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Molfetta, via al processo di beatificazione di don Tonino con qualche «smagliatura» Zittito dal servizio d'ordine della Cattedrale il coro “Alleluia” della Casa, la Comunità di accoglienza tossicodipendenti di Ruvo, voluta dal vescovo del grembiule. Inspiegabile la mancata esibizione della canzona “Dammi Signore un'ala di riserva”
01 maggio 2010

MOLFETTA - «Dinamismo apostolico e attivismo pastorale sono i caratteri fondamentali di Mons. Bello, la cui rilevanza ecclesiale lascia segni ancora vivi e attestati della sua santità». L’omelia di Mons. Angelo Amato (nella foto tra Mons. Luigi Martella e Mons. Agostino Superbo), Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, condensa tutta la figura di Mons. Antonio Bello: il testimone di Dio per e in mezzo al suo popolo, che con commozione ed entusiasmo lo acclama già santo.

(VEDI IL VIDEO REALIZZATO DA SAVERIO TAVELLA E GIOVANNI ANGIONE DI "QUINDICI"   http://www.youtube.com/watch?v=D11NFpYAmbw)

A 17 anni dalla morte, unanime è il consenso, grande la fama della sua straordinaria testimonianza evangelica, che ancor oggi contagia le persone: con queste parole Mons. Luigi Martella ha introdotto la Celebrazione Eucaristica della Prima Sessione Pubblica del Processo di Beatificazione di Mons. Antonio Bello, tenutasi in Cattedrale, secondo l’iter dell’Istruzione Sanctorum Mater che regola l’organizzazione della fase diocesana dei processi di canonizzazione.
La funzione più importante della comunità diocesana e molfettese nell’ultimo ventennio, capace di radunare i fedeli intorno ad un vescovo molto amato: una partecipazione sincera e commossa soprattutto da parte di chi ha conosciuto di persona don Tonino. Nondimeno, il coro «Alleluia, Alleluia» della C.A.S.A. (Centro Accoglienza Tossicodipendenti di Ruvo) alla fine della sessione, quando Mons. Martella ha ringraziato don Tonino, è stato zittito dal servizio d’ordine all’interno della chiesa Cattedrale.
A molti è anche sembrato inspiegabile che la canzone ispirata ai versi di don Tonino «Dammi, Signore, un’ala di riserva» non sia stata nemmeno accennata: una poesia che racchiude nei suoi versi tutto il senso e l’attualità del messaggio pastorale e umano di mons. Bello.
L’impegno della comunità sarà «pregare e modellarsi sulla santità del suo pastore, imitando e lasciandosi entusiasmare dalle sue virtù eroiche»: un commosso Mons. Amato ha sottolineato come la beatificazione di don Tonino sia un’opportunità pastorale per la diocesi, che, all’ombra della santità di questo eroe del Vangelo e successore degli apostoli, potrà crescere nello slancio apostolico e nella civiltà dell’accoglienza.
Intervenuto anche il sindaco Antonio Azzollini, che ha ricordato come la città di Molfetta «porti con sé i segni tangibili di questo santo, cui dovrebbero ispirarsi non solo i fedeli, ma anche gli stessi politici in una comune speranza». Per questo motivo, «Molfetta seguirà la causa di beatificazione con silenzio, preghiera e compostezza in un grande anelito di entusiasmo affinché tutto possa concludersi al meglio».
Successivo alla Celebrazione Eucaristica, il giuramento di fedeltà e segretezza dei membri della Postulazione e del Tribunale, così costituiti: Mons. Agostino Superbo (postulatore), Mons. Domenico Amato (vice-postulatore), dott.ssa Silvia Correale (vice-postulatore); don Antonio Neri, (delegato episcopale), Mons. Luca Murolo (promotore di giustizia), don Nunzio Palmiotti (notaio), don Fabio Tangari (notaio aggiunto), dott.ssa Franca Maria Lorusso; Mons. Luigi M. de Palma, Mons. Salvatore Palese, don Ignazio Pansini (commissione storica).
Il Tribunale avrà il compito di raccogliere le testimonianze sulle virtù eroiche esercitate da Mons. Bello durante la sua vita. Tutto il materiale raccolto sarà trasmesso alla Congregazione dei Santi, per poi procedere con la stesura della Positio (raccolta documentale di tutte le prove). Incerti i tempi del processo: non è ovvia una sua rapida conclusione, poiché determinanti saranno l’accertazione e la condivisione dell’eroismo delle sue virtù da parte del Tribunale
 
Hanno partecipato alla funzione il sindaco di Molfetta Antonio Azzollini e quelli dei Comuni della Diocesi (Ruvo, Terlizzi e Giovinazzo), il presidente della Giunta della Regione Puglia Nichi Vendola, con il presidente del Consiglio regionale uscente, Pietro Pepe, l'assessore regionale riconfermato Guglielmo MInervini, il presidente del consiglio comunale Nicola Camporeale e qualche rappresentante della Provincia, oltre a numerosi fedeli accorsi da tutta la Puglia. È stato possibile seguire la celebrazione Eucaristica e la Prima Sessione anche attraverso due maxischermi, uno nella chiesa del Purgatorio, l’altro in piazza Municipio, e, in diretta, su Telenorba. 
Sul prossimo numero della rivista "Quindici" in edicola il 15 maggio ampia cronaca della manifestazione con foto e interviste. 
 
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Autore: Marcello la Forgia
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