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Oltre 3,5 milioni di bambini rifugiati non vanno a scuola. Al via la II edizione di “mettiamocelo in testa” per garantire l’istruzione ai bambini rifugiati Per continuare a garantire ai bambini rifugiati l’accesso all’istruzione, metterli al riparo dalla violenza e aiutarli a costruire un futuro migliore, l’Agenzia Onu per i Rifugiati (UNHCR) lancia la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato”. Dal 14 al 28 gennaio si dona al numero solidale 45516
17 gennaio 2018

ROMA – Nel corso dell’ultimo anno accademico, oltre 3,5 milioni di bambini rifugiati in tutto il mondo non hanno avuto la possibilità di andare a scuola. Eppure, per la sopravvivenza di un bambino rifugiato, la scuola non è meno importante di una tenda dove dormire, del cibo o delle cure mediche. Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza decisiva dell’istruzione per il futuro di milioni di bambini rifugiati e di garantire loro accesso ad un’istruzione di qualità, dal 14 al 28 gennaio l’UNHCR lancia la seconda edizione della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Mettiamocelo in Testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” che si potrà sostenere con un sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45516.

 Come emerge dal rapporto dell’UNHCR Left Behind, dei 3,5 milioni di bambini che non hanno accesso all’istruzione, 1,5 milioni non hanno frequentato la scuola primaria, mentre i restanti 2 milioni la scuola secondaria. E se nel mondo oltre il 90% dei bambini frequenta la scuola primaria, per i bambini rifugiati la percentuale si abbassa a quota 61%, mentre nei paesi a basso reddito si riduce ulteriormente fino ad arrivare al 50%. Un divario che diventa ancora più ampio quando i bambini crescono. Infatti, se in tutto il mondo l’istruzione superiore si attesta al 36%, per i ragazzi rifugiati la percentuale rimane drammaticamente ferma all'uno per cento.

 Ogni bambino rifugiato ha diritto a un’istruzione di qualitàcommenta Carlotta Sami, portavoce dell’UNHCR per il Sud Europa. L’UNHCR si impegna a difendere e promuovere questo diritto fondamentale in tutte le sedi possibili: presso i governi e la comunità internazionale ma anche con le imprese e le fondazioni e con i cittadini. Un bambino rifugiato ha già dovuto subire il trauma della violenza e della fuga forzata per sopravvivere, spesso ha perso anche i suoi genitori. Non possiamo e non dobbiamo permettere che debba rinunciare anche all’istruzione, perchè la scuola è la principale, e in molti casi l’unica, risorsa che ciascun bambino ha per costruire per se’ e per la sua comunità di appartenenza un futuro dignitoso e di pace. Per queste ragioni – conclude Sami - chiediamo a tutti di sostenere la campagna: un sms o una chiamata da fisso al 45516 puo’ avere un impatto determinante nella vita di un bambino rifugiato”. 

Per l’UNHCR l’istruzione è parte integrante della risposta umanitaria alle più gravi emergenze internazionali. La scuola, infatti, è un luogo pacifico e sicuro, che mette al riparo i bambini dalla violenza e dal rischio di subire abusi, oltre a garantirgli una rassicurante routine che gli permette di socializzare e lenire il trauma della guerra. E poiché l’esilio di milioni di rifugiati può durare decenni, l’obiettivo dell’UNHCR è di poter assicurare ai bambini rifugiati un’istruzione di qualità per tutta la loro vita scolastica e per farlo ha bisogno del sostegno di tutti.

 I fondi raccolti con la Campagna “Mettiamocelo in Testa. Solo l’istruzione può salvare la vita e il futuro di un bambino rifugiato” andranno a sostenere il progetto dell’UNHCR “Educate a Child”. Avviato nel 2012 in 12 paesi – Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenia, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan – questo progetto ha garantito, nei primi 5 anni, accesso all’istruzione a 1 milione di bambini rifugiati. Inoltre, dall’inizio del programma sono state costruite e ristrutturate 210 scuole in 12 paesi e sono state realizzate e ristrutturate 3.133 classi che hanno permesso a tanti bambini di andare a scuola senza dover affrontare il problema ricorrente del sovraffollamento.

 In cinque anni, è stato garantito sostegno economico diretto a 76 mila bambini provenienti da famiglie vulnerabili. Solo nel corso del 2017, grazie al progetto Educate a Child, l’UNHCR ha reclutato 6.158 insegnanti e ne ha formati oltre 19 mila dall’inizio del programma. A tutti i bambini, dal 2012 l’UNHCR ha distribuito circa 2,4 milioni tra libri di testo e altri materiali didattici.

 “#METTIAMOCELO IN TESTA, SOLO L’ISTRUZIONE PUÒ SALVARE LA VITA E IL FUTURO DI UN BAMBINO RIFUGIATO”

Per garantire ai bambini rifugiati in 12 Paesi – Siria, Iran, Ciad, Pakistan, Yemen, Etiopia, Malesia, Kenia, Uganda, Ruanda, Sud Sudan, Ciad, Sudan – l’istruzione, proteggerli dalla violenza e aiutarli a crescere e a superare il trauma della guerra e della fuga, dal 14 al 28 gennaio si può sostenere la Campagna dell’UNHCR inviando un sms o chiamando al numero solidale 45516. Parte dei fondi raccolti, inoltre, saranno utilizzati per attività di sensibilizzazione nelle scuole italiane sui temi dell’asilo e delle condizioni di vita dei rifugiati.

Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Wind Tre, TIM, Vodafone, Coop Voce e Tiscali; sarà di 5 euro per le chiamate da rete fissa TWT e Convergenze, di 10 euro per Vodafone, di 5 e 10 euro per ciascuna chiamata fatta sempre al 45516 da rete fissa TIM, Wind Tre, Fastweb e Tiscali.

 EVENTI E INIZIATIVE

Anche quest’anno, per promuovere la campagna, sarà organizzato un evento che mira ad accendere i riflettori sull’impatto decisivo dell’istruzione nella vita di un bambino rifugiato. Protagonista dell’evento, l’attore Lino Guanciale, testimonial dell’UNHCR. Inoltre, grazie al sostegno di LEGA Serie A, anche il mondo del calcio scenderà in campo per sostenere la campagna “Mettiamocelo in Testa” dell’UNHCR a cui dedicherà la giornata di campionato del 21 e 22 gennaio 2018.

 PARTNER E CELEBRITIES ACCANTO AD UNHCR PER LA CAMPAGNA #METTIAMOCELOINTESTA

Sono tanti i personaggi noti che hanno deciso di aderire alla campagna, tra questi: Lorena Bianchetti, Nancy Brilli, Carolina Crescentini, Nicole Grimaudo, Lino Guanciale, Francesco Pannofino, Giorgio Pasotti e Tosca, insieme ai grandi campioni dello sport come Demetrio Albertini, Andrea Barzagli, Beppe Bergomi, Maurizia Cacciatori, Gianluca Vialli.

La campagna gode del sostegno della RAI - Responsabilita’ Sociale: dal 22 al 28 gennaio la campagna sara’ promossa sui principali contenitori di intrattenimento e informazione delle reti RAI e sul sito www.rai.it.

Nella settimana che va dal 15 al 22 gennaio SKY per il Sociale sosterrà l’iniziativa dando visibilità allo spot della campagna. Media partner dell’iniziativa è, inoltre, Radio Capital, che ha voluto attivamente sostenere la campagna di raccolta fondi ospitando nel suo palinsesto degli appelli di alcuni fra i testimonial dell’UNHCR e dando visibilità all’iniziativa sui suoi canali social. Tra i sostenitori di #mettiamocelointesta anche LA7. L’iniziativa ha ricevuto il supporto fondamentale anche delle compagnie telefoniche Wind Tre, TIM, Vodafone, Coop Voce, Convergenze, Tiscali, TWT, Fastweb.

Hanno aderito alla campagna anche: Autostrade per l’Italia, The Space Cinema.

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E'' fondamentale che gli adulti comprendono che le forme attuali dell''infanzia sono complesse e diverse e costituiscono, nella migliore delle ipotesi, un''opera in divenire. L''infanzia che cresce in alcune parti del mondo è diversa. Vi sono luoghi in cui i ragazzi non giocano alla guerra, ma sono vittime dei signori della guerra, in cui molte ragazzine non oltre i dieci anni gestiscono intere famiglie, a causa dell''AIDS o per matrimonio precoce. Il trenta per cento non è stato vaccinato contro alcuna malattia e soffre di denutrizione nei primi cinque anni di vita. Più del diciotto per cento non andrà mai a scuola e il diciassette per cento non imparerà mai a leggere. Oggi l''aspettativa di vita varia ampiamente in relazione al luogo, andando dai settantotto anni dei paesi industrializzati fino ai quarantatré anni dei paesi più svantaggiati. In qualsiasi luogo essi sin trovino, i bambini necessitano di un ambiente che permetta loro di accedere alle informazioni disponibili e in cui possono ricevere protezione mentre esplorano da soli nuove frontiere. Ciò richiede grande dedizione e anche una riconfigurazione delle priorità nazionali e globali. Il Dalai Lama ha ammonito che "se l''umanità dovrà sopravvivere, la felicità e l''equilibrio interno sono fondamentali. In caso contrario, le vite dei nostri figli rischiano con tutta probabilità di essere infelici, senza speranza e brevi". Le soluzioni ai problemi che affrontano i bambini di oggi sembrano quindi risiedere solo parzialmente in loro, ma indiscutibilmente di più nei loro genitori. Poiché non possiamo proteggere i nostri figli dalle influenze negative è essenziale che li prepariamo a gestire responsabilmente lo pressioni e le scelte che affronteranno e come questo compito richieda consapevolezza. I genitori non possono farcela da soli, la società deve fornire ai giovani l''opportunità di essere coinvolti nelle proprie comunità e in relazione adulte diverse che facciano loro da guida. "In un mondo pieno di minacce, l''ingenuità è vulnerabilità".
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