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Prima pagina & dintorni, il libro di Felice de Sanctis presentato da Lino Patruno al Rotary di Molfetta Storia di un Paese che non cambia, mentre il mondo va avanti. Le “profetiche” previsioni sull’Italia di un giornalista fuori dal coro
Sinigaglia, Gramegna, Lino Patruno, Felice de Sanctis
30 ottobre 2019

 MOLFETTA - L’Italia si trova oggi nel bel mezzo di un interregno tra ieri e domani, tra non più e non ancora. È nel cuore di una mescolanza di valori e opinioni in cui convivono pulsioni differenti e antitetiche. Un amalgama in cui agli elementi del passato si sovrappongono - senza affermarsi nettamente ma mescolandosi - con le nuove spinte trasformative della contemporaneità.

Nuovo e vecchio non si colorano ma come in una specie di ibridazione, il nuovo assume i contorni di una inversione di rotta e il vecchio - specie nell’ambito dei diritti sociali - appare più avanti rispetto alle dinamiche retrograde degli ultimi anni. I temi politici, sociali, etici e culturali si ripetono quasi come a chiudere un cerchio che si ripeterà sempre uguale a se stesso. L’Italia oggi appare immobile mentre invece il mondo gira. Quasi a confermare l’idea di un Paese che riflette il carattere degli italiani. Sembra quasi che l’idea di fondo sia cambiare tutto purché non cambi nulla. Un ossimoro che diventa la coperta di Linus di un popolo in preda alla paura.

Di questo e molto altro si è parlato durante l’incontro organizzato dal Rotary Club di Molfetta e dall'Università Popolare (foto di Mauro Germinario, fotografo di "Quindici"), intitolato Storia di un Paese che non cambia, mentre il mondo va avanti. La serata è stata dedicata alla presentazione del libro di Felice de Sanctis – giornalista economico del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno e direttore della rivista Quindici e del quotidiano Quindici on line – dal titolo Prima Pagina e Dintorni (copertina di Patrizia Nappi, disegno di Alberto Ficele ed impaginazione di Michelangelo Manente).

Ad introdurre la tavola rotonda, come di consueto ci ha pensato il presidente del Club Gildo Gramegna che dopo i saluti di rito ha ceduto subito la parola al protagonista della serata nonché autore del volume. Felice de Sanctis ha raccontato ai presenti come l’idea di realizzare quest’ultima fatica - dopo la pubblicazione dei due volumi di Affondi, contenenti gli editoriali della rivista da lui diretta - sia nata per caso mentre riordinava articoli del passato. Articoli che seppur scritti e pubblicati diversi anni addietro apparivano più che mai attuali, quasi profetici rispetto alla situazione in cui si ritrova l’Italia oggi in tutti gli aspetti che la riguardano. Una situazione per lo più di stallo, di mancata crescita.

Così nasce l’intuizione di creare una raccolta di editoriali, articoli di fondo ma anche di altri “pezzi” significativi che hanno anticipato molti avvenimenti successivi ancora di attualità - oltre ad alcuni servizi come inviato - scritti in 30 anni di lavoro nella redazione economica della “Gazzetta”.

Durante il suo racconto l’autore ha svelato ai presenti un piccolo retroscena editoriale. La scelta dei pezzi da pubblicare è stata fatta per mano del suo critico e estimatore più importante, sua moglie Adelaide Altamura.

La parola è passata poi a Lino Patruno - direttore del Master di Giornalismo e già direttore della Gazzetta del Mezzogiorno – che si è occupato della prefazione del volume. Un compito che ha accettato di buon grado dato il sentimento di amicizia che li lega e che va oltre il mero aspetto professionale. Lo ha definito – nel corso del prologo – un “robustissimo rompiscatole” per esemplificare una delle tante caratteristiche che ha accompagnato il de Sanctis nella sua lunga carriera e che tutt’oggi lo guida: l’idea di non compiacere nessuno attraverso i suoi articoli ma di guardare quanto più possibile ai fatti, cercando di mantenere sempre il focus sull’obiettività. E non solo. Insomma, un giornalista fuori dal coro.

Felice – come Patruno preferisce chiamarlo in modo del tutto confidenziale ed amichevole – è sempre stato dotato, quasi in modo naturale di quella tigna, caparbietà e curiosità di andare oltre e di vedere quello che gli altri non vedono. Insomma, questa raccolta rappresenta un punto fermo per un giornalista come Felice de Sanctis. Un resoconto di una lunga carriera piena di soddisfazioni, ma fatta anche di tanti sacrifici. Quasi fosse una pregiata cornice ad un bel quadro dipinto step by step e senza fretta nel corso degli anni.

Scendendo più nei fatti riportati nel libro, Patruno ha portato degli esempi concreti della lungimiranza con cui il direttore di Quindici si è mosso in questi ultimi 30 anni. «Si pensi all’evasione fiscale ma soprattutto al conseguente condono puntuale come un temporale di primavera: Felice ne parlava già alle avvisaglie del 1989, cioè in fondo nel secolo scorso. Solo dopo è diventato uno degli abusi più rispettati nell’Italia della violazione diffusa delle norme. E il caporalato sul quale Felice scrive nel ’93 dicendo che è un problema da risolvere al più presto: verranno le morti a dirci che è lì come se nulla fosse. E i leghisti che hanno le gambe corte (’93) e l’emigrazione dal Sud (’95) aumentata invece di diminuire».

E non è tutto. «Del ’97 è la spesa pubblica italiana e il suo incredibile campionario, poco da meravigliarsi essendo la meraviglia sempre impari a quanto avvenuto dopo. Che l’olio d’oliva pugliese vada difeso, ce lo gridava già nel Duemila e neanche lui, stavolta, si sarebbe aspettata la Xylella. Lavoro nero come necessità al Sud (2003), ebbene è proprio così. E cosa provoca le due Italie (2006), anzi ora vorrebbero che la disunità fosse stabilita addirittura per legge (il federalismo differenziato) così non se ne parla più. Talché il massimo di giustizia che si può riconoscere al Sud è che diventi un paradiso fiscale per i nonni (2018) tanto di questo passo i giovani non ci saranno più. Anche perché i figli sono sempre più poveri dei padri (2007), e chi ha notizie diverse ci tenga informati».

Ecco a cosa servono le raccolte di articoli. Non alla vanagloria di chi raccoglie, ma a un ripasso di memoria possibilmente per non ripetere gli stessi errori. Impegno per il quale – come scrive Patruno nella prefazione - questo Belpaese meriterebbe le orecchie d’asino e una punizione dietro la lavagna. 

Durante il convegno sono stati letti degli articoli di Felice de Sanctis dalla professoressa e attrice, Tania Adesso. La serata si è poi conclusa con l’omaggio ai presenti del volume.

Alla manifestazione ha partecipato anche l'assistente del Governatore del Distretto Rotary 2120, Pierpaolo Sinigaglia, che ha portato i saluti del governatore Sergio Sernia

© Riproduzione riservata

Autore: Angelica Vecchio
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