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Percorso di guerra per accedere alle spiagge libere a Molfetta. Lettera aperta all’assessore Mancini
04 giugno 2018

Caro assessore Mancini,

è ormai diventata un’abitudine, la mia, ad inizio stagione estiva quella di ‘descrivere’ le zone balneabili del litorale di Molfetta, in particolare riferendomi alle zone di spiagge così dette libere: usufruibili da TUTTI i cittadini di Molfetta e non, che volendo sfuggire al caldo della Città, cercano di trovare refrigerio appunto in spiaggia.

Per amor di decenza, preferisco sorvolare sullo stato delle nostre spiagge (libere); faccio solo notare che il litorale di Molfetta sembra essere quello che, a parità di estensione, …vanta il maggior numero di Stabilimenti balneari del circondario. Stabilimenti i cui Gestori hanno …scelto i tratti di spiagge forse più ‘belli’ per chiedere ed ottenerne l’uso a stabilimento balneare a pagamento per i frequentatori, pagando, a loro volta, quanto dovuto alla proprietà demaniale, per l’uso di una zona demaniale. E’ una situazione storicamente consolidata, di cui non è possibile addebitarne la responsabilità a codesta Amministrazione. Me ne sono fatta una ragione!

Come quasi tutti gli anni e le Amministrazioni, anche quest’anno, codesta Istituzione, per la zona di litorale fra la 1° e la 2° Cala – dove sorgono, in poco meno di 800 m di litorale, ben TRE stabilimenti balneari! – ha provveduto a spianare un’ampia zona interna (un campo incolto) alla battigia per adibirla  a parcheggio per le auto. Ben fatto!

Ieri ho iniziato a frequentare quella spiaggia. Ho avuto nessuna difficoltà a trovare un posto auto ed ad accedervi; i problemi sono ‘arrivati’ quando sono passato da parcheggio (ben spianato e finora, ancora relativamente, decentemente pulito) alla spiaggia vera e propria. Si deve attraversare, vecchi, donne e bambini, abili e meno abili uno stretto varco del muro a secco che separa la zona auto dalla spiaggia, “formato” grazie all’avventurosità dei primi, benemeriti frequentatori stagionali che, a furia di attraversarlo a piedi, ha …piegato letteralmente le erbacce rigogliose che costituiscono ancora una barriera problematica, quasi invalicabile, persino per i più dotati fisicamente. Questo con il rischio di inciampare e farsi veramente male! Il tutto, solo per avere la possibilità di frequentare un pezzo di SPIAGGIA LIBERA!

Caro Mancini, mi domando e ti domando: perché avete incaricato l’Impresa che, verosimilmente con l’uso macchine per il movimento terra ha spianato la zona parcheggio, e non avete pensato a rendere agevole, meno pericoloso il transito da parcheggio a spiaggia, facendo aprire dei varchi un po' meno ostici sul muro a secco?

In quella zona di …varchi naturali formata da gente ardita sembra esservene più di quello che mostro nelle foto allegate; quindi mi si potrebbe rispondere – se fossero più …comodi, non l’ho verificato – passa di là!

Si potrebbe fare; però ti faccio presente che, sempre riferito ai fatidici (con il dovuto rispetto) vecchi, donne e bambini, abili e meno abili, muoversi sulla battigia, nelle condizioni in cui la natura ce la ha consegnata, per raggiungere un posto libero e decente dove accamparsi per il bagno e l’asciugatura, è forse più pericoloso che attraversare le mitiche “colonne d’ercole” di cui ho narrato.

Nel ringraziarti per l’attenzione, certo che questa mia sarà, come d’abitudine, intesa solo come la lamentela di uno, rispetto all’acquiescenza rassegnata dei tanti che comunque si lamentano sordamente, ti auguro buon lavoro, buona estate, dovunque tu e la tua famiglia la trascorriate – certamente non fra la “1° e la 2° Cala – ‘SPIAGGIA’ LIBERA, con parcheggio gratuito”.

© Riproduzione riservata

 

Autore: Tommaso Gaudio
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