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Riaprono le librerie, ma ci sono i lettori?
14 aprile 2020

Riaprono le librerie. Diciamoci alcune cose in assoluta sincerità.
Possono riaprire le librerie fisiche, quelle dove bisogna andarci uscendo di casa (con quale certificazione?), entrare, girare negli scaffali scegliere e prendere un libro o ordinarne uno per poi tornare a riprenderlo uscendo di casa (stessa certificazione?).
Quindi riaprono le librerie che possono garantire il rispetto, per i lavoratori e i clienti, delle norme di sicurezza.
Fuori, all’ingresso di queste librerie prima di Covid-19 non c’erano persone in coda, a meno che dentro non ci fosse un cantante per il firma copie. E allora fuori, oltre la coda, c'era la ressa.
Non penso vedremo code ora.
Riaprono le librerie che avevano chiuso al pubblico per decreto.
Ma ci sono stati in queste settimane librai che i libri li hanno consegnati porta a porta.
Librerie chiuse ma lettura garantita.
Si è trattato di librerie indipendenti, librerie di piccoli paesi o di grandi città dove i librai si sono inventati di tutto per esserci e non far mancare i libri a chi voleva leggerli.
Librai e non addetti alla vendita. La differenza è sostanziale: diciamocelo tra noi addetti ai lavori.
Possono riaprire per decreto le librerie e mi piacerebbe pensare che avremo finalmente un boom di lettori.
Ma ...
In queste settimane di #iorestoacasa e #ioleggoacasa, Amazon, Ibs, Mondadori store, E-bay, le più grandi librerie on line, non hanno registrato boom di vendite di libri. Come loro anche i siti degli editori.
Sono schizzate on line le vendite di prodotti per la bellezza del corpo e per il fitness.
La spesa per la cura del corpo, anche in lockdown, batte la spesa per la lettura.
Quindi può essere che con le librerie aperte, i conti per librai ed editori tornino ancora meno. Speriamo di no.
Dalle scorse settimane, un attimo dopo la chiusura e il lockdown per tutti, autori, editori, librai, uomini e donne di teatro ci siamo prodigati in presentazioni, letture, libri da scaricare, convinti, perché lo siamo, che i libri possono aiutare e aiutano e sono un bene da non far mancare in momenti di difficoltà per tutti.
Lo abbiamo fatto gratuitamente. Ci siamo donati e messi in gioco così.
Quanto sarebbe bello, allora, e assolutamente segno di guarigione del nostro Paese la notizia che ad aprire siano, magari non da domani ma tra qualche giorno, le librerie chiuse già da tempo per mancanza di lettori. Allora, anche tutta la gratuità di queste settimane oltre ad aver reso più lievi giornate grevi, avrà fatto nascere un desiderio.
La foto che ho scelto è una foto d’epoca. A me fa venire però nostalgia di futuro.
Dice di un desiderio di lettura che procurava file davanti alle vetrine delle librerie in un momento difficile in cui il Paese, ogni Paese, si ripensava e decideva quale comunità essere.
E nel libro, nella cultura, nel sapere vedeva una possibilità per tutti.

Elvira Zaccagnino

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