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Numerosi cittadini di Molfetta seguiranno il Concerto di Capodanno di Vienna diretto dal Maestro Riccardo Muti Lo spettacolo in diretta mondiale in 94 Paesi, ma la Rai lo darà in differita alle 13.40 su Rai 2
Il Maestro Riccardo Muti
26 dicembre 2017

MOLFETTA – Saranno numerosi i cittadini di Molfetta che seguiranno il Maestro Riccardo Muti dirigere il tradizionale Concerto di Capodanno di Vienna del 2018. L'annuncio di affidare l’incarico al Maestro di origini molfettesi, era stato fatto già al termine del concerto 2017, che fu diretto da Gustavo Dudamel. Ed è la quinta volta che Muti dirige il concerto, che viene seguito in tutto il mondo in diretta televisiva, ma la Rai lo trasmetterà in differita alle 13.40 su Rai 2.

Con l'orchestra Filarmonica di Vienna Muti ha già eseguito 500 concerti. Il Maestro salirà sul palco del Musikverein per il concerto di Capodanno diventando così uno dei veterani del Neujahrskonzert, pareggiando nella classifica con Zubin Mehta, mentre Lorin Maazel resta irraggiungibile con undici apparizioni. La scelta è caduta su Muti per ribadire "il suo forte legame culturale" con la Filarmonica di Vienna, ha detto il portavoce Andreas Grossbauer. "Grazie alla straordinaria qualità delle sue esibizioni Muti ricopre un ruolo centrale nella storia dei Wiener Philharmoniker", ha proseguito il primo violino che anche ha ricordato che Muti studia meticolosamente le fonti e l'epoca delle opere. "Il maestro - ha concluso - è un grande conoscitore del suono inconfondibile della Filarmonica di Vienna".

Prosegue così, infatti, il matrimonio felice delle due superstar della musica classica, Muti e l'orchestra di Vienna, che possono vantare oltre 500 concerti eseguiti assieme. La stampa austriaca ha accolto con calore il ritorno di Muti. Il suo primo Neujahrskonzert fu quello del 1993, per poi impugnare la bacchetta anche nel 1997, 2000 e nel 2004. L'agenzia Apa descrive il OAS_RICH('Bottom'); musicista molfettese come un "vulcano sul palco, pieno di temperamento, ma anche di orgoglio".

Riccardo Muti volentieri definisce Vienna la sua "seconda patria artistica", mentre il rapporto con i Wiener Philharmoniker è una "costante" nella sua vita.

Il Concerto di Capodanno di Vienna si tiene da 79 anni, fin dal 1939. Il programma, suddiviso in due parti, si basa prevalentemente su musiche della famiglia Strauss  eseguite dai Wiener Philharmoniker e, tradizionalmente, viene concluso con l'esecuzione di tre brani fuori programma, due dei quali fissi: il primo è una polka veloce (o galopp), il secondo è An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss jr e il terzo è la Radetzky-Marsch, la Marcia di Radetzky di Johann Strauss padre; durante quest'ultimo brano, è prassi consolidata che il pubblico in sala batta le mani, seguendo il tempo scandito dal direttore d’orchestra.

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