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Ok al bilancio di previsione e al Piano di zona a Molfetta, ma l’opposizione di sinistra avverte: 80 milioni di euro, debiti che pagheranno i nostri figli
I consiglieri di opposizione Zaza, Porta, Natalicchio
24 marzo 2019

MOLFETTA – Un consiglio comunale importante che ha dato l’ok al bilancio di previsione e al Piano di Zona a Molfetta. Approvato, però, solo dalla maggioranza di destracentro delle liste civiche ciambotto (Pd compreso che governa con la destra) e criticato dall’opposizione.

Il sindaco Tommaso Minervini trionfante annuncia: «nessuna nuova tassa, nessun aumento per quelle già esistenti (erano già state aumentate l'anno scoroso, ndr) che restano tra le più basse in zona. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2019- 2021.

Nello specifico è stato confermato tutto il quadro tariffario applicato nel 2018: Imu, TASI, TARI, addizionale comunale IRPEF, e tutte le tasse sui servizi: mercati, piazze, mensa, asili e quant’altro, nessun aumento.

La maggioranza consiliare ha dato l’ok al bilancio e alla programmazione per il 2019 e al cospicuo programma triennale delle opere pubbliche, con investimenti per oltre 80 milioni di euro.

Approvato anche il piano di zona, strumento strategico per il governo di tutte le politiche sociali sul territorio, dove sono confermati tutti gli importanti servizi sociali di Molfetta: le novità, le emergenze abitative e gli psicologi nelle scuole, oltre al potenziamento per minori, anziani e portatori di handicap».

Un programma corposo di 80 milioni di euro, ma chi paga, quanti debiti resteranno ai cittadini al termine di tutte le grandi opere in programma? Oggi non si aumentano le tasse, per lasciare i debiti a quelli che verranno dopo, ai nostri figli, costretti a pagare i debiti derivanti dai mutui pluriennali?

Ecco la risposta dell’opposizione di sinistra che ha fatto sentire la sua voce in consiglio, non sempre ascoltata dai cittadini per i noti difetti della ripresa streaming fatta al risparmio (a proposito sindaco, tra i tanti milioni di euro, non si trovano poche centinaia di euro per rendere efficiente ed efficace la ripresa delle sedute consigliari, in nome della trasparenza e del diritto dei cittadini ad essere informati?). Una risposta affidata alle parole dell’ex sindaco Paola Natalicchio.

«Venerdì, a Molfetta, abbiamo svolto la seduta di consiglio comunale sul bilancio di previsione presentato dalla giunta guidata da Tommaso Minervini. Purtroppo lo streaming della diretta non ha funzionato al meglio e i cittadini non hanno potuto seguire un dibattito acceso, ampio e strategico che interessa lo sviluppo della nostra città nel triennio 2019-2021. Provo, quindi, a sintetizzare i punti principali della discussione e della mia posizione sulla manovra.

- Sono passati 21 mesi e quindi 600 giorni dall'insediamento della nuova amministrazione. Quasi due anni, in cui non abbiamo visto la "svolta" promessa in termini di miglioramento della qualità della vita in città, né in termini di pianificazione e realizzazione di opere utili né avvio di servizi ai cittadini innovativi e di valore. L'Amministrazione continua a proporci un cinema di promesse formato PowerPoint, come se fosse in una specie di eterno primo giorno di scuola.

- La manovra di bilancio ci racconta una cassa comunale in grande sofferenza, di circa 39 milioni di euro (la tesoreria più ricca d'Italia, sulla carta) che però sono vincolati sostanzialmente alla realizzazione del Porto Commerciale. É stato con chiarezza spiegato in aula che, nel momento della ripresa dei lavori del porto e della realizzazione delle opere che con i "Fondi Porto" si possono realizzare, quella cassa andrebbe in sofferenza immediata (o forse, la verità è che il porto non verrà mai completato, perché tutti i soldi sono stati spesi? ndr).

- Nonostante una situazione di cassa "ipotecata" che richiederebbe prudenza e gestione oculata dei fondi, il sindaco ci presenta un Piano delle Opere Pubbliche da oltre 80 milioni di euro e contrae due mutui (per il "piano strade" e per il project financing sulla Smart City) per un totale di 16 milioni di euro. Cosa vuol dire? Che pagheremo 800 mila euro all'anno per 29 anni. Come può il sindaco fare tutto questo? Intanto è un "ragazzo fortunato": scadono proprio quest'anno i mutui contratti nel 1998, che più o meno ci costavano la stessa cifra. Ma al posto di lasciar respirare i conti, l'Amministrazione rilancia. E ci blocca scelte e futuro per i prossimi 29 anni. Per fare le strade che avrebbe dovuto realizzare con gli oneri di urbanizzazione, perennemente investiti non sulle urbanizzazioni ma per coprire la spesa corrente in perenne sofferenza, a causa di una mala gestione che si è susseguita negli anni.

- La cassa soffre (se riparte il Porto, andiamo zampe all'aria; se la Cmc ci fa causa sul porto rischieremmo la tenuta stessa dei nostri conti pubblici). I nuovi mutui ci costeranno 800mila euro l'anno. E l'urbanistica? É completamente bloccata. Nella pianificazione: siamo commissariati sul Piano delle Coste, a pochi mesi dall'estate. E nello sviluppo edilizio. La convenzione sul B21 (Park Club) doveva essere firmata il 28 febbraio ed è saltata. La convenzione del comparto 18 è ancora ferma (e che ne sarà dei suoli comunali? Ci costruiremo edilizia pubblica o li venderemo-svenderemo?). Una buona parte del comparto 17 rischia di non essere più realizzata. Il Maxi Comparto vede procedere la variante con una lentezza impressionante (e non casuale: quei palazzoni a bordo lama sono uno scempio). Tutte le gru che ci sono in città rinvengono dai nostri tre anni di lavoro. Non c'è un solo palazzo, un solo euro in bilancio dopo 21 mesi che possiamo collegare a questa amministrazione.

Quelli che ci hanno accusato per anni di "bloccare tutto" non sono in grado di mandare avanti un solo procedimento urbanistico. E però in bilancio si appostano cifre astronomiche tra le entrate dell'urbanistica: 1 milione e 500 mila euro per quest'anno e 1 milione e 900 mila euro per i prossimi due (2020-2021). Capitoli "gonfi" delle stesse promesse non mantenute di questi due anni.

- Quasi 3 milioni di euro di entrate da alienazioni. Un'altra cifra astronomica, che si attribuisce alla vendita dei cassettoni del cimitero (opera utile costruita dalla nostra amministrazione, affiancata anche da un Piano di Ampliamento Cimiteriale da noi approvato, unica ragione per cui il nostro cimitero non è in emergenza sanitaria dopo anni di abbandono) e - udite udite - di 15 unità abitative del Palazzo Tattoli. Si vende una parte di Palazzo Tattoli, gioiello del Centro Antico. Si privatizza in parte un bene comune, patrimonio artistico della città, per fare cassa.

- Un piano delle Opere Pubbliche che vive di rendita e che vede al palo le partite strategiche. Fermo il Porto, fermo il Digestore Anaerobico, fermo il Parco di Mezzogiorno (dopo due anni di proclami, siamo appena all'approvazione del progetto esecutivo), in abbandono totale i parchi di Levante e Ponente, senza urbanizzazioni le zone di periferia di recente costruzione. E in una di queste - la zona della scuola Berlinguer - una nuova astronave di cemento: il Grande Teatro. Oltre 1.200 posti (il Petruzzelli ne ha 1.400, ndr) in una delle poche aree a verde rimasta nella zona di via Fiore e dintorni. Pianificazione e progetto elaborati in tempi record nelle segrete stanze di sindaco e assessori, senza nessun coinvolgimento del quartiere e della città, oltre che degli operatori del mondo della cultura. Nessun processo partecipativo attivato, su questa e altre opere, persistendo nella "chiusura nel palazzo". Loro pensano, loro decidono, loro sanno. E intanto il Centro Antiviolenza ancora non apre al pubblico (nel ritornello: "I lavori stanno per finire", ripetuto da un anno e mezzo). E intanto i campetti di Via Salvemini e Madonna dei Martiri sono ancora in fase di progettazione. Ma la febbre delle "grandi opere" purtroppo non passa.

La lista potrebbe continuare: Piano del Commercio fermo, emergenza abitativa tamponata dai contributi "spot", senza politiche all'altezza della complessità....

Nei prossimi giorni mi farò carico di tornare su questi e altri temi. Come quello dell'invasione dei monumenti. Intanto, abbiamo votato contro. Convintamente. E continueremo a batterci per costruire
un'alternativa seria e credibile a questa stagione non solo "senza destra né sinistra", ma senza testa, gambe, cuore e futuro».

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