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Pago uno e prendo due: la curiosa storia degli addetti stampa del Comune di Molfetta. Da oggi assunto ufficialmente anche il secondo giornalista
07 novembre 2018

 MOLFETTA – E così dopo una lunga attesa e una probabile penosa trattativa, è arrivato nella sede comunale di La Mascotella, anche il secondo addetto stampa del sindaco di Molfetta: Alfonso Centrone. Ora è ufficiale. E’ stato, così, quadrato il cerchio col criterio “pago uno e prendo due” (un fatto senza precedenti nella storia del Comune di Molfetta, anche in questo si distingue l'amministrazione "accontento tutti"?, ndr), attraverso la farsa dell’avviso pubblico offensivo per tanti colleghi illusi e presi in giro.

Il sindaco Tommaso Minervini è stato costretto (dalla sua coalizione destracentro?) a prendere due giornalisti? Come mai? Non potendo pensare che ci sia (come non c’è) una tale mole di lavoro da avere bisogno di due persone, il motivo va ricercato presumibilmente nella necessità di sistemare due persone di riferimento per due componenti politiche delle liste civiche del ciambotto.

E così gli equilibri tornano e il buon Tommaso può riprendere ad amministrare la città, senza dover pensare a tarare col bilancino incarichi e prebende per accontentare tutti ed evitare che la coalizione, tenuta insieme dagli interessi di potere, possa sfaldarsi. Insomma, per restare a galla molti personaggi politici si stanno giocando la faccia, gettando alle ortiche anni di comportamenti politicamente corretti. Che si deve fare per una poltrona!

L’altro addetto stampa (il primo) Lucrezia D’Ambrosio, in palese conflitto di interessi e di deontologia professionale, aveva continuato a scrivere, come corrispondente da Molfetta, sul quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che in casi simili, ha sempre chiesto ai collaboratori di lasciare il giornale, ma al sindaco serviva continuare a far passare sul maggiore giornale pugliese solo le notizie positive della sua amministrazione (mai letta una critica all’amministrazione destracentro sulla “Gazzetta” in questi mesi).

Così, con qualche artificio redazionale (red. cro.) e non firmando più da qualche tempo, gli articoli, ma pubblicando solo i comunicati stampa del Comune, la situazione si perpetua.

Noi di “Quindici”, abituati a scrivere quello che gli altri non dicono, non possiamo non manifestare le nostre perplessità, anche perché ne va dell’immagine della categoria dei giornalisti.

Rendiamo noto al sindaco di Molfetta Tommaso Minervini e a chi non conosce l’art. 14 del Testo Unico dei Doveri del giornalista, che ci ha ricordato il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Puglia, da noi interpellato qualche settimana fa, che questo articolo alla voce “Uffici stampa”, recita: «Il giornalista che opera negli uffici stampa: separa il proprio compito da quello di altri soggetti che operano nel campo della comunicazione; non assume collaborazioni che determinino conflitti d’interesse con il suo incarico; garantisce nelle istituzioni di natura assembleare il pieno rispetto della dialettica e del pluralismo delle posizioni politiche».

In attesa di ricevere (a doppio?) altri comunicati autocelebrativi del sindaco e dell’assessore Mariano Caputo (le cui gesta sono sempre magnificate sulla “Gazzetta”), definito “cantiere perenne” per la sua instancabile attività sul fronte dei lavori pubblici, anche inutili e dispendiosi, facciamo gli auguri di buon lavoro anche all’addetto stampa n. 2 (a proposito chi è il capo?) Alfonso Centrone, che oggi inizia ufficialmente l’attività alle dipendenze del Comune, con una innovazione comunicativa che riteniamo positiva e utile: i comunicati stampa verranno inviati anche via WhatsApp. Sperando che siano inviati contemporaneamente a tutti i media e non in anticipo a quelli "amici", come è avvenuto recentemente con comunicati stampa e foto pubblicati in anticipo da un sito notoriamente vicino all'amministrazione Minervini.

Ci auguriamo, infine, che la funzione dei due addetti stampa non sia quella di incaricati alla propaganda (ex Minculpop), ricordando loro che sono prima giornalisti e che non devono dimenticare questa loro peculiarità e il rispetto verso i colleghi. Auspichiamo che l’obiettivo del sindaco sia solo quello di informare i cittadini e non quello di “ingabbiare” la stampa, come è anche nelle aspirazioni del governo gialloverde Salvini-Di Maio.

“Quindici”, come sempre, non si limiterà a fare copia e incolla dei comunicati, ma aggiungerà proprie legittime note critiche, osservazioni ed opinioni, come si addice a chi vuole fare quell’informazione libera e democratica che ha sempre portato avanti in quasi 25 anni della sua storia.

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