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Questa sera al Rotary di Molfetta si parla di inquinamento marino da plastica
18 maggio 2018

 MOLFETTA – Questa sera all’Hotel Garden di Molfetta alle ore 20 conversazione con il prof. Piero Marinelli, ordinario di Chimica presso il Politecnico di  Bari sul tema  “Inquinamento marino da plastica”. L’iniziativa è del Rotary Club di Molfetta in collaborazione con la Lega Navale.

L’oratore sarà presentato dal presidente del Club dr. Giuseppe Chetta.

 

 

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Non è più questione di "inquinamento marino" ma di "morte "marino"! Oggi i mari sono un vero e proprio "pozzo nero" in cui confluiscono con continuità enormi quantità di fanghi e minerali provenienti dalla terra ferma. Noi stiamo chiedendo al mare di accettare anche quantità sempre crescenti di materiali generati dall''uomo, dagli scarichi delle fognature a quelli industriali e agricoli, tutti quanti ricchi di sostanze chimiche contaminanti. A tutto ciò non si presta sufficiente attenzione: solo "belle parole", fatti niente! Ogni anno scarichiamo nei mari centinaia di nuove sostanze chimiche che si aggiungono alle migliaia già presenti, senza avere la minima idea del loro potenziale impatto. Così perfino nelle profonde fosse oceaniche, e addirittura nell''Antartide, si individuano sostanze tossiche create dall''uomo. Questo fenomeno è il risultato dei "sistemi circolatori" globali, processi cui comprendiamo ben poco. La distruzione su vasta scala delle barriere di corallo è una tragedia sia per l''uomo che per l''ambiente marino: queste scogliere proteggono le acque interne delle isole, ospitano un numero enorme di specie e un giorno potrebbero fornirci un ampio numero di farmaci. Un fattore di distruzione è l''eliminazione del corallo per far posto a edifici; un altro è l''erosione terrestre, che porta al soffocamento delle barriere. Altrettanto disastroso è l''inquinamento provocato da fogne, scorie industriali, infiltrazioni di acque calde o provenienti da impianti di desalinizzazione, e da petrolio. Altri fattori sono il turismo (con la raccolta di coralli, conchiglie e pesci palla per il commercio dei souvenir); la pesca sfrenata e gli esperimenti nucleari. La più sfrenata distruzione delle barriere coralline avvenne a opera delle forze armate USA, a Diego Garcia, nell''Oceano Indiano, un tempo fertile zona per 2 mila abitanti, ora ridotta a un''unica colata di cemento, in cui ogni produttività biologica è andata distrutta: una tragedia per tutti.
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