Notte di fuoco di Capodanno a Molfetta, la difesa di ufficio dell’assessore Mancini affidata alla sua stessa lista
06 gennaio 2018

MOLFETTA – Difesa d’ufficio dell’assessore alla sicurezza di Molfetta, Pasquale Mancini, per la notte di fuoco di Capodanno, del quale sono state chieste le dimissioni (PARTECIPA AL SONDAGGIO SULLA PAGINA DI QUINDICI, ESPRIMI LA TUA OPINIONE: SI DEVE DIMETTERE MANCINI?) 

E’ l’avv. Nicola De Leonibus, definitosi “responsabile della comunicazione” della lista dello stesso Mancini “Officine Molfetta”, che con un clamoroso autogol - al quale “Quindici” dedica un altro articolo di opinione e commento, mentre gli approfondimenti sull'argomento li troverete sul numero della rivista mensile in edicola il 15 gennaio” – l’artefice di questo comunicato. Forse sarebbe stato più utile il silenzio, a riprova della scarsa capacità di comunicazione del difensore d’ufficio, certamente più bravo nela suo lavoro legale che in quello di comunicatore, che farebbe meglio a lasciare ad altri.

Ma non anticipiamo i tempi. Intanto leggetevi questo inutile e prolisso eloquio in versione integrale:

«I commenti delle opposizioni (e in parte dello stesso comitato di quartiere) sulla mezzanotte in Piazza Paradiso hanno seguito fedelmente il copione dell'intero periodo natalizio: gettare discredito su ogni iniziativa dell'Amministrazione Comunale.

Manipolazioni, insulti ed ingiustificabili attacchi personali, che nulla c'entrano con la città e non sono rivolti alla tutela di alcun apprezzabile valore.

La verità è che si son dovuti fare i conti con le risorse economiche realmente disponibili, con la scarsità di agenti addetti alla sicurezza, con le ben note difficoltà di gestione della stessa, con l'organizzazione e la risoluzione di problemi primari ed improcrastinabili.

Nonostante queste difficoltà, la popolazione ha trascorso serenamente e in sicurezza il capodanno e noi sottolineiamo la piena ed incondizionata stima all'assessore Pasquale Mancini ed a tutti coloro che con lui si sono impegnati senza ricevere alcun suggerimento da chi si è invece limitato alla aspra e inconcludente critica.

Le manifestazioni del Natale si sono svolte con ordine, e sono state fruite da tutta la popolazione in varie zone della Città, secondo una formula nuova che ha toccato tutte le periferie.

Mentre altri misuravano l'altezza degli alberi di Natale (ricevuti gratuitamente dalla Forestale), contavano le luci delle luminarie, “accatastavano” le casette a Corso Umberto, l'amministrazione lavorava alacremente per permettere a più di sessanta mila abitanti di circolare liberamente ed in sicurezza in una città ordinata e pulita.

Solo nell'interesse dei cittadini, non per campagna elettorale.

Per noi quella è finita il giorno delle elezioni. Per noi.

Ci aspettavamo una, anzi due opposizioni sagge, consapevoli, capaci di proposte plausibili, concrete, certo opinabili ma percorribili: ascoltiamo solo non critiche (comprensibili nel gioco delle parti) ma una noiosa, ripetitiva e sgradevole denigrazione di ogni atto dato, di ogni iniziativa intrapresa.

Si, in democrazia, ognuno deve dire la sua, ma deve dire la verità e nel solo interesse della comunità, senza asservire tutto a una perenne campagna elettorale.

E veniamo agli eventi in Piazza Paradiso.

Secondo il nostro sommesso avviso, insulta la più basilare forma di intelligenza, chi pretende di ignorare e di far ignorare quello che rimane un problema irrisolto ed irrisolvibile senza un corretto e deciso intervento di ricupero sull'intera area, che nessuno prima ha avuto il coraggio e la tenacia di attuare, neppure chi oggi punta il dito contro Sindaco e Assessore.

È un'area della città lasciata a se stessa per molto tempo o, meglio, destinataria di provvedimenti temporanei e superficiali in occasione o in prossimità delle varie campagne elettorali che si sono succedute nell'ultimo ventennio.

Questi i fatti.

Ogni anno gli episodi di pura ed insana inciviltà quando non delinquenza si manifestano costantemente come – ad onor del vero – in tante altre zone della Città: anche le feste in piazza Paradiso non hanno risolto molto, se non a vantaggio del desiderio di popolarità dell'allora Sindaco, che oggi, però, dice di essersi immolata solo per assicurare la sicurezza dei luoghi.

All'epoca, incidenti si sono verificati nelle adiacenze della piazza ed in altre zone vicine alla festa.

Crediamo che l'eliminazione del problema di ordine pubblico del comprensorio di piazza Paradiso, piazza Immacolata, rione Cavalletti, debba passare da un coraggioso e complesso recupero delle aree alla Città con interventi capaci di assicurarne il controllo e creare il primo deterrente con una nuova progettualità.

Ben venga la collaborazione degli abitanti della zona, dalle loro associazioni o comitati di quartiere: siamo disposti a discutere con loro sulle attuali esigenze e sul modo di attenderle.

Ma diciamo NO ad articoli di pura e semplice protesta a scadenza fissa.

Per la notte di capodanno, riconosciamo grande capacità all’amministrazione comunale, al Sindaco e all’ assessore Pasquale Mancini nell'aver predisposto il necessario a consentire a Molfetta uno standard di sicurezza senz'altro più alto, rispetto ad altre città dove oggi si parla di feriti, più auto incendiate se non addirittura morti.

Sono stati assicurati l'apporto degli agenti di polizia municipale, dei vigili del fuoco, dei militari dell'arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltrechè delle Guardie giurate, in aggiunta al normale servizio di monitoraggio del territorio.

Questa è la verità ragionata.

Ciononostante, una parte dell'opposizione oggi grida allo scandalo e chiede addirittura le dimissioni dell'assessore, colpevole di non aver trascorso il capodanno a proteggere piazza Paradiso.

Dimissioni per i soliti botti e la 260ma auto incendiata in otto anni: problema su cui intendiamo accendere formalmente i riflettori e portare alla attenzione della Magistratura dopo un decennio di incomprensibile silenzio da parte delle forze politiche che oggi puntano il dito.

Attendiamo ancora un'opposizione corretta e costruttiva, più interessata a costruire un futuro che a demolire il presente.

Noi continuiamo a lavorare per la Città».

A breve la nota di commento di “Quindici” quello che gli altri non dicono.

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