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Primi interventi al Pulo di Molfetta In corso di ripristino i sentieri e i muretti a secco.
10 gennaio 2020

MOLFETTA - «Il Pulo è il nostro luogo identitario, lo stiamo riaprendo al meglio alla fruibilità della città e del territorio. Sono impegnati esperti che stanno facendo lavori di sistema sia sulla vegetazione sia sulle parti in pietra. Come più volte ribadito, pensiamo a un sistema del Pulo, riprenderanno gli scavi archeologici, stiamo potenziando il Museo del Pulo e, in seguito, pensiamo di verificare la possibilità di acquisto dell’ex convento (villa Panunzio – n.d.r.)»: questa la dichiarazione che il sindaco Tommaso Minervini ha rilasciato a Quindici durante la conferenza stampa che questa mattina è stata convocata al Pulo di Molfetta.

L’incontro ha avuto la finalità di mostrare lo stato di avanzamento dei lavori all’interno della dolina. Gli interventi sono stati avviati poco meno di dieci giorni fa (il 2 gennaio) e, come ha sottolineato Roberto Greco, dottore forestale, vicepresidente di For.Rest.Med, spin-off dell’Università degli Studi di Bari e direttore scientifico del progetto affidato alla For.Rest.Med dal Comune di Molfetta.

L’attività, che dovrebbe proseguire per circa sessanta giorni, si sta concentrando sulla messa in sicurezza della viabilità interna della dolina: in questi anni (il Pulo non è fruibile praticamente dalla fine del 2013) la natura si pian piano ripresa la cavità carsica, con la vegetazione che ha invaso i sentieri naturali e quelli borbonici, danneggiato muretti a secco di contenimento e invadendo le strutture della nitriera borbonica.

Alberi rinsecchiti e rami spezzati che incombevano sulla viabilità erano un pericolo per gli stessi operatori. Non poteva che essere questo, dunque, il punto di partenza per il recupero di uno dei luoghi più amati della nostra città.

Si sta, dunque, provvedendo al ripristino della viabilità principale (quello che era il percorso di visita fino al 2013) e, al tempo stesso di quella secondaria o di servizio che corre intorno alle grotte.

L’intervento, ovviamente, non può che essere oculato, prestando la massima attenzione alle diverse specie di piante e alla loro interazione nonché alla presenza degli importanti reperti archeologici.

Del gruppo di lavoro, infatti, fanno parte due archeologi: la dottoressa Alessia Amato e il dottor Nicola de Pinto, per sorvegliare che tutto avvenga secondo i corretti protocolli.

Alla conferenza stampa hanno preso parte, oltre al sindaco Tommaso Minervini, l’assessore ai Lavori Pubblici Mariano Caputo, l’ingegner Enzo Balducci e il vicesindaco e assessore alla cultura e turismo Sara Allegretta, la quale ha dichiarato: «Il Pulo rappresenta la nostra storia e il nostro passato, un passato tutto da recuperare. Ci stiamo riappropriando del diritto all’’uso di questo bene che è il nostro fiore all’occhiello.

Fiore all’occhiello che sarà fondamentale per la nostra candidatura a Città della Cultura 2021».

@Riproduzione riservata

 

Autore: Isabella de Pinto
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