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Primo premio per la produzione scritta nel concorso “don Tonino Bello profeta ed educatore” agli allievi dell’Ipssar di Molfetta
08 giugno 2018

MOLFETTA - Si è concluso il concorso “Don Tonino bello profeta ed educatore”, “Siate luce e non scintille”, indetto dall’IISS “Mons. Tonino Bello” di Molfetta, in collaborazione con l’USR Puglia, l’Assessorato alla formazione e al lavoro della Regione Puglia e la Fondazione Don Tonino Bello di Alessano.

A conseguire il primo posto in graduatoria nella sezione “Produzione scritta” l’Ipssar di Molfetta, Istituto professionale di Stato per i Servizi di Enogastronomia e Ospitalità alberghiera. Referente del progetto per l’Alberghiero la prof.ssa Maria Antonietta Altomare, che ha espresso soddisfazione per il lusinghiero risultato conseguito dai giovanissimi allievi.

A ricevere il premio un elaborato costituito da tre elementi: una lettera a cura di Claudio Bellapianta, Marianna la Mastra, Maria Altamura, Vittoria Ferrara e Fabio Bernardino, allievi di classe seconda; la poesia La carezza delle stelle di Andrea Porro (sempre della seconda annualità) e una fotografia a cura di Giovanni Cipriani, del primo anno di corso. Il primo scritto è un tributo a don Tonino, che medita sul tema della carezza (al centro della famosa Lettera a Giuseppe di mons. Bello), indice di attenzione, ma anche “gesto in estinzione” nella realtà odierna. Gli studenti riflettono come il nostro pianeta sia “abitato da giovani le cui dita sfiorano più cellulari che volti” e su quanto invece ‘accarezzare’ l’altro rappresenti una potente arma non di distruzione, ma di rigenerazione. Proprio come le “lettere d’amore e di speranza” rivolte da don Tonino ai giovani. Un invito simile alla caritas giunge anche dalla poesia di Porro, che sembra voler suggerire come il più bel modo di vivere sia amare “ad occhi chiusi e senza schermo”, esortazione che Cipriani traduce in immagini, attraverso la forza comunicativa della fotografia.

Un plauso va ai giovanissimi studenti, con l’augurio che si realizzi ciò che essi stessi, a conclusione della lettera, chiedono a don Tonino: “facci vento per scuotere il mondo e soglia per accoglierlo”.

Gianni Antonio Palumbo

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