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Presentata a Molfetta la relazione annuale della F.A.I. Antiracket: la testimonianza degli imprenditori Con il presidente De Scisciolo e il responsabile dell'Ufficio Legale avv. Maurizio Altomare, il neoeletto vicepresidente Damiani
Altomare, De Scisciolo, Damiani
04 febbraio 2018

MOLFETTA – Presentata ieri, nella sede di piazza Vittorio Emanuele a Molfetta, la relazione annuale della F.AI. Antiracket – Molfetta Associazione Regionale per le vittime dell'estorsione e dell'usura.

«Rispetto all'anno precedente c'è stato un calo per le vittime di estorsione» ha dichiarato il presidente Renato De Scisciolo, il quale ha evidenziato come siano giunte molte segnalazioni e richieste d'aiuto alle quali, però, non hanno fatto seguito le denunce.

«Questo fa capire – ha proseguito De Scisciolo – che le leggi attuali, la L. 108 e la L. 44/99, siano da modificare, come abbiamo più volte chiesto al Governo».

Il riferimento è, in particolare, all'articolo 20 della L. 44/99, che consente di sospendere tutti gli atti esecutivi e i pignoramenti che le vittime ricevono a causa della condizioni in cui si sono venute a trovare. Tale sospensione dovrebbe garantire una boccata d'ossigeno alla vittima sino a quando non le viene erogato il fondo di solidarietà.

In realtà l'erogazione del fondo «non arriva mai prima dei 300 giorni. Ci si ritrova, a distanza di 10 mesi, nelle stesse condizioni in cui si era partiti e quindi non si ha alcuna possibilità di beneficiare effettivamente di questo respiro che la sospensione vorrebbe dare», come ha aggiunto il responsabile dell'ufficio legale dell'associazione avv. Maurizio Altomare, per il quale «la sospensione va allungata, quanto meno, a un paio d'anni, per potersi sincronizzare con i tempi di accesso al credito».

Nell'anno 2016/2017, inoltre, è stato constatato che molte istanze di sospensione non sono state accolte dal Giudice Civile (soprattutto nel Nord). L'associazione, alla quale sono giunte diverse segnalazioni, si è impegnata per far riconoscere questo diritto e, in numerosi casi, è riuscita a far applicare la normativa.

La relazione ha fotografato l'attività svolta dall'associazione nel corso del 2017, attività che si articola in quattro fasi: l'ascolto e inquadramento della situazione in cui versa la vittima, l'analisi approfondita della situazione giuridico-economica (a cura di avvocati e commercialisti) al fine di individuare le soluzioni più idonee, il supporto vero e proprio alla denuncia, l'accompagnamento della vittima all'accesso al Fondo di Soliarietà.

Nel 2017 sono state ascoltate, nella sola provincia di Bari, 30 vittime di usura e 20 di estorsione, tra commercianti e imprenditori oltre a 27 famiglie vittime di usura. Le denunce presentate per estorsione, sempre nella provincia di Bari, sono state 8 mentre 7 sono state quelle per usura.

L'allarme estorsione è su Bari città nonché su Foggia e la sua provincia. Area, quest'ultima, da cui giungono, però, pochissime denunce. «C'è molta omertà» ha evidenziato il presidente De Scisciolo.

Nella provincia di Barletta-Andria-Trani è molto presente il fenomeno del “cavallo di ritorno” (furto di mezzi, seguito da richiesta di denaro per la loro restituzione).

A tale proposito il presidente De Scisciolo ha tenuto a ricordare che, grazie a una legge regionale, «lo Stato risarcisce l'imprenditore o l'agricoltore, ripagando i mezzi trafugati, purché la vittima denunci gli estortori».

Nell'anno 2017, inoltre, è stato riscontrato un aumento di segnalazioni per usura bancaria. «Sono arrivate circa 40 denunce per usura bancaria in tutta la Regione Puglia» ha affermato il presidente De Scisciolo, il quale ha evidenziato come anche questi imprenditori possano accedere al Fondo di Solidarietà per le vittime e alle garanzie fornite dalle Leggi 108 3 e 44/99.

Proprio a proposito della Legge 44/99, l'avv. Altomare ha rimarcato che nel 2012 c'è stata una riforma della Legge 44/99 consentendo anche  agli imprenditori dichiarati falliti di poter riprendere le attività e di poter usufruire del fondo. «Ma ci sono ancora dei punti che purtroppo non sono stati perfezionati – ha proseguito l'avv. Altomare – approfittando di questa conferenza stampa e del momento elettorale, speriamo che tutti i candidati dei collegi pugliesi (e non solo) vogliano abbracciare questa nostra iniziativa... Noi abbiamo intenzione di scrivere un memorandum che consegneremo o invieremo a tutti i candidati a Camera e Senato della nostra Regione, indipendentemente dal colore politico, sperando che qualcuno di loro voglia fare propria questa battaglia».

Alla conferenza stampa è intervenuto il neoeletto vicepresidente dell'associazione, Giovanni Damiani, imprenditore e vittima di estorsione a Gravina. Importante la sua testimonianza: «Devo ringraziare il presidente Renato De Scisciolo per l'incarico di vicepresidente che mi è stato dato. Circa 10 anni fa mi hanno incendiato l'azienda. Grazie al fondo e all'aiuto anche psicologico dell'associazione sono riuscito a ripartire e adesso abbiamo ripreso l'attività in pieno.

Quello che posso apportare, nell'associazione, con la mia esperienza, è proprio un aiuto morale o psicologico, al di là di quelli che poi possono essere gli accessi ai fondi che l'associazione mette a disposizione. Le vittime hanno bisogno di un aiuto concreto ma anche di aiuto psicologico, perché il passaggio importante è quello iniziale, poiché tutti hanno paura, tutti non sono propensi a denunciare e quindi da parte nostra ci deve essere anche la vicinanza alle vittime, dobbiamo accompagnarle in questo percorso».

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Autore: Isabella de Pinto
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