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Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Manlio Rossi Doria (I parte)
NAPOLI - 22.3.2008
L’opera meridionalistica di Manlio Rossi Doria (foto) si colloca nel solco della grande tradizione meridionalista antifascista. Nato a Roma nel 1905 da una famiglia dell’alta borghesia, amico di Emilio Sereni e di Umberto Zanotti Bianco, Rossi Doria ha sempre concepito e praticato il suo impegno meridionalistico come il frutto della combinazione tra l’analisi teorica del Mezzogiorno e l’impegno civile volto a modificarne la realtà. Nel 1924 si iscrive insieme ad Emilio Sereni all’Istituto superiore di agricoltura di Portici ed entra in contatto con Giustino Fortunato. Nel 1928 aderisce al Partito comunista, da lui considerato l’unica forza politica organizzata capace di condurre una lotta serrata contro il fascismo. Arrestato nel 1930 insieme ad Emilio Sereni, nel 1940 viene inviato al confino in Basilicata. Nel 1939 viene espulso dal Partito comunista e si avvicina a Giustizia e Libertà. Dopo la caduta del fascismo aderisce al Partito d’azione. Divenuto docente universitario presso la Facoltà di Agraria di Portici, vi promuove il Centro di specializzazione e di ricerche economico-agrarie per il Mezzogiorno. Nel 1968 viene eletto deputato nel Partito socialista. Il suo esordio ufficiale in qualità di meridionalista risale al 1944, in occasione del Convegno di Bari del Partito d’azione, in cui tiene una relazione su Strutture e problemi dell’agricoltura meridionale. In questa occasione Rossi Doria distingue il “Mezzogiorno nudo” delle aziende estensive a basso investimento e ad indirizzo ceraiolo-pastorale, dal “Mezzogiorno alberato” a vocazione prevalentemente viticola, olivicola ed ortofrutticola frutto della piccola proprietà terriera. Rispetto alla lezione dei grandi meridionalisti post-unitari, Rossi Doria evidenzia le lenti ma continue trasformazioni delle campagne meridionali, con la creazione di un piccola proprietà contadina. Tuttavia, Doria è anche consapevole del fatto che la formazione della piccola proprietà terriera lungi dal migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei contadini le ha ulteriormente aggravate con la precarizzazione dei rapporti e la polverizzazione dei terreni. Un’evoluzione positiva del Sud d’Italia viene individuata da Rossi Doria nell’ampliamento dell’agricoltura intensiva sia per i suoi aspetti tecnici sia per quelli sociali.
Salvatore Lucchese
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