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Presentato al Ghigno di Molfetta “La foresta innevata” una favola per adulti, variegata di libertà e coraggio Il libro di Valerio la Martire, con illustrazioni di Livio Squeo per “Storie italiane”
Valerio La Martire, Livio Squeo, Isa de Marco
15 ottobre 2018

 MOLFETTA - Il quarto appuntamento della seconda parte del festival letterario “Storie Italiane”, a cura della libreria “Il Ghigno” di Molfetta, ha visto protagonista l’interazione letteraria tra lo scrittore Valerio la Martire, l’illustratore dell’opera Livio Squeo e la prof.ssa Isabella de Marco sulla favola per adulti “La foresta innevata”.

Ad introdurre l’evento culturale sono state le melodie cantate da Francesco Maiullari con il suo kazoo (strumento musicale che fa parte della categoria dei membranofoni. Il kazoo non emette suono col semplice fiato, ma necessita della vibrazione delle corde vocali, quindi è più esatto parlare di 'cantare' nel kazoo), le quali sono state susseguite dalle parole della prof.ssa De Marco: “La foresta innevata è un libro illustrato in maniera impeccabile, è una fiaba per adulti: una storia attuale dal sapore antico che cattura l’attenzione del lettore e lo catapulta nel racconto!”.

L’intervento dell’autore Valerio la Martire si collega all’interpretazione della prof.ssa De Marco: “Uno degli obiettivi che mi pongo è quello di attirare l’attenzione. Lo strumento della favola è uno strumento antico, dagli angoli smussati, che ho usato per raccontare una storia spigolosa”, dice alla platea, analizzando la tematica dell’abuso e della libertà, file rouge di tutta la narrazione. La cooperazione con l’illustratore Livio Squeo ha creato un rapporto di grande intimità tra i giovani perché hanno condiviso interpretazioni ed intuizioni diverse confluite nel prodotto finale della “Foresta innevata”.

La protagonista della favola è una donna, una donna abusata (condizione messa in evidenza dalla prima tavola illustrativa: in cui Livio raffigura una volto di donna con capelli tirati da mani ignote, da mani crudeli e violente), oggetto del desiderio di ben due uomini, obbligata a contrarre un matrimonio con entrambi, dietro cui si cela la condizione di ogni donna strumentalizzata e abusata. E’ un eroina femminile che prova a rifiutare la condizione imposta prima con le parole, che hanno un potere evocativo che non tutti, purtroppo, riescono a cogliere; poi con la ribellione che, la porta a ritornare una donna libera.

“Ho subito compreso quello che Valerio voleva raccontare, ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda, come potrebbe non piacermi una storia di ribellione e libertà? Ho usato colori forti: il rosso per evidenziare la violenza, la crudeltà, la morte e la passione della libertà; il blu del cartoncino, sfondo privilegiato di tutte le illustrazioni, che mi dava un’idea di freddo, di foresta innevata e il giallo, che ricorda gli occhi color miele della protagonista. Ho giocato con i contrasti perché è uno dei metodi di disegno che preferisco.”, racconta Livio Squeo alla platea, sottolineando le implicazioni moderni della condizione della donna.

Gli obblighi che ricadono sulla sua figura sono da sempre troppo gravosi, proprio nella nostra stessa città, fìno a pochi anni fa le donne non erano libere di scegliere chi amare, chi sposare o che lavoro fare: l’eroina della favola è un emblema di tutte loro e di tutte le altre che purtroppo, versano ancora in queste pessime condizioni in altre parti del mondo.

Le chiavi di lettura della storia sono simboleggiate da tre parole focali: libertà, coraggio e potere della parola. La libertà è quella che la protagonista del romanzo tanto agogna e finalmente ottiene; il coraggio è il mezzo attraverso cui lei riesce ad ottenere la libertà, lottando contro mostri interni ed esterni e il potere della parola è rappresentato dal focus magico della lingua, in connessione con il linguaggio e la comunicazione, sprigiona poteri magici e coraggio.

L’autore parla della libertà a tutto tondo: “la libertà di poter conoscere e comprendere “altro da me”, quel differente, che non è diverso, ma che differisce da me senza farmi dal male. Bisogna arricchirsi dello sguardo dell’ “altro”, non interpretarlo come una critica o un giudizio negativo, libertà è anche scegliere come relazionarsi con il mondo “differente” da te. Libertà è anche solitudine, riflessione, ma è soprattutto essere libero di circondarsi delle libertà degli altri, differenti, ma arricchenti.” Inoltre Valerio annuncia alla platea che il libro verrà tradotto anche in inglese.                                                                                                           Infine “La foresta innevata” è una storia che sprona a seguire i propri sogni, a lottare contro i propri mostri e a sfruttare la propria fantasia in modo producente perché i colori della propria vita si combinino per ottenere un capolavoro.

Valerio la Martire è nato a Roma il 5 novembre 1981, ha scritto i suoi primi racconti a dodici anni, ha studiato sceneggiatura cinematografica e ha pubblicato il suo primo libro nel 2009. È stato volontario per Greenpeace e ha lavorato come copywriter e curatore di testi per varie ONG e organizzazioni umanitarie tra cui l’Agenzia dell’Onu per i Rifugiati (Unhcr) e Medici Senza Frontiere. Tra le sue pubblicazioni, I ragazzi geisha (Bakemono Lab, 2016), libro sulla prostituzione maschile; Nephilim Saga (Armando Curcio Editore, 2014, 2015 e 2016) saga urban fantasy; Stranizza (David and Matthaus. 2016), storia d’amore omosessuale patrocinato da Amnesty International; Intoccabili (Marsilio Editore, 2017), l’emergenza Ebola raccontata dagli occhi di un operatore umanitario.

Livio Squeo è nato a Molfetta ma vive a Roma. E’ illustratore, disegnatore, sognatore appassionato di libri. Dopo l’Accademia di Belle Arti, in cui studia pittura e grafica, si specializza a Roma in animazione 2D. Nel 2004 fonda con Gaetano Accettulli la “E.G.O. PRODUZIONI” (Ente Gestazioni Oniriche), un progetto di animazione sperimentale e videoarte col quale partecipa a svariati Festival in tutto il mondo, ottenendo numerosi riconoscimenti e qualche premio. Lavora in libreria e illustra libri, dipinge su qualsiasi supporto gli capiti a tiro perché detesta la realtà così com’è.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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