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Mettici una toppa, il Comune di Molfetta prova per un mese a tappare i buchi delle strade Partita la sperimentazione del rigeneratore d’asfalto a infrarossi. Due addetti stampa per scrivere un comunicato, ma non dicono con quali criteri sono state scelte le strade da riparare
16 novembre 2018

MOLFETTA – Come si dice? “Mettici una toppa”. E il Comune di Molfetta prova per un mese a tappare i buchi nelle strade divenute ormai groviere.

La decisione serve per salvare la faccia e soprattutto per frenare l’ira dei cittadini esasperati per lo stato sempre più critico del manto stradale per il quale pagano le tasse a doppio.

Infatti oltre alle normali tasse, vanno aggiunti tutti i soldi che il Comune di Molfetta paga per risarcimenti sempre più diffusi. Infatti, anche per la fortuna di qualche avvocato, tutti fanno causa al Comune, che è sistematicamente sconfitto, non potendo difendere una causa persa.

Ora a partire dal 13 novembre e fino al 12 dicembre il Comune ci prova con la sperimentazione del rigeneratore d’asfalto a infrarossi che consente di riparare le buche stradali in pochi minuti.

L’elenco degli interventi, che potrà subire comunque variazioni, è disponibile sul sito della Multiservizi. Nella giornata del 13 novembre gli interventi si sono concentrati in Via Lama di Macina, poi è stata la volta di via Pietro Colletta. Nell’elenco delle vie interessate dalla sperimentazione ci sono via Baccarini, via Paniscotti, Via de Judicibus, Via Fornari, ma anche strade della zona artigianale.

Non si capisce come funzioni la scelta delle strade da riparare: l’amico del presidente della Multiservizi telefona e si fa riparare la strada sotto casa? Oppure esiste un monitoraggio delle situazioni più critiche, cosa della quale dubitiamo?”

Questo ci piacerebbe sapere dal dott. Gianni Caputo direttore tecnico della Multiservizi che, in un comunicato degli addetti stampa del Comune D’Ambrosio e Centrone (pensate un po’ – cosa curiosa, che evidentemente piace al sindaco - per scrivere un comunicato ci vogliono due persone, manco dovessero scrivere la legge di bilancio, ndr) del Comune ci fa sapere che «il rigeneratore funziona a propano, fonde l’asfalto già esistente e lo rigenera. Questo consente di evitare i costi di smaltimento e di trasporto, riduce l’impatto ambientale in considerazione del fatto che non produce rifiuti. L’impiego del riscaldatore d’asfalto a infrarossi produrrà un notevole beneficio sia in termini di costi che in termini di tempo».

Sull’esperimento interviene anche il presidente della Multiservizi Giulio La Grasta precisando che «al termine della sperimentazione i cittadini potranno rivolgersi direttamente all’azienda per chiedere il nostro immediato intervento per manutenzioni ordinarie».

Ma i due solerti addetti stampa “mettono le mani avanti” come si suol dire e ci fanno sapere che «gli interventi della Multiservizi non sono da confondersi con il Piano strade che partirà nei prossimi mesi, già approvato a ottobre scorso».

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