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Più cultura, meno paura: rinasce a Molfetta il circolo Arci Orizzonti
Corrado Minervini
17 febbraio 2019

MOLFETTA - Il nuovo circolo Arci Orizzonti si è presentato alla città di Molfetta. La cornice suggestiva dell’iniziativa è stato proprio il teatro Pro Loco Babilonia, situato in una zona periferica della città, che mette in luce la volontà di rivalutare le periferie della città, periferie che sono state protagoniste per la storia della formazione della nostra città.

Le note di apertura dell’iniziativa sono state quelle suonate da Pantaleo Annese, burattinaio, attore e musicista che ha condotto i presenti nella dimensione del cantautorato del grande maestro Fabtizio De Andrè.

“La mission della nuova Arci Orizzonti è dedicata interamente agli “ultimi” “, dichiara, prima di suonare tre diversi pezzi: “L’ora della mia libertà” in cui i protagonisti sono uomini incarcerati che si ribellano durante l’ora di libertà, non volendo trascorrere il proprio tempo libero con i secondini del carcere in cui sono rinchiusi; “Isamistale”, neologismo inventato dallo stesso cantautore che descrive la condizione degli aguzzini e dei mafiosi in generale, i quali uccidono senza pietà, dilaniando famiglie e provocando perdite incommensurabili ed infine “Mare nostrum” della The Gang che tratta proprio della condizione dei migranti, dispersi in un mare nostro amico ma loro nemico.

In seguito la presentazione del nuovo circolo è stata a cura della giovanissima Claudia Gadaleta, responsabile degli eventi culturali. La quale ha presentato anche il presidente dell’Arci, Corrado Minervini, che con parole calorose ha salutato la platea, dicendo: “Si è riaccesa la speranza negli ultimi mesi: stiamo finalmente parlando di futuro. Nonostante questa stagione politica terribile ci educhi a erigere confini e far fuori gli ultimi, noi non ci pieghiamo ma seguiamo lo slogan: “più cultura meno paura!” (…) Arriveranno tempi migliori che costruiremo insieme”.

Particolare interesse per gli ultimi emblematicamente dimostrato anche dal simbolo del nuovo circolo Arci: un volto umano, il cui occhio è un barcone carico di migranti, l’orizzonte in cui la nuova associazione si muoverà è chiaro: l’impegno per le marginalità, le fragilità, in maniera eterogenea, cercando di opere a 360 gradi: su diverse fasce d’età, su diversi orientamenti sessuali, religiosi e politici.

Entusiastici i saluti portati dal primo cittadino Tommaso Minervini, il quale si è mostrato molto interessato alla presentazione dell’iniziativa del circolo.

Hanno partecipato all’iniziativa anche molte associazioni, le quali hanno tutte espresso entusiasmo e supporto per il circolo nascente: Mauro Binetti, per “Condivisione Italia”; Antonini e Canzoni per “Arcigay”, i quali collaboreranno con l’Arci: “Siamo operativi sul territorio da ben 8 anni per sensibilizzare la popolazione. Siamo onoratissimi di condividere nuovi progetti come lo sportello per conoscere le tematiche lgbt con la nuova Arci orizzonti!”; Adriano Failli per “Giovani democratici”, il quale si mostra molto lieto: “Tornano i sorrisi in città! Ci sono tutti i presupposti per fare politica e cultura, ma soprattutto per fare comunità, finalmente!”; Salvemini per “Sinistra italiana”: “Questa nuova associazione Arci è stata voluta fortemente da molti compagni per seminare nuovi germogli, per costruire una rete in cui nessuno si senta escluso!”; presente anche Legambiente con il suo presidente. “Si può ripartire con nuove idee e nuove personalità, si possono superare le contraddizioni e le categorizzazioni mentali per creare un fronte unico nella comunità.”

La presentazione della nuova Arci Orizzonti è stata arricchita dall’allestimento di corner in cui sono stati presentati e approfonditi i contenuti dei vari progetti e laboratori.

Sui generis il Didgeridoo LAB: laboratorio tenuto dal polistrumentista Domenico de Cesare, cha ha portato in giro per l’Europa, l’arte degli strumenti realizzati con materiale riciclato. Il didgeridoo, o digeridù, è uno di questi: parola onomatopeica con la quale gli occidentali designano un antico strumento a fiato ad ancia labiale, proprio degli aborigeni australiani.

Più tradizionale il laboratorio di “storia del territorio e lingua di Molfetta”: che tratterà di Molfetta tra macrostoria e microstoria; dello sviluppo urbanistico, delle strade e dei toponimi; delle tradizioni civili e religiose; del nostro amato dialetto e di racconti, giochi cantati e canti tradizionali, a cura del poeta dialettale Pietro Capurso.

Tecnologico il laboratorio di Lettura e composizione dell’immagine fotografica, in un periodo strorico in cui l’immagine è tutto, il lab-corso seguirà le tappe: alle origini della Fotografia, la composizione in fotografia, fotografia e città: in particolare la Street Photography, il fenomeno Instagram e Landascape: il paesaggio extraurbano, tenutol dal prof. Francesco Mezzina.

Molto blues il Jazz Guitar LAB, rivolto a chi è già in possesso delle nozioni di base della chitarra e desideri approfondire l’accompagnamento e l’improvvisazione in stile jazz e blues, tenuto da Gianluca de Bari.

Folkloristico il laboratorio di Balfolk, gestito da Mina Morelli, progetto che fa parte del recupero di tradizioni e danze popolari, che vede la rappresentazione della danza popolare francese. Danza di cerchio, di fila, di coppia: danza semplici e naturali caratterizzate dallo spirito di inclusione, condivisione e di allegria; che non prevede requisiti di base, alla portata di tutti coloro vorranno divertirsi con ritmi diversi e particolari.

La cittadinanza può contattare il presidente dell’Associazione Corrado Minervini qualora sia interessata al tesseramento.

© Riproduzione riservata

Autore: Marina Francesca Altomare
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