Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Manlio Rossi Doria (III parte)
NAPOLI - 5.4.2008 Se nei confronti della riforma agraria Rossi-Doria nutre delle serie riserve critiche circa le modalità ed i campi di applicazione, nei confronti della Cassa per il Mezzogiorno, invece, esprime un giudizio incondizionatamente favorevole. I suoi punti di forza vengono individuati dallo studioso romano sia nei cospicui fondi destinati alle bonifiche (foto), sia nella realizzazione di un coordinamento agile fra i vari organi responsabili. Dopo un decennio di attività, Rossi-Doria vede confermata le sue aspettative positive. Infatti, la Cassa del Mezzogiorno era riuscita a realizzare una vasto sistema di infrastrutture atte a potenziare la rete idraulica, stradale, elettrica ed acquedottistica. Rossi-Doria fa notare che la realizzazione delle bonifiche e delle infrastrutture consentirebbe all’agricoltura meridionale di potenziare il settore a coltivazione intensiva, soprattutto ortofrutticola e zootecnica, solo a patto che lo Stato riesca a provvedere all’organizzazione di servizi moderni, capaci di mettere in rete scuole, organizzazioni agricole e pratiche sui campi. Pur evidenziandone alcuni limiti rispetto al problema delle zone agricole interne, il giudizio complessivo di Rossi-Doria sull’intervento straordinario rimane ampiamente positivo. A venticinque anni dall’esperienza Rossi-Doria fa notare che i punti di debolezza della Cassa del Mezzogiorno sono ascrivibili ad una progettazione politica spesso mirata alla soluzione dei singoli problemi e non ad una visione nazionale degli stessi. Salvatore Lucchese
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