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Neda: la ‘voce’ del territorio per un dialogo di cultura. La rivista, diretta da Luca de Ceglia, presentata a Molfetta
27 settembre 2021

MOLFETTA - Giunge al suo ottavo numero la rivista quadrimestrale Neda, una realtà che accoglie saggi e ricerche inedite di importanti personalità del territorio pugliese, con lo scopo di divulgare la cultura, la storia e l’arte per comprendere il presente tenendo vivo uno sguardo curioso sul passato.

La scelta di allestire l’evento di presentazione della rivista a Molfetta in una libreria indipendente non è stata lasciata al caso: un progetto mirabile, autentico, dalla grande portata culturale come Neda non poteva che presentarsi al pubblico in una realtà locale coraggiosa, cogliendo la sfida che il mondo del cartaceo affronta contro l’avanzata della tecnologia – sfida con cui la casa editrice SECOP di Corato ha dovuto confrontarsi sin da subito.

Il giornalista Luca de Ceglia, biscegliese, ma di origini molfettesi, direttore responsabile di Neda, la cui idea visionaria di riscoperta e riqualificazione della località ha trovato terreno fertile nel pensiero di molti studiosi pugliesi. De Ceglia ha, infatti, raccontato della nascita di questo progetto e di come si è arricchito del contributo di appassionati e luminari nel corso delle pubblicazioni. Ha, inoltre, illustrato la motivazione del titolo del quadrimestrale: ‘neda’ in lingua persiana significa ‘voce’, un’apertura quindi all’ascolto e al dialogo che il nostro territorio ha da offrirci. In seguito, ha elencato le ricerche presenti in questo numero e descritto due suoi contributi, il primo sull’eclissi di feste patronali e tradizioni ed il secondo sulle invenzioni scientifiche pugliesi nell’ottocento.

La saggista e poetessa Angela de Leo, nonché direttrice editoriale di Neda, regalando ai presenti un profondo momento di riflessione non solo sull’importanza di restituire le testimonianze alla memoria storica, ma anche sul valore della dialogo costruttivo: “Le cose a cui dobbiamo dare importanza sono queste: attualizzare continuamente l’identità dinamica, non statica, in divenire, dilatando gli orizzonti oltre lo scontato paesaggio quotidiano”. De Leo ha proseguito il suo discorso parlando del futuro di Neda: “Stiamo andando oltre per sganciarci dal legame esclusivo del territorio verso orizzonti non ancora esplorati, per instaurare attraverso il dialogo nuovi varchi di conoscenza e conservare memoria di uomini e cose dimenticate. Bisognerà pensare la territorialità in termini di globalità”.

La terza testimonianza è stata di Michele Miulli, Ufficiale nei Carabinieri ed esperto d’arte, che a partire dalle sue esperienze di vita ha illustrato il suo contributo in questo numero della rivista, il cui tema è Dante Alighieri e la connessione della Divina Commedia con il territorio Pugliese - in particolare il XXVIII canto dell’Inferno con la cruda descrizione delle guerre del Sud Italia, paragonate all’orribile spettacolo della nona bolgia. L’azione importante svolta da Miulli, tuttavia, si estende anche alla ricerca e il recupero di documenti e opere d’arte sottratte, rubate o falsificate, operazione possibile grazie al Nucleo per la tutela del patrimonio culturale.

Infine è intervenuto lo storico del Brigantaggio Valentino Romano, saggista all’attivo e autore di libri importanti come “Nacquero contadini, morirono briganti” (2010) ed anche “Un popolo alla sbarra” (2020), trattando del suo viaggio in Neda che mira a far conoscere maggiormente Gaetano Salvemini, con un focus non sulla critica alle opere, bensì sull’anima di un grande uomo. In conclusione, Romano ha esposto il progetto di pubblicazione di volumi agili con la voce di tanti studiosi di Salvemini, che saranno raccolti in un cofanetto per celebrare nel 2023 la ricorrenza del centocinquantesimo anno dalla nascita del grande storico molfettese.

Ha sapientemente condotto la serata Raffaella Leone, PR della casa editrice SECOP edizioni di Corato, con un ringraziamento alla libreria “Il ghigno” che ha ospitato l’evento e si rende disponibile come punto vendita di tale rivista.

Questa serata di presentazione alla comunità molfettese si conclude con l’augurio che sempre più giovani ritornino all’acquisto di libri cartacei, perché le emozioni che il tocco delle pagine, il profumo della carta sanno dare sono insostituibili.
© Riproduzione riservata

Annapaola Sciancalepore 

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