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Molfetta e Alessano città gemellate nel nome di don Tonino Bello Oggi la riunione congiunta dei due consigli comunali con i sindaci e i vescovi della due città
Il vice sindaco Sara Allegretta, la sen. Carmela Minuto, il vescovo Cornacchia, il sindaco Minervini, il sindaco di Alessano, Francesca Torsello, il vescovo Angiulli. In altro il presidente del consiglio Piergiovanni
14 aprile 2018

MOLFETTA – Due città gemellate nel nome di don Tonino Bello: i consigli comunali congiunti di Alessano dove è nato e di Molfetta dove è stato vescovo e dove è morto hanno siglato oggi la loro amicizia nel segno di quei valori della pace, della solidarietà, dell’accoglienza, dell’attenzione agli ultimi che sono stati i cardini della vita pastorale del Servo di Dio.

Lo ha ricordato in apertura di seduta il presidente del consiglio comunale di Molfetta Nicola Piergiovanni sottolineando il momento storico della venuta di Papa Francesco e l’attualità di don Tonino, messaggero di pace, ora che spirano venti di guerra in Siria.

Una seduta chilometrica, eccessivamente lunga dove si sono distinti i consiglieri comunali di Molfetta che hanno voluto tutti prendere la parola, mentre quelli di Alessano si sono affidati ad un solo rappresentante, anche per evitare di essere ripetitivi. Forse una organizzazione migliore con una scaletta degli interventi avrebbe evitato che la seduta si protraesse a lungo, costringendo sia il pubblico che perfino i due vescovi a lasciare l’aula in anticipo, subito dopo i loro interventi.

La seduta ha registrato la presenza della neo senatrice di Forza Italia Carmela Minuto alla sua prima uscita ufficiale. «L’appuntamento con la visita di Papa Francesco del 20 Aprile è un appuntamento con la storia che l’intero territorio si appresta a vivere con gioia e fede - ha detto la sen. Minuto -. Una fede religiosa ma anche laica, una fiducia nel potere dei segni, dei gesti e delle azioni che ha più volte visto protagonista il nostro don Tonino di piccoli, grandi “miracoli” come quest’ultimo che ci ha voluto donare portando il Santo Padre a Molfetta, per le sue strade, tra la sua gente.

Per tutti noi e per me in particolare, alla mia prima uscita pubblica in qualità di senatrice della Repubblica Italiana, questo è un anno di grandi novità, di nuovi inizi, di sfide importanti come quella mastodontica affrontata da questa amministrazione alla quale va riconosciuto il merito di uno sforzo immane per aver messo su una macchina organizzativa per un evento fuori dal comune in tutti i sensi.

Ho iniziato a scrivere questo mio intervento solo dopo più di 30 minuti che guardavo il foglio bianco. Certamente non perché mi mancano le parole o i ricordi ma semplicemente perché mi manca LUI. È stato tutto già detto tranne forse che manca. Manca a tutta la città, a quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ma manca, per assurdo, anche a chi ne ha solo sentito parlare. 25 anni non sono bastati ad affievolire lo sconforto della sua assenza. Don Tonino manca nell’odore dell’incenso che respiriamo a messa, manca per le strade della città dove era facilissimo incontrarlo a qualunque ora, manca sull’altare difficile delle sue scomode prediche. Ma soprattutto manca tra i nostri giovani, manca nelle nostre scuole, ovvero nei luoghi deputati alla formazione delle coscienze civiche del futuro.

Dove non manca mai, invece, è nelle case di ogni concittadino. Cattolico o laico che sia, c’è sempre un’immagine di don Tonino che fa capolino da un calendario, da un cassetto, o da un portafogli quando meno te lo aspetti e quando più senti di avere bisogno ancora di una sua carezza benevola. Perché si può credere o non credere in una religione ma non si può non credere nella giustizia, nella bontà, nel buon esempio, nella carità, nell’amore per il prossimo, nella coerenza, nella lotta contro tutte le guerre.

Impossibile non ricordare, a tal proposito, queste sue parole: “… affinché possiate passare dai crinali dell’ascolto, delle emozioni, sui crinali scoscesi della prassi. Non state alla finestra a guardare, magari ad applaudire o fischiare il corteo che si snoda sotto casa vostra. Datevi da fare, scendete in campo e vedrete che la pace ve la sentirete sgorgare nel cuore...”.

Alla luce degli sviluppi preoccupanti legati agli avvenimenti internazionali in corso, in zone di guerra, questo appello scuote nuovamente le nostre coscienze e ci chiama a “scendere in campo”, a mettere in pratica la Pace».

Dopo un breve intervento del presidente del consiglio comunale di Alessano, Giuseppe Rizzo, ha preso la parola la sindaca Francesca Torsello che ha sottolineato l’importanza di condividere la gioia di questo momento con il Papa che visita i luoghi che don Tonino ha amato e dove è vissuto diffondendo i valori cristiani in un’area del Mezzogiorno, dove la povertà è fortemente presente, ringraziando il Signore di averlo scelto per questa missione in una terra piccola e povera.

Il sindaco ha ricordato anche i molti ostacoli che ha avuto il Servo di Dio sulla sua strada, a cominciare dall’area ecclesiastica per finire a quella politica, ma lui ha continuato sulla sua strada dalla parte degli ultimi, delle pietre di scarto. Ecco perché oggi le nostre due comunità vogliono continuare a rendere attuale il suo messaggio e nobile l’arte della politica per cambiare le cose avendo il coraggio di andare controcorrente, facendo della Terra di Puglia, un arco di pace.

In un’intervista a “Quindici” al termine della cerimonia di gemellaggio, Francesca Torsello ha detto che l’obiettivo deve essere quello di ripercorrere insieme il suo pensiero e i luoghi dell’anima, “cercando di non farsi solo testimoni nella dimesnione statica, ma anche promotori di una dimensione dinamica”. Il sindaco di Alessano ci ha anche detto che esprime la gratitudine al Papa per “l’immenso dono  così speciale che il Santo Padre fa alle due città”.

Quindi il sindaco di Molfetta Tommaso Minervini ha sintetizzato brevemente il suo pensiero, invitando a cogliere i segni che don Tonino ci ha lasciato, soprattutto quelli etici del Vangelo, che traspaiono da tutti i suoi scritti e che indicano la direzione da seguire in questa nuova primavera che comincia col gemellaggio con Alessano e continua con la visita di Papa Francesco.

Sono poi intervenuti i vescovi di Molfetta, mons. Domenico Cornacchia e quello della diocesi di Ugento (della quale fa parte Alessano) Vito Angiulli, che hanno portato i loro ricordi personali dell’incontro con don Tonino.

Anche don Giuseppe de Candia, che ha scritto un recente libro “Con un’ala sola” sulle visite di don Tonino all’estero, ha ricordato il nostro amato vescovo Servo di Dio.

Infine sono stati sottoscritti i protocolli del gemellaggio fra le due città. La presidente dell'Associazione imprenditori di Molfetta, Maddalena Pisani ha consegnato al sindaco di Alessano una piccola scultura in acciaio raffigurante la croce di don Tonino.

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