giovedì 9 febbraio 2012
Molfetta, “Germogli di Riso” del Teatro dei Cipis: primo appuntamento con Arteteatro
MOLFETTA - «Aune n’allasse e ciente n’acchie». È questo il titolo del brillante spettacolo messo in scena dalla compagnia Arteteatro per il primo appuntamento della rassegna teatrale «Germogli di riso x un teatro fatto in casa», organizzato dal Teatro dei Cipis.
La commedia in vernacolo, scritta e diretta da Felice de Trizio, racconta di intrecci e situazioni comiche che si creano e si sviluppano in vista di un eventuale matrimonio tra due giovani, favorito dall’intercessione di un parroco. La conclusione concitata, inaspettata e tutt’altro che a buon fine, rivela il fallimento delle nozze combinate, dimostrando come non sempre ci possa sposare per interesse e per accrescere la propria posizione sociale. Interpreti Antonella de Nichilo (Sabbélla), Miriam de Trizio (Nonna Mariétte), Elisabetta Aurora (Bettinélla), Aurelio Lazzaro e Leo Centrone (chierichetti), Fabrizia Camporeale (Finélla), Mauro Teofrasto (Palino), Felice de Trizio (don Aurelio), Alessandro Camporeale (Vitino), Adriano Nappi (Nonno Féluccio), Michele Farinola (Ruruccio), Cassiana Murolo (Susessa).
Cogliendo la vera essenza del teatro amatoriale, la compagnia Arteteatro (formata da 15 valenti giovani che hanno calcato per la prima volta le “tavole” di un palcoscenico) ha rispolverato le tradizioni del passato alla riscoperta del lessico, di usi e costumi della nostra gente con l’obiettivo di riportare alla luce l’inestimabile patrimonio culturale della nostra terra. La performance teatrale ha così recuperato quei valori genuini di un tempo, caduti nell’oblio forse a causa dell’utilizzo delle nuove tecnologie e della globalizzazione massificata.
La rassegna teatrale del teatro dei Cipis, autonoma e autoprodotta, ha voluto investire sui giovani e sulle loro capacità, dando la possibilità a chi ha la passione per il teatro di avere a disposizione un luogo dove potersi esibire (l’Auditorium Regina Pacis) e un pubblico che possa fruire della bellezza e dell’autenticità di una spettacolo di teatro amatoriale. Il fine ultimo del festival riguarderà la premiazione del miglior spettacolo.
La compagnia teatrale vincitrice avrà dunque la possibilità di esibirsi ancora una volta sul palcoscenico dell’Auditorium Regina Pacis, gratuitamente e incassando gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti. È questo il modo più giusto per reagire alla profonda crisi culturale del nostro tempo. E come diceva Luciano Lucignani, «il teatro continua ad esistere, e non soltanto come abitudine, come modo d'impiego del tempo libero, ma come esigenza profonda e ineliminabile della vita sociale...».
 
Sabato 11 febbraio il secondo appuntamento della rassegna teatrale con lo spettacolo «La Cura. Terapie, riti e magie nella tradizione popolare» (ore 21, Auditorium Regina Pacis).
 
© Riproduzione riservata
 
Angelica Vecchio
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Emmech none!|giovedì 9 feb 2012 19:21:06

«Aune n’allasse e ciente n’acchie». Sait scaur? A volt e tent volt, n'allasse aune, e nenacchie chiù nsciaun! Emmech, adachsì captaie!
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