra città affronterà il secondo step per la candidatura a “Capitale Italiana della Cultura 2021” e gli uffici saranno certamente impegnati, in questi giorni, a preparare il “Dossier” all'interno del quale, al netto della descrizione di ciò che c'è (e nel caso del nostro territorio non è assolutamente poco), andrebbe prospettata una “Visione” rispetto all'uso che si vuole fare di ciò che c'è per sviluppare e “CAMBIARE” il territorio.

Dunque, se l'attuale amministrazione dimostra di avere una tale sensibilità verso la cura del Bello e la valorizzazione del Territorio, va da sé che debba quantomeno rimettersi in carreggiata rispetto alla gestione ordinaria dello stesso, nel pieno rispetto delle esigenze di tutela architettonica ed urbanistica, riportate nel Regolamento Comunale richiamato».

Molfetta capitale italiana della Cultura? Forse Molfetta può sicuramente diventare la capitale italiana di cartellone selvaggio e di deturpazione del territorio. Solo per fare cassa. Una vergogna così, non si era mai vista, soprattutto perché si prendono in giro le aziende che fanno pubblicità, perché i cartelloni sono talmente tanti che non li guarda più nessuno. Soldi sprecati, investimenti sbagliati e danni all’ambiente.

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