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Pino Amato passa nella maggioranza a Molfetta: quale affidabilità devono dargli i suoi elettori?
Pino Amato in consiglio comunale, quando faceva parte dell'opposizione prima di cambiare casacca
31 agosto 2020

MOLFETTA – In questi giorni la cronaca di Molfetta ha riportato che Pino Amato, componente di "minoranza" (opposizione?) nella Giunta amministrativa in carica, è 'passato' nella "maggioranza", con altri due  consiglieri già presenti in maggioranza, avendo (ri)formato un gruppo già esistente sin dal 2006. Alleluia, evviva! Si potrebbe - biblicamente - festeggiare... facendo la 'festa' al vitello grasso; o era l'agnello?

Non importa molto chi finirebbe sulla griglia. Importa invece la riflessione che propongo. La Giunta in carica lo è dalla vittoria conseguita nel 2017. Gli schieramenti sono ben? delineati da allora. C'è una Maggioranza - guidata dal Sindaco Minervini in carica. C'è una Minoranza che raccoglie coloro che sono esclusi dalla gestione attiva della "res publica", ma che tuttavia contribuiscono, dall'Opposizione? a gestirla, per il 'bene della Comunità'.

Il consigliere... confluito, erano stato eletto, preferito da chi lo ha sostenuto elettoralmente, ma finì nel gruppo di Minoranza di cui sopra. La mia riflessione (la prima, poi brevemente ne innesterei un'altra): come reagiranno i tanti elettori che, appunto, lo designarono perché portassero avanti idee, convinzioni che erano evidentemente diverse, distanti dalle idee, convinzioni di chi vinse e si aggiudicò la Maggioranza?

Seconda riflessione.

Riferendomi all'evento minimo accaduto, mi dichiaro sempre più convinto nel mio NO al prossimo Referendum che, se va bene? taglierà drasticamente - per la gioia prima del M5S - Deputati e Senatori e, BASTA, senza collegare una Riforma più ampia ed articolata dell'assetto istituzionale pensato e voluto dai Padri costituenti, mica da un consesso di bottegai - con il dovuto rispetto per la categoria.

Le ragioni che vengono addotte, per questa brutta cesura istituzionale, sono tante. La più... perniciosa è quella che fa più presa sui Cittadini: "ridimensionare la CASTA"!

I Parlamentari, molti, vengono percepiti come dei privilegiati: con pochi sforzi, portano a casa fior di emolumenti e privilegi. Il 'lavoro' che fanno, lo fanno male e le condizioni generali della Nazione, lo certificano.

Sarà anche vero in parte. Ma la realtà è che la QUALITÀ media di chi siede - grazie alla nostra, di noi Cittadini elettori che li preferiamo, per le più diverse ragioni, scelta - in Parlamento è se non pessima, almeno mediocre.

Dunque tagliare con uno "zac" di forbici da sarto, alla cieca, un terzo dei nostri Rappresentanti, senza nulla fare per modificare l'accesso di costoro agli scranni parlamentari è, la trovo, pura utopia. Spero, come al solito di sbagliare ma, l'episodio minore accaduto a Molfetta....

© Riproduzione riservata

Autore: Tommaso Gaudio
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