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Le vicende politiche dell’ultimo ventennio (IV parte)
NAPOLI - 10.2.2008
Fino agli anni ’80 il sistema politico italiano si era retto su un equilibrio precario, il cui cemento era rappresentato dall’interesse a fronteggiare il pericolo rappresentato dal PCI. Con il crollo dei socialismi reali venne meno questo legame e le varie forze politiche iniziarono ripresero la loro libertà in movimento. Una parte della borghesia industriale del Nord cominciò a vedere gli svantaggi economici dell’alleanza con i politici del Sud. L’assistenzialismo che negli anni delle guerra fredda aveva rappresentato uno strumento politico fondamentale, sia per contenere il conflitto sociale sia per procurare voti al blocco dominante, dopo la caduta del muro di Berlino appariva come un impedimento allo sviluppo economico. L’unione tra Settentrione e Meridione era percepita come un ostacolo all’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea. Inoltre, le leghe del Nord rappresentavano anche le ansie e le incertezze delle classi lavoratrici meno agiate, preoccupate della minaccia al posto di lavoro rappresentata dagli immigrati. A partire dal febbraio 1992 la magistratura con la cosiddetta inchiesta Tangentopoli rivela a tutta la nazione l’ampiezza e la diffusione dei rapporti di corruzione intercorrenti tra politici, amministratori, imprese ed altri settori della società civile. Alla base del sistema vi erano le dinamiche di scambio tra gli imprenditori, che si assicuravano con le opere pubbliche e gli appalti importanti quote di mercato protetto, e i partiti che in cambio ottenevano i mezzi finanziari necessari allo svolgimento delle loro attività. Agli imprenditori ed ai partiti si affiancavano altri soggetti, quali associazioni culturali, progettisti, pubblicitari, che traevano i loro guadagno dall’organizzazione di venti politici. In questo clima di tensioni, crisi ed accuse assume un rilievo particolare la figura di Francesco Cossiga (foto), succeduto a Pertini alla carica di Presidente della Repubblica. Le sue accuse nei confronti del sistema dei partiti e della politicizzazione del Consiglio superiore della magistratura divennero sempre più frequenti. Le lezione del 1992 segnarono la sconfitta della DC e del PDS, il calo del PSI e l’avanzata delle leghe. Eletto Oscar Luigi Scalfaro alla Presidenza della Repubblica, il Parlamento venne investita da una raffica di interventi giudiziari contro gli esponenti delle precedenti maggioranze di governo.
Salvatore Lucchese
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