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Notte di fuoco di Capodanno a Molfetta, comunicati e commenti tra il rischio di deriva istituzionale e ridicolo. L’esibizione delle Officine Molfetta, di Forza Italia e Mariano Caputo
06 gennaio 2018

MOLFETTA - L’amministrazione comunale di destracentro di Tommaso Minervini sulla notte di fuoco di Capodanno a Piazza Paradiso e dintorni, sta perdendo la bussola.

Prima le esternazioni del sindaco, che minaccia azioni penali, tipiche del fascismo, che piacciono alla sua coalizione di destra (Pd compreso), poi l’assessore Pasquale Mancini, del quale in tanti hanno chiesto la testa, ma che non ha alcuna intenzione di dimettersi e affida la sua difesa di ufficio in questo processo mediatico, alla sua lista Officine per Molfetta. (PARTECIPA AL SONDAGGIO SULLA PAGINA DI QUINDICI, ESPRIMI LA TUA OPINIONE: SI DEVE DIMETTERE MANCINI?) 

Se non si rischia la deriva istituzionale, c’è quantomeno il rischio del ridicolo.

Sicuramente siamo sul comico spinto, con le dichiarazioni della opposizione di destra, Forza Italia e da Isa de Bari, prestanome dell’ex sindaco sen. Antonio Azzollini, che conferma di non conoscere (o fingere) la realtà locale, ignorando ciò che non ha fatto l’amministrazione di destra del suo mentore e di fare affermazioni contraddittorie fino alla critica inconsapevole della sua stessa parte politica. Ma di questo “Quindici”, quello che gli altri non dicono, si occuperà in un articolo e sul prossimo numero della rivista mensile in edicola il 15 gennaio, che conterrà molte pagine si approfondimento sulla notte di fuoco.

Intanto, commentiamo ed esprimiamo le nostre opinioni critiche sul comunicato lungo e prolisso (pubblicato a parte) del difensore d’ufficio dell’assessore Pasquale Mancini, l’avv. Nicola De Leonibus (Chi era costui? Un Carneade?). L’avvocato si definisce responsabile della comunicazione, ma forse è meglio che si dedichi alla sua attività legale: la comunicazione non è per lui, visto l’effetto boomerang.

Questa difesa di ufficio ci appare troppo debole, quando, priva di argomenti, si limita ad affermare che l’obiettivo dell’opposizione e dell’informazione (libera) sia quella di gettare discredito sull’amministrazione comunale. E per giustificare questa vuota affermazione parla di manipolazioni, insulti e attacchi personali. Ma dove? Ma quando? La critica è attacco personale? Allora siamo già nel regime. Lasciamo da parte le stucchevoli frasi di piena e incondizionata stima per il capo della lista Mancini, che ne esce come una sorta di duce in sedicesimo (ah, la comunicazione!), ma scrivere che 60.000 abitanti circolavano liberamente, significa affermare che anche vecchi, bambini, malati e moribondi erano in giro. Se non siamo alle comiche, allora cos’è, ignoranza in matematica?

Ammettere che il problema di Piazza Paradiso è irrisolvibile, significa già ammettere una sconfitta e dimenticare che proprio Mancini ha governato con Azzollini lasciando, all’epoca, la piazza alla mercé dei malavitosi locali. “Questi sono i fatti”, afferma De Leonibus nella sua arringa. Appunto! Aggiungiamo noi e questo già gli fa perdere la causa. Specialmente quando afferma che le feste in piazza Paradiso non hanno risolto molto: meglio lasciare la piazza ai bombaroli!

Insomma, un autogol. Poi parlare di “interventi capaci di assicurare il controllo e creare il primo deterrente con una nuova progettualità” vuol dire esprimere concetti da propaganda elettorale, senza contenuto. Perché invece di lanciare slogan senza senso, non vengono fatte proposte. Hic sunt leones (“Qui sono i leoni”), dicevano i latini per indicare le zone inesplorate e, per le Officine e Forza Italia, Piazza Paradiso è una di quelle.

Riconoscere all’amministrazione comunale di aver predisposto la sicurezza, significa anche aver bisogno di una visita oculistica urgente. Ciliegina sulla torta, come fa anche il sindaco: siamo alla 260ª auto bruciata in otto anni, non è colpa nostra e nei Comuni vicini avviene di peggio. Dopo questa affermazione la giunta si dovrebbe dimettere in blocco.

Poi c’è stata la solidarietà dell’assessore ai lavori Pubblici avv. Mariano Caputo, che ha precipitato ancora di più il povero e innocuo Mancini, scrivendo: «Siamo stati malgovernati da anni, le amministrazioni che ci hanno preceduti sono state rappresentate da politici inadeguati».

La risposta la lasciamo ai social dove qualcuno fa osservare giustamente che «prima di questa amministrazione c'era un'amministrazione di centrosinistra di cui il PD era l'asse portante e, a quanto mi risulta, il PD fa parte di questa amministrazione. Prima dell'amministrazione di centrosinistra ce n'era una di centrodestra di cui l'assessore Caputo faceva parte. Ma l'assessore Caputo si rende conto di quello che scrive??? Forse, dovrebbe continuare a cantare e a imparare a scrivere in italiano».

Poi Caputo parla di sciacallaggio dei giornalisti, forse voleva dire, anche con riferimento a se stesso, che siam in presenza di assessori bugiardi e ipocriti? Caputo alla fine esprime fiducia incondizionata a Mancini.

E vi lasciamo col pistolotto finale di Officine Molfetta: «Noi continuiamo a lavorare per la città”. E questo quello che preoccupa i cittadini, dopo questi mesi di amministrazione».

Le facce di bronzo sono più inossidabili dell’acciaio.

SUL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA MENSILE “QUINDICI” IN EDICOLA IL 15 GENNAIO, DIVERSE PAGINE DI APPROFONDIMENTI, COMMENTI, NOTIZIE SULLA NOTTE DI FUOCO DI CAPODANNO A MOLFETTA

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