Recupero Password
Molfetta è una città smart?
foto 1 fronte mare nuovo porto
03 marzo 2021

 MOLFETTA - Amministrare una comunità non è compito semplice. Chi amministra deve ‘mediare’ fra le esigenze, i bisogni dei cittadini TUTTI, e non sempre il compito è facile e agevole. I giudizi sull’operato di questa o quella Amministrazione, sono condizionati da fattori culturali, sensazioni personali, interessi personali o di ‘gruppi’.

Tutto ciò premesso, e cercando di essere imparziali al massimo possibile, occorre mettere in rilievo alcune situazioni, oggettivamente degne di nota, nel contesto generale su cui si basa la gestione della cosa pubblica, nella nostra città.

Molfetta da alcuni anni – in particolare da quando si è insediata la Giunta di “centro-sinistra” guidata dal sig. Tommaso Minervini – è tutto un fervore di attività.

L’edilizia abitativa ha ricevuto un nuovo, poderoso slancio, grazie alle concessioni a ‘costruire’ in aree previste dal Piano regolatore vigente. Sembra che ogni pur minimo spazio ‘libero’ nel territorio, non ancora edificato, veda la nascita di nuovi fabbricati. Alcuni veramente imponenti e ubicati nelle zone più …impensabili. Uno fra tutti, quello a sei piani sopra suolo, ‘spuntato come un fungo’ (‘un fungo’: “Quindici” l’ha definito proprio così) dietro il distributore ENI di via Giovinazzo, di fronte alla famigerata, dismessa, chiusa Piscina comunale, a pochi metri dal mare. Stando ai tabelloni pubblicitari, si …promettono ancora altri fabbricati, quasi sulla spiaggia. Altri, dietro la Stazione ferroviaria, sempre di dimensioni ragguardevoli; altri ancora nella zona di levante, a ridosso della linea ferroviaria Lecce Bologna; chiediamo: non dovrebbe essere vietato costruire strutture abitative civili a ridosso di linee ferroviarie?; questo a seguito della tragedia di Viareggio (giugno 2009: 32 vittime innocenti!). Per non parlare di quello ‘fronte mare e nuovo Porto’.

Servono davvero tanti nuovi vani abitativi? Si prevedono – è una domanda retorica che ci siamo già posta, ovviamente senza risposta alcuna – significativi incrementi demografici della popolazione della città? Non ci sembra. Quello che si scorge, è una forsennata cementificazione e consumo di territorio, apparentemente senza ragione. Conseguenza: copertura/cementificazione continuata delle aree verdi del territorio, che viene sempre più reso …impermeabile al drenaggio delle acque meteoriche; come se non bastasse, l’Industria del cemento viene classificata come una delle più inquinanti! A tal proposito, constatiamo che il sig. Minervini – sindaco – sembra particolarmente propenso allo sviluppo edilizio. Chi può dimenticare, nella sua precedente sindacatura: ‘Giunta di centro-destra’ ad inizio secolo, quando il Sen. A. Azzollini (in un pubblico incontro) lo esortava e pretendeva di …”poter ‘aggiungere’ una nuova gru edilizia, ad ogni fine settimana in cui tornava a casa, a Molfetta, dopo le settimanali fatiche senatoriali, in quel di Roma”: sinonimo di vivace fervore di attività edilizia. …coerente continuità! (foto 1, 2, 3)

 

Dopo i lavori di posa della fibra ottica, che ha arrecato qualche disagio, lamentato da alcuni cittadini, per le inevitabili deviazioni del traffico, si è partiti, su commessa del Comune, con la sostituzione delle zanelle di scolo pluviale, in alcune strade dei quartieri occidentali della città. Sono lavori necessari? – crediamo che se si stanno spendendo notevoli risorse finanziarie, i lavori siano necessari (salvo poi …). Anche se, en passant, c’è da osservare che, proprio in alcune delle vie interessate, le zanelle sono presenti, ma ricoperte di asfalto stradale! Un po' curioso: perché, prima si sono ricoperte (di asfalto) ed ora verrebbero divelte e sostituite? Misteri!

Ma non è tanto su questo che desideriamo porre attenzione. Molti lamentano lo stato in cui vengono lasciate le strade, a fine lavori. Osserviamo che nei lavori di posa della fibra ottica, il personale addetto, a fine giornata, provvedeva a rimuovere, con apposite spazzatrici, l’eccesso di detriti polverosi e quant’altro, prodottisi durante lo scavo e la ricopertura; le strade, a parte la traccia ricoperta di cemento, restavano sostanzialmente pulite. Cosa che non avviene con i lavori alle zanelle. Nessuno si preoccupa di …invitare l’Impresa esecutrice, a rimuovere la ghiaia, la polvere residua dello scavo, il materiale in eccesso della demolizione dell’asfalto stradale. Risultato?

Se non piove, il traffico veicolare solleva ‘nuvole’ di polvere sottile che si deposita sui veicoli in sosta, crea disagi anche alle case di abitazione a piano terra e, visto che siamo in emergenza COVID (che vuol dire massima igiene!), viene respirata da chi cammina e, rientrando in casa, la trascina con le suole delle sue scarpe. In caso di pioggia poi, è un disastro immondo. La polvere ovviamente non si solleva ma, in compenso, l’impasto di fanghiglia che ne risulta, lorda ancor più le strade, i marciapiedi, le vetture in sosta, chi ha la sventura di camminare e, perfino gli usci delle abitazioni. Infine, crediamo che, a furia di essere dilavati dalla pioggia, i detriti polverosi lasciati, finiranno, a poco a poco anche negli inghiottitoi pluviali esistenti, ostruendoli. Nel capitolato di appalto, per la esecuzione di tali lavori, qualcuno ha posto la clausola di lasciare il sito ragionevolmente pulito o quanto meno sicuro per il traffico e le persone che vi camminano? Nelle zone lasciate sterrate, c’è il serio pericolo di cadute e danni alle persone, a causa di affossamenti che inevitabilmente si formano. Qualcuno controlla l’operato dell’Impresa? ci pensa, a questi dettagli tutt’altro che trascurabili? (foto 4, 5, 6)

Infine segnaliamo situazioni che, pur non incidendo nella vita normale dei cittadini, dànno l’impressione di un sistema sciatto, lasciato a sé stesso. Piazza Principe di Napoli, da poco riportata all’onor del mondo, dopo lo scempio del primo restauro! Arredi piacevoli, piazza restaurata, formazione di zone verdi ma …invase da erbacce fra le quali si stenta ad individuare le pianticelle d’arredo da quelle che la Natura fornisce gratis, se non contrastata. Soldi, risorse pubbliche sprecate! (foto 7, 8, 9)

L’Amministrazione parla sempre di “CITTA’ SMART”. Il termine inglese smart, in italiano si traduce con: elegante, intelligente e, perché no, anche pulito ed ancora, per estensione, vivibile.

Una città, smart, si caratterizza anche e soprattutto per l’attenzione che pone alla salvaguardia dei diritti di tutti, in particolare dei più ‘deboli’. In questa ultima categoria ricadono i nostri concittadini diversamente abili o con ridotta mobilità.

Le immagini emblematiche che si allegano, mostrano …quanta attenzione pone l’amministrazione verso questi soggetti che, a causa della loro limitata mobilità, si muovono in modo non autonomo, anche su veicoli a ruote, motorizzate e non.

Incrocio di via Molfettesi d’America con via Terlizzi – semaforo dell’ingresso all’Ospedale Tonino Bello. Il marciapiedi opposto a quello dell’ospedale, dotato di ‘rampa per diversamente abili’ è sufficientemente ampio. Un diversamente abile, con il suo mezzo, avendo attraversato l’incrocio semaforizzato, accede sul marciapiedi. E qui incominciano i suoi problemi. Subito dopo lo scivolo è stato sistemato (da anni!) un ‘totem’ pubblicitario posizionato senza alcun criterio, se non quello di renderlo visibile: blocca qualsiasi manovra per le carrozzelle; poi, in direzione centro città, insiste un pannello che (ancora!) segnala, a chi proviene dal centro, che ‘svoltando a destra all’incrocio, si arriva agli UFFICI GIUDIZIARI!!! (gli Uffici del Giudice di pace, sono chiusi da anni; ma l’insegna è ancora lì …a far danni); tale segnale, palesemente inutile, per giunta è sostenuto da una coppia di pali metallici che impediscono ancor più il passaggio a questi cittadini. Ma, non basta! Ultimamente, l’impresa che si occupa della gestione dei cassoni per la raccolta degli ‘indumenti usati’, ha rimosso i vecchi cassoni sistemati un po' più indietro, per posizionarne altri, fra il ‘totem’ di cui sopra e la ‘forca caudina’ dell’inutile segnale degli uffici giudiziari, senza lasciare scampo ai diversamente abili! Tutto questo, insieme di barriere architettoniche, concentrato in una zona, quella dell’Ospedale, dove è più facile che debbano muoversi persone sole o accompagnate, con ridotte capacità. E’ questa una città smart? L’amministrazione, attraverso i suoi organi, controlla prima di autorizzare questa o quella struttura che, ha un’utilità per chi ne commissiona l’impianto, ma che crea problemi insormontabili ad altri. Sono questi altri, nostri concittadini forse, cittadini di ‘serie B’?

Molti di noi non sono consapevoli delle difficoltà che un disabile incontra perfino nei gesti più banali dell’esistenza quotidiana, a causa della sua ‘diversità’. In una società civile è dunque compito delle autorità quello di adottare tutti gli accorgimenti minimi per rendere il più agevole possibile la vita a questi nostri concittadini, controllando e sanzionando chi ignora questi canoni minimi di civiltà. Dovremmo educarci a questi concetti minimi di civile convivenza. Ma no: a volte parcheggiamo davanti agli scivoli, negli stalli riservati ai disabili; con i nostri comportamenti, rendiamo insomma ancor più difficile un’esistenza già di per sé difficile. Quando poi assistiamo a queste mancanze di sensibilità, perfino da parte di chi dovrebbe invece operare per ridurre, eliminare le così dette “barriere architettoniche”, allora… (foto 10, 11, 12)

Per combinazione fortuita, un articolo della sig.ra Saraceni, su un quotidiano nazionale, richiama alla responsabilità l’amministrazione di ROMA Capitale, sulla disavventura di un disabile nella Stazione Termini, denunciando l’inerzia degli amministratori verso i ‘problemi di vita’ che un diversamente abile deve fronteggiare nel mondo (così detto) moderno. Molto è cambiato dall’anno 2000, quando OCSE ed Unione europea hanno stabilito norme che agevolano questi sfortunati nostri concittadini; a quattro lustri, osserviamo ancora che non si ‘perde il sonno’ (di coloro che amministrano), per agevolare chi ne ha bisogno! Vorremmo dunque, pacatamente invitare chi gestisce la cosa pubblica, oltre che a commissionare opere, a porre un po' più di attenzione all’esecuzione delle stesse, che altrimenti, oltre ad essere di …utilità, possono risultare sicuramente fonte di disagio per tutti.

© Riproduzione riservata

Autore: Tommaso Gaudio
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2021
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet