Notte di fuoco di Capodanno a Molfetta, l’ex vice sindaco di Molfetta, Bepi Maralfa: sindaco hai toppato, usando il termine sciacallaggio contro i cittadini. Ora chiedi scusa alla comunità
L'ex vice sindaco avv. Bepi Maralfa
03 gennaio 2018

MOLFETTA – Non si placano le polemiche per la notte di fuoco di Capodanno a Molfetta, anzi la replica nervosa e scontrosa del sindaco Tommaso Minervini, sta provocando su di lui e la sua amministrazione una pioggia di critiche, alle quasi si aggiungono le richieste di destituzione dell’assessore Pasquale Mancini.

Ora è la volta dell’ex vice sindaco dell’amministrazione di centrosinistra di Paola Natalicchio, l’avv. Bepi Maralfa, che accusa il sindaco di aver offeso i cittadini con il termine “sciacallaggio” e lo invita a darsi una calmata e a chiedere scusa alla comunità.

Ecco la sua lettera aperta:

«Caro Sindaco, riguardo ai fatti accaduti nei pressi di Piazza Paradiso la notte di Capodanno, allorquando l'esplosione di un pericolosissimo ordigno ha letteralmente "cappottato" una autovettura, mentre di lì a poco divampavano fiamme sedate solo grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco, consentimi di dire, con il rispetto che si deve al più alto rappresentante delle Istituzioni locali quale tu sei, che hai sbagliato.

Non entro nel merito dell'organizzazione del piano di prevenzione della sicurezza pubblica di quella sera che è stato articolato solo predisponendo un misero quanto inadeguato pattugliamento degli istituti di vigilanza locale e caratterizzato da superficialità, quella cioè di non creare mediante un evento serale musicale o di spettacolo le pre-condizioni per l'intervento del Nucleo Mobile dei Carabinieri di Bari o dei Baschi verdi della Guardia di Finanza (che, a beneficio della chiarezza, va detto, non sono alle dipendenze della Pubblica Amministrazione bensì dei rispettivi Comandi provinciali di appartenenza).

Entro nel merito invece, in tackle, della frase pubblicata dal giornale on line, e virgolettata siccome da te certamente pronunziata con l'uso improprio ed offensivo per tutta la Comunità del sostantivo "SCIACALLAGGIO". A tal riguardo, desidero rammentare il significato proprio di detto sostantivo "La ripugnante attività di chi si dà al saccheggio di case e negozi abbandonati in conseguenza di calamità; in senso figurato lo sfruttamento scandalistico di informazioni riservate allo scopo di danneggiare l'immagine di un avversario, spec. politico". Mi spiace, ma con rispetto verso la tua funzione ti dico che hai TOPPATO. E gravemente. Si è trattato di un gravissimo fatto che ha terrorizzato i residenti (e non) a carico dei quali avrebbero potuto derivare ben più gravi conseguenze. Ed allora a chi volevi riferirti quando hai impropriamente fatto allusione a presunti saccheggiatori? A quali informazioni riservate volevi ricollegare l'attacco politico successivo a quegli eventi?

No, Sindaco. Ti sei espresso male ed hai fatto un uso improprio del termine italiano, e mediante detto improprio uso hai offeso la collettività. Nessun saccheggiamento, nessuna divulgazione di notizie riservate vi è stato. Ma, devo con profondo rammarico, constatare che non è la prima volta che, di fronte ad un fenomeno di disordine pubblico, reagisci attaccando la Comunità. Anche in occasione della Fiera, quando furono esplosi in aria colpi di arma da fuoco, affermasti che la fuga delle persone (madri, bambini e carrozzini compresi) si palesava come mera "ISTERIA COLLETTIVA".

In buona sostanza, ai fatti gravi e connessi a condotte delittuose rilevanti sul piano criminale, reagisci aggettivando i cittadini che per legge sei tenuto a tutelare come sciacalli o isterici. Molto ma molto male, Sindaco, a tacer d'altro. Devi rimediare immediatamente e letteralmente ripiegarti su te stesso, chiedendo scusa ai molfettesi ai quali devi promettere il massimo impegno affinché episodi di tal fatta non abbiano mai più a ripetersi.

O che comunque ti sforzerai per creare le condizioni affinché non si ripetano. E, per lenire il senso di offesa a tutti arrecato mediante il cattivo ed ignorante uso di quegli aggettivi, cassali per sempre dal tuo vocabolario comunicativo. Rifletti, Sindaco, e chiamati a rapporto il tuo assessore al ramo chiedendogli doverosa contezza del suo operato».

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