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Premiate le lettere dei giovani per Don Tonino Bello a Molfetta
12 giugno 2018

MOLFETTA – Ultimo incontro e premiazione del progetto didattico diocesano per il 25° anniversario del dies natalis del servo di Dio Antonio Bello all’auditorium “Regina Pacis” di Molfetta.

L’evento è stato accompagnato dalla musica sin dall’inizio, grazie alla presenza della Sezione Archi dell’I.C. “Scardigno Savio” di Molfetta che, guidata dalla Prof.ssa D. Carabellese, si è esibita in diversi momenti della serata, a cominciare dalla magnifica interpretazione di brani celebri come “Fratello Sole e Sorella Luna”.

Il momento centrale dell’evento è stato sicuramente quello della presentazione delle 131 lettere scritte da studenti di 35 diverse scuole che hanno deciso di partecipare al progetto, insieme alla lettura delle sette lettere che hanno ricevuto una menzione speciale. Quest’ultima è stata attribuita alle lettere grazie ad una giuria composta da diverse figure tra le quali troviamo Angela Paparella, Arianna Castellano, don Ignazio Gadaleta, don Pasquale Rubini, Isa Cantatore, Michele Sollecito, Monica Filograno e altri tra professori universitari fra cui Gianni Antonio Palumbo (apprezzato redattore di "Quindici") o parroci. Questi giudici, hanno premiato le sette lettere basandosi su cinque punti fondamentali: la formalità, l’originalità, la conoscenza del pensiero di Don Tonino, l’attualizzazione del pensiero di Don Tonino e la ricchezza culturale.

“Le lettere scritte per questo concorso hanno aiutato a tenere viva la memoria di Don Tonino, insieme ad altri progetti realizzati dalla Diocesi al fine di coinvolgere gli studenti”. Queste sono le parole del direttore del progetto Luigi Sparapano, il quale sostiene che sia molto importante sollecitare gli alunni alla scrittura, producendo delle lettere che non debbano essere giudicate, ma interpretate e apprezzate.

A seguito della presentazione di criteri di giudizio e dell’intervento del direttore, è stata data la parola a due componenti della giuria, i Prof. Marco de Santis (apprezzato collaboratore di “Quindici”) e Lazzaro Gigante, i quali hanno donato le loro interpretazioni personali riguardanti le virtù che Don Tonino Bello possedeva, come la capacità di utilizzare la parola, che secondo il prof. Gigante, consisteva in due capacità: indirizzare le sue parole ad una persona in particolare mediante l’utilizzo della seconda persona singolare, quindi del TU, rendendo la persona a cui si rivolgeva il centro delle sue parole e infine riempire, le parole pronunciate, di significato, quindi evitando di renderle vuote e permettendo loro di raccontare storie concrete e piene di insegnamenti diventati modi di affrontare la vita.

A rendere questo evento ancora più emozionante è stata sicuramente la partecipazione di Mons. Domenico Cornacchia e dell’Assessore alla cultura Sara Allegretta, che hanno condiviso le loro emozioni e i loro pensieri riguardanti il progetto, a partire dal Vescovo della Diocesi il quale ha voluto parlare della differenza tra “persone che guardano al passato vivendo di ricordi e persone che guardano il futuro vivendo di progetti”.

Prima del momento finale della manifestazione, con la consegna degli attestati di partecipazione, quattro talentuose ragazze della sezione musicale dell’Istituto “Scardigno Savio” hanno impressionato il pubblico con una magnifica esibizione durante la quale hanno suonato un brano di Antonio Vivaldi, sicuramente molto difficile. Nonostante questo, le quattro artiste sono state bravissime e grazie al loro talento, hanno giocato con le note divertendosi, ma allo stesso tempo mantenendo la massima concentrazione.

La consegna degli attestati di partecipazione ha chiuso questo momento di gioia in ricordo di Don Tonino. Un progetto che rimarrà sicuramente nel cuore di ogni ragazzo che vi abbia preso parte facendo conoscere il pensiero di Don Tonino e il suo rapporto con i giovani mediante una lettera quasi in risposta dei ragazzi e giovani di oggi alle sollecitazioni di Don Tonino a vivere la vita quotidiana “come il cantiere dove si costruisce la storia della salvezza”.

Sara Mitoli

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