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Pino Amato? Chi l’ha visto? Dopo la candidatura della Minuto e la caduta di Azzollini, la famiglia snobbata dal partito, cerca casa a Molfetta
Pino Amato con l'ex sen. Azzollini
26 febbraio 2018

MOLFETTA – Nei giorni scorsi qualcuno ha segnalato alla trasmissione televisiva di RaiTre “Chi l’ha visto” un caso che riguarda Molfetta. Tutti si chiedono: che fine ha fatto Pino Amato?

Non ha ancora smaltito il dolore per la perdita della candidatura da parte del sen. Antonio Azzollini, caduto in disgrazia? Ha deciso un suicidio politico, dopo che lo hanno snobbato dalla Direzione nazionale del suo partito come ammette suo figlio Robert, segretario cittadino dell’Udc (lì si fa tutto in famiglia)? Sosterrà la candidata del suo partito al Senato, Carmela Minuto? Dichiarerà guerra a Raffaele Fitto nemico del suo amico Antonio? Che fine farà quella che considera la sua dote personale, i 2.000 voti delle amministrative?

Come sempre, vista la difficoltà della famiglia Amato di rapportarsi con la stampa non amica, anzi insultandola in spregio alle regole di democrazia (ma le conoscono?), occorre andare per deduzioni. E questa ci vengono dalla stessa Udc family (fino a ieri) in un comunicato che, una volta tanto, sembra più chiaro del solito.

Amato rileva la totale assenza di rappresentati del proprio territorio, la mancata consultazione con la base degli iscritti (ma quale partito lo ha fatto, perché doveva farlo l’Udc?), esprimono disappunto per il comportamento tenuto dalla Direzione Nazionale, volto unicamente a garantire la presenza in Parlamento dei soliti noti (allora ha fatto bene Forza Italia a rinnovare le presenze, lasciando fuori il solito noto Azzollini? È un po’ contraddittoria questa affermazione degli Amati).

E poi un annuncio del futuro: «dopo 10 anni di militanza fedele e coerente… pur spesse volte non condividendone scelte politiche e metodi, dichiara, nella persona del Segretario cittadino, Robert Amato, e del consigliere nazionale e comunale UDC, Pino Amato, il proprio disinteresse dall’ impegno elettorale e dalle indicazioni di voto che il partito intenderà esprimere».

E, quindi, l’affondo finale: «Alla luce di quanto sopra dichiarato è d’obbligo aprire una fase di riflessione sulle scelte future e sulla permanenza del nostro gruppo all’interno di codesto partito, a tutela di oltre 2300 elettori (8%) che nelle scorse amministrative hanno riposto la loro fiducia nella nostra politica».

In conclusione: la famiglia Amato cerca casa. Anche perché con questa presa di distanza dall’Udc, i non più Amati, rischiano l’espulsione dal partito. Una eventualità che avranno messo in conto e ora, forse, sono pronti ad emigrare con i loro 2.300 elettori (sempre se qualcuno non s’è perso per strada) verso nuovi lidi. Magari con il Pd di Michele Emiliano che prende tutti nella sua arca di Noè, e farebbe la gioia di Piero de Nicolo, che aumenterebbe il suo peso nel partito, in un momento l'ex segretario appare in difficoltà, rischiando l'emarginazione. Anche se questa ipotesi di inserimento nel Pd non piacerebbe a molti iscritti, perché dovrebbero ingoiare anche altri rospi, oltre quelli ingeriti finora, e non sono pochi.

Espulsione o emigrazione? Per il momento sfogliano la margherita. Dopo le elezioni, comunque vada, ne vedremo delle belle in consiglio comunale. “Quindici” ne parlerà in seguito, prefigurando i nuovi scenari.

Intanto alla troupe di “Chi l’ha visto” qualcuno ha consigliato di rivolgersi a qualche agenzia immobiliare: forse lì li trovano. E già, perché cercano casa al prezzo di 2.000 voti.

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