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Marco de Santis presenta il libro Storia di Molfetta di Pasquale Modugno e Lazzaro la Forgia
Pasquale Modugno, Marco Ignazio de Santis e Lazzaro la Forgia
29 aprile 2019

MOLFETTA - “Bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro”. Così recitava Tucidide, uno dei principali esponenti della letteratura greca che grazie al suo capolavoro storiografico, La Guerra del Peloponneso ha permesso agli storici moderni di ricostruire alcuni eventi della storia dell'antica Grecia. Questo a riprova di quanto sia fondamentale recuperare il passato per risolvere il problema fondamentale di sapere in che modo una data situazione presente è arrivata ad essere qual è.

Una presa di coscienza di quanto il presente sia inevitabilmente – come diceva Gaetano Salvemini - il «prodotto di un’evoluzione sociale, morale e intellettuale le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che a sua volta sarà la condizione necessaria di sviluppi futuri».

E questo assunto lo hanno interpretato con grande perizia Pasquale Modugno e Lazzaro la Forgia, autori del volume Storia di Molfetta. Uomini e Vicende di un Comune della Terra di Bari (Volume I: Dalle Origini all’Ottocento - edito da La Nuova Mezzina), presentato nell’Auditorium “A. Salvucci” del Museo diocesano di Molfetta. Si tratta di uno studio recente, l’ultimo importante tassello nell’ambito della ricerca e della ricostruzione storica delle vicende cittadine e dei suoi   protagonisti. Ad introdurre la serata ci ha pensato il prof. Marco Ignazio de Santis (apprezzato collaboratore di “Quindici”) che ne ha curato la prefazione.

La sua è stata una vera e propria lectio magistralis che ha ripreso a partire dal ‘500 sino alla contemporaneità, gran parte dei libri che hanno permesso agli storici locali e non solo di recuperare momenti e fatti che hanno segnato la storia della città.

Dal Marinelli che ci lascia notizie sulla Madonna dei Martiri ad Antonio Salvemini che ci regala un saggio stilisticamente chiaro, dedicato alla storia civile di Molfetta dalle origini a tutto il XIX secolo e relativo a trattazioni specifiche riguardanti gli antichi costumi, le vicende religiose, la descrizione delle Chiese e delle opere d’arte in esse conservate. Passando poi per i ricorsi storici che ci racconta con estrema puntualità Orazio Panunzio - scrittore che ha vissuto in prima persona gli anni di cui fa menzione nel suo scritto – passando per un testo di storia generale ricco di errori ed imprecisioni, scritto ad Giovanni Capursi e concludendo con l’ultima fatica di Modugno e la Forgia.

Ma questa storia urbana si distingue dai precedenti saggi storici municipali per tre aspetti decisamente innovativi. Il primo consiste in una corposa ricognizione narrativa che, andando dalle origini del popolamento territoriale fino all’anno 2019, comprende finalmente anche un vasto e densissimo segmento dell’età contemporanea. Il secondo aspetto è costituito da un apparato iconografico di eccezionale ampiezza e interesse, frutto di un’instancabile e capillare ricerca, esperita anche attraverso un intelligente uso di Internet, che ha portato ad acquisizioni insperate.

Il terzo aspetto è rappresentato da un testo bilingue, in cui l’esposizione in lingua italiana è affiancata nella stessa pagina da una puntuale traduzione inglese realizzata dalla traduttrice Maria Cecilia la Forgia. Insomma come racconta de Santis, si tratta di un'opera di ottima divulgazione” con un'impaginazione di grande gusto artistico ed una storia in molti tratti inusitata e sconosciuta della città di Molfetta. I due autori raccontano ai lettori dei suoi luoghi e dei suoi cittadini, non soltanto di quelli più famosi e operosi ma anche degli umili, dei marginali e degli "invisibili" - i quali, se solitamente si confondono nella folla anonima - al contrario in questo libro emergono qua e là perfino fotograficamente (grazie all'impegno di la Forgia e alla collaborazione di altri) accanto a personaggi di maggiore rilievo.

Dopo la puntuale analisi di de Santis – resa ancora più efficace grazie all’ausilio di immagini documentali mostrate – sono intervenuti i due autori che hanno ringraziato il prefatore per la preziosa collaborazione e i presenti tutti. In particolare Modugno ci ha tenuto a concludere la serata con un dovuto omaggio a Pietro Spagnoletti, scomparso a seguito di un incidente domestico e volto storico della tipografia Mezzina. La serata si è conclusa con un montaggio a lui dedicato.

© Riproduzione riservata

 

Autore: Angelica Vecchio
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