Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Le vicende politiche dell’ultimo ventennio (V parte)
NAPOLI - 17.2.2008 Nell’ambito di una congiuntura economico-politica fortemente negativa – uscita dal serpente monetario europeo, svalutazione della lira, tangentopoli – il governo presieduto dal socialista Giuliano Amato vara una manovra finanziaria, che tende a rimuovere le cause strutturali del debito pubblico. Nel 1993 Amato è costretto a dimettersi. L’incarico di Presidente del consiglio viene dato a Carlo Azeglio Ciampi. Ma ancora prima che il suo governo, composto in gran parte da tecnici, ottenga la fiducia da parte del Parlamento, la Camera nega l’autorizzazione a procedere richiesta contro Bettino Craxi. Il segretario del PDS, Achille Occhetto, coglie l’occasione per fare dimettere i tre ministri appartenenti alla sua area politica, cambiando il voto di fiducia in astensione. Il governo Ciampi prosegue sulla linea di quello Amato una politica di rigore finanziario e di contenimento dell’aumento dei salari. Inoltre, avvia la privatizzazione delle imprese pubbliche. Nel frattempo, le forze politiche dell’opposizione di destra e di sinistra invocano nuove elezioni, considerando delegittimato il Parlamento dai numerosi avvisi di garanzia pervenuti a molti dei suoi membri. Approvata la nuova legge elettorale a sistema maggioritario, le lezioni vengono indette per il 27 marzo 1994. Esse vedono la vittoria del nuovo movimento politico guidato da Silvio Berlusconi (foto), che al Nord si allea con le leghe ed al Centro-Sud con il partito del MSI-Alleanza nazionale. La vittoria schiacciante alla Camera dei deputati è solo sfiorata al Senato. Le contraddizioni all’interno della coalizione scaturiscono nell’uscita della lega di Umberto Bossi dalla maggioranza. Nel dicembre del 1994 cade il governo Berlusconi. Nel gennaio 1995 si costituisce il governo presieduto da Lamberto Dini e formato esclusivamente da tecnici, che portano avanti una politica economica e finanziaria di estremo rigore con al centro la riforma del sistema previdenziale. Salvatore Lucchese
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