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“Politica è mettere la persona al centro degli interessi”, il dott. Felice Spaccavento presenta a Molfetta la sua candidatura alla Regione
02 luglio 2020

 MOLFETTA - “Non inizio oggi a fare politica, l’ho sempre fatta. Politica è mettersi al servizio, ascoltare la gente, cercala, mettere la persona al centro degli interessi”.

Il dott. Felice Spaccavento, medico anestesista, rompe gli indugi sulla sua candidatura, da tempo ipotizzata. Non ha bisogno di presentazioni ma a parlare del suo percorso umano e professionale ci sono loro, i suoi amici di sempre, quelli che, lontano dai social, hanno condiviso percorsi di studi, di volontariato, di attivismo, di lavoro. C’erano e ci sono nella piazza, accorsi anche da città limitrofe e poi c’erano loro, la loro presenza silenziosa e palpabile, i suoi pazienti.

“Se avessero potuto, sarebbero stati qui davanti in prima fila”, perché il dott. Spaccavento intende mettere al centro i più fragili, i malati che nessuno vuole.

La prof.ssa Lorenza Minervini apre l’incontro seduta su una panchina di forte potenza evocativa per una città e poi per una regione che hanno sognato prima e che poi hanno visto progetti realizzati grazie alle scelte coraggiose di un uomo mosso solo dall’amore per gli altri. Lui c’era in piazza, c’erano i compagni di quella stagione splendida, c’erano e ci saranno, a testimoniare una vicinanza che è anche segno di speranza di una ritrovata coesione della sinistra.

Gianluigi De Gennaro, Antonio Mazzone, Michelangelo De Palma, si alternano su quella panchina, per parlare di lui, non di promesse elettorali ma di ciò che ha fatto, di ciò che è e che continuerà a fare per i suoi malati.

“Non li lascerò mai, sono la mia forza, senza rinunciare al mio lavoro, non li abbandonerò. Porterò avanti il progetto dell’Ospedale unico, proseguendo l’iter che ha portato alla firma della Carta di Ruvo, primo vero atto di democrazia partecipata in tema di sanità”.

La candidatura per Puglia Solidale e Verde arriva in un momento molto delicato ma anche di svolta per una regione che ha l’accoglienza nel suo DNA. E non può essere altrimenti, non deve esserlo. “In scienza e coscienza, impegnato nella politica del fare, della quotidianità complicata di chi è molto spesso invisibile e dimenticato. Ringrazio la mia famiglia che mi permette di essere generoso verso la famiglia dei malati che mi fanno sentire tutta la loro forza e vicinanza”.

C’è da crederci, perché solo un folle sognatore ha la capacità di credere di poter spostare le montagne, di deviare corsi d’acqua per dirigerli in terreni incolti ma con enormi potenzialità, perché non c’è solo chi sceglie di stare dalla parte dei più forti, di “vincere facile”, non c’è solo chi crede che tanto non cambierà nulla. Ci sono i sognatori che trascinano chi non ha la forza di sognare, c’è chi, pazzo incosciente, rinuncia alle comodità di una carriera avviata per mettersi al servizio degli altri.

Felice Spaccavento è uno di quelli.

© Riproduzione riservata

Autore: Beatrice Trogu
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