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Raid cross: un progetto della Croce Rossa al Liceo Classico di Molfetta
05 dicembre 2018

 MOLFETTA - Estemporanei soccorritori, soldati e volontari di associazioni umanitarie: è questo che sono stati chiamati a fare, durante un gioco di ruolo, gli alunni delle classi II B e III A del Liceo Classico “Leonardo Da Vinci” di Molfetta per il progetto “Raid cross” della Croce Rossa Italiana. A precedere le attività l’intervento informativo a cura di Mariella Lezza, che ha riguardato la nascita della Croce Rossa, dalla proposta di Jean Henry Dunant in occasione della battaglia di Solferino del 1859, passando per le evoluzioni dell’emblema, adattatosi più volte alle esigenze di riconoscimento internazionale, sino a delineare i principi fondamentali dell’associazione. Gli stessi che la accomunano a qualsiasi associazione umanitaria, che ha il compito di operare con umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità ed universalità. All’insegna di questi valori gli studenti si sono immersi nei giochi di ruolo previsti dalle quattro postazioni in cui, a gruppi, seguiti da volontari della Croce Rossa, hanno potuto cimentarsi in percorsi tanto divertenti quanto formativi.

Gli stand posti in palestra coperta, più teorici, hanno coinvolto i ragazzi, permettendo loro dapprima di immedesimarsi in varie situazioni di rischio o di emergenza per capire secondo quali criteri agisce un volontario per poi elaborarne una vera e propria definizione. Quella che ha portato gli alunni a conoscere anche ragguagli inerenti all’educazione sessuale e alla prevenzione stradale. Relativamente alla prima agli alunni sono stati spiegati i canali di trasmissione dell’AIDS e i rispettivi contraccettivi; in merito all’educazione stradale è stata fatta capire, attraverso l’uso di apposite maschere, la vista alterata dall’effetto di sette birre o di cinque canne. A questa prima parte di attività è stata collegata una morale: l’importanza della prevenzione.

Nelle postazioni collocate in palestra scoperta, dal carattere pragmatico, gli studenti hanno effettuato un percorso a slalom con degli oggetti in cui hanno compreso l’importanza di accertarsi di ciò che si trasporta, specie quando questo viene ordinato da altri e specie nei periodi di guerra, oltre che lo spirito di agire in team. Sempre in squadra si sono approcciati ad una simulazione di primo soccorso, imparando sul campo quali tipi di emergenze hanno la precedenza sulle altre. Per esempio un tallone ferito o un braccio dolorante passano in secondo piano rispetto a ferite sull’addome e a difficoltà respiratorie, problematiche invece in cui è necessario il pronto intervento. È stata effettuata anche una simulazione di attacco al nemico, durante la quale si sono apprese le più importanti norme che regolano gli attacchi di guerra mirate all’incolumità dei beni civili come le scuole e le istituzioni parlamentari e dei diritti umanitari.

Tratte le conclusioni morali da ciascuno stand, si è svolta l’attività che ha concluso il progetto e che ha visto la partecipazione della classe intera. Una volta schierati su un’unica fila, ciascun ragazzo ha ricevuto dai volontari dell’associazione la propria identità segreta, secondo la quale ognuno avrebbe dovuto rispondere alle dieci domande poste facendo un passo in avanti in caso di risposta affermativa, restando fermo sulla propria postazione in caso di risposta negativa.

Al termine del gioco le identità sono state svelate ed è stato riscontrato come la parità di opportunità e di diritti è ancora lontana dall’accomunare gli abitanti del Terzo Mondo e i bambini soldato ai personaggi politici più in vista come Donald Trump. Una riflessione penetrante è seguita a quest’ultima attività: persino le azioni che ormai si danno per scontate, come l’assunzione di pasti giornalieri, il perseguimento dei propri ideali, la libertà di pensiero e di culto sono valori utopistici per una stragrande maggioranza della popolazione mondiale che necessita di diritti ancor prima che di soccorso.

Notevole l’interesse che le attività del progetto, di cui per la scuola sono state referenti la prof.ssa Rossella Lezza e la prof.ssa Marta Spaccavento, hanno suscitato nei ragazzi, i quali non hanno esitato a manifestare le proprie curiosità in merito alla Croce Rossa e ai corsi di primo soccorso proposti dalla stessa. Oltre ad un arricchimento per il proprio bagaglio culturale, questa mattinata ha anche dato modo agli studenti partecipanti di Interrogarsi sulle proprie competenze e sulle proprie capacità di intervenire nelle situazioni concrete. Perché la scuola non è solo una palestra per la mente, ma anche per la vita.

© Riproduzione riservata

 

 

Autore: Sara Fiumefreddo
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