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Monumento a Don Tonino Bello: “poco opportuno e spesa eccessiva”. Sul prossimo numero della rivista mensile “Quindici”, in edicola sabato, un’inchiesta su cosa pensano i cittadini - Un’anticipazione
17 maggio 2019

MOLFETTA – Il Monumento in ricordo di don Tonino Bello e della visita a Molfetta di Papa Francesco sta dividendo la città. Non piace a tutti e la spesa di 150mila euro è considerata eccessiva.

Come sempre la rivista mensile “Quindici”, IN EDICOLA SABATO, approfondisce i temi trattati sul quotidiano web “Quindici on line”. Questa volta pubblichiamo un’inchiesta su quest’opera controversa, con il parere dei cittadini, intervistati dai nostri giornalisti.

Abbiamo posto loro 4 domande:

1 - Cosa pensi del monumento a don Tonino?

2 - Il costo di 150mila euro è eccessivo? Questo denaro poteva essere speso diversamente?

3 - La posizione è giusta o non consente la giusta attenzione al monumento, la gente lo guarda distrattamente essendo nel traffico e collocato fra una pizzeria e una gelateria?

4 - Secondo te don Tonino avrebbe gradito un monumento?

Anticipiamo alcune risposte dei cittadini molfettesi:

«Collocazione definitiva! Già l'opera… l'artista si è documentato su quello che era il pensiero di don Tonino ed in particolare la lettera scritta sulla Croce, ispirata al crocifisso in legno situato in una navata laterale del Duomo di Molfetta, riportante sotto la scritta: collocazione provvisoria? Il genio dell'artista ha trasformato in definitivo ciò che don Tonino ha dichiarato essere provvisorio.
Don Tonino annunciava la chiesa del grembiule, quello indossato da Gesù il giovedì Santo. Una chiesa povera dunque, al servizio dei poveri “Ascoltino gli umili e si rallegrino”, il suo motto. La collocazione del monumento, di per sé non sgradevole, risulta fuori luogo dato che richiama alla mente il Golgota. Personalmente mi ha impressionato la prima volta che l’ho visto in pieno centro della città.

Don Tonino avrebbe certamente approvato le opere di bene al servizio degli ultimi che egli chiamava amabilmente “pietre di scarto”, piuttosto che un monumento dedicato al suo ricordo». M. C.

                                                                                                                                                                     «Penso che 150.000 euro per quell’installazione siano eccessivi. Non è arte e avrei indetto un bando nazionale per una vera opera d’arte.
La posizione forse è giusta in quanto crocevia di arterie importanti. Meno idonea se si pensa che la Gente usa i sedili di pietra per accomodarsi di spalle alla croce per mangiarvi il gelato. Non si è capito che sono sedute concepite per la meditazione personale fronte croce.
Don Tonino non avrebbe mai accettato l’idea di un monumento a se stesso. Non era uomo per l’autoreferenzialità
». A. L. S.

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