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Legambiente: il verde pubblico a vocazione “privata” a Molfetta
30 agosto 2018

MOLFETTA - A seguito dell’avviso pubblico del 3 agosto, avente come oggetto il ricevimento di proposte di adozione di aree verdi comunali, il circolo Legambiente di Molfetta ha presentato le proprie osservazioni, chiedendo l’annullamento dell’atto.

Le motivazioni sono legate a quanto scritto nel regolamento comunale per l’adozione di aree verdi per la gestione e tutela del verde pubblico e privato, citato più volte nell’avviso.

Nel regolamento in questione, viene precisato che tutte le procedure debbano essere svolte dall’Ufficio Ambiente, competente in materia (tra cui anche la gestione delle aree verdi), mentre questo avviso è stato redatto dall’Ufficio Patrimonio che si occupa di altro.

«La gestione delle aree verdi (Pinetina Cala San Giacomo, parchetto via Baccarini – zona Filippetto, parti di Lama Martina e Lama Cupa) è stata affidata a privati, rispettivamente, al Centro sportivo – turistico San Giacomo, alla ditta Humanitas e alla società Francese Agricoltura s.r.l. .-  dice il presidente del circolo Legambiente di Molfetta “Giovanna Grillo”, Marco Di Stefano -.

Anche questa assegnazione va in senso opposto rispetto al regolamento che parla di cittadini (singoli e associati), associazioni, scuole, istituzioni religiose del territorio.

Noi chiediamo che venga realizzato, prima di tutto, un Piano del Verde su tutto il territorio urbano ed extraurbano per la progettazione, cura e manutenzione dello stesso; che siano individuate le aree di verde pubblico con le loro specificità in relazione alla funzione svolta (naturalistica e/o ambientale); che si riapra il dibattito sulla loro gestione, non cedendo a logiche “private”, ma coinvolgendo la collettività, sulla scia di esperienze vicine come il Parco Gargasole a Bari.

Va recuperata una prospettiva ambientale, naturalistica e storica di cui il regolamento per l’adozione di aree verdi è oggi mancante.

Confidiamo che prevalga il buon senso e venga annullato questo avviso, più simile alla cessione temporanea di un bene pubblico a privati, dettata dalla mancanza di risorse economiche per poterlo manutenere che ad una soluzione “illuminata” di collaborazione tra amministrazione ed imprese».

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