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Movimento Rinascere: convocato il consiglio comunale a Molfetta, nessun accenno allo scandalo giudiziario, né alle dimissioni degli assessori di una maggioranza in crisi
25 giugno 2021

MOLFETTA – Prima reazione alla notizia della convocazione del consiglio comunale di Molfetta per lunedì nel quale non figura all’ordine del giorno il caso di “Appaltopoli” con l’arresto dell’ex assessore Caputo, né alle dimissioni del Pd e di Officine Molfetta, sulle quali si registra il silenzio degli interessati.

Il primo comunicato critico arriva dal Movimento politico “Rinascere” (Felice Spaccavento): «Apprendiamo con delusione e sconcerto che nella convocazione per il prossimo Consiglio Comunale della città, previsto per lunedì prossimo 28 giugno, manca qualunque  riferimento allo scandalo giudiziario che ha travolto Molfetta, portando all'arresto di 16 persone tra ex amministratori, funzionari pubblici, tecnici e imprenditori, nell'ambito di una più ampia e articolata indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Trani che vede coinvolto anche il sindaco Tommaso Minervini per ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione e, quindi, contro la collettività.

Eppure, nonostante questa vicenda stia terremotando lo scenario politico locale, il primo cittadino non sente l'esigenza di rendere comunicazioni formali nella sede istituzionale più appropriata e cioè il Consiglio Comunale, per tracciare un quadro dettagliato di quanto sta avvenendo e delle conseguenze che ne possano derivare.

Tutto questo ha dell'incredibile e segna il punto più basso raggiunto dalle nostre istituzioni cittadine. Appare evidente il tentativo del sindaco Minervini e della raccogliticcia maggioranza a suo sostegno di parlare d'altro, cercando di distogliere l'attenzione della città da uno scandalo giudiziario di proporzioni gigantesche che ha visto scoperchiare un inquietante sistema di mazzette, tangenti e favori attorno a numerosi appalti pubblici.

L'assordante silenzio del sindaco, della maggioranza e del consigliere regionale Saverio Tammacco (grande dominus della coalizione trasformista e trasversale che governa Molfetta) su questa vicenda rappresenta un'offesa alla dignità della città e alla credibilità delle sue istituzioni.

Così come troviamo surreale che ai roboanti comunicati di fuoriuscita dalla maggioranza provenienti, per esempio, dal Partito Democratico, non siano seguite le dimissioni dell'assessora Gabriella Azzollini e del Presidente del Consiglio, Nicola Piergiovanni, che restano saldamente ancorati alle loro poltrone.

Ci auguriamo che le opposizioni presenti in Consiglio Comunale pongano con forza questa questione all'attenzione della massima assise cittadina, costringendo il sindaco, l'amministrazione e la maggioranza a fare i conti con la realtà e con le rispettive responsabilità politiche. Il prossimo Consiglio Comunale rappresenta un’occasione che non può essere sprecata per aprire, nella massima assise cittadina, un confronto libero, trasparente e alla luce del sole sulla situazione politica e amministrativa, anche al fine di verificare se esiste ancora una maggioranza in grado di governare la città.

Se Tommaso Minervini decidesse di trincerarsi ancora dietro l'inaccettabile silenzio di questi giorni, riserverebbe l'ennesimo e oltraggioso insulto alla città, ormai stanca di questo deprimente spettacolo».

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