Speciale: Il Mezzogiorno d'Italia
Le vicende politiche dell’ultimo ventennio (I parte)
NAPOLI - 5.1.2008 A partire dal 1971 i contrasti all’interno della coalizione di Centro-sinistra e tra le correnti all’interno degli stessi partiti si manifestarono clamorosamente in occasione dell’elezione di Giovanni Leone (foto) alla presidenza della Repubblica. Elezione resa possibile dall’apporto determinante del MSI, che nel 1972 fece fronte comune con la DC contro il referendum sull’aborto in opposizione ai socialisti, ai laici e ai comunisti. Le elezioni del 1972 non mutarono gli equilibri politici. Il governo Andreotti diede vita ad una politica di aumento delle retribuzioni statali e delle pensioni, che determinerà il processo di dilatazione della spesa pubblica, prolungatosi per oltre un ventennio e culminato in una crescita vertiginosa del debito pubblico. Gli effetti inflazionistici ed il deprezzamento della lira impedirono all’Italia di aderire nel 1973 allo SME. Nel luglio dello stesso anno cadde il governo Andreotti, seguito da un ricostituito governo di Centro-sinistra presieduto da Mariano Rumor. Nel frattempo il segretario nazionale del PCI Enrico Berlinguer, prevedendo sulla scia del golpe cileno, una deriva autoritaria della democrazia italiana nel caso in cui ci fosse stato un governo delle Sinistre, lanciò la linea del compromesso storico, ossia di un accordo tra PCI e DC per il governo del Paese. I due successivi governi Rumor furono caratterizzati da forti tensioni interne dettate dalla difficile congiuntura economica, determinata da un lato dall’inflazione causata dall’aumento del prezzo del petrolio e dall’altro dalla recessione dovuta all’aumento dei salari. Inoltre, l’ultimo governo Rumor non solo fu coinvolto nello scandalo dei finanziamenti ai partiti da parte della compagnie petrolifere, interessate ad influenzare la politica energetica italiana, ma mostrò tutta la sua debolezza per fronteggiare l’ondata terroristica sia di estrema sinistra sia di estrema destra. Caduto il governo Rumor, seguì quello Moro favorevole al dialogo con i comunisti attraverso la strategia dell’attenzione. La prima parte del programma economico del governo, il raffreddamento dell’inflazione attraverso il contenimento dei consumi, venne prontamente attuata, mentre la seconda, la costruzione di centrali idroelettriche, fu fortemente osteggiata dagli ambientalisti. Contro il terrorismo fu varata una legge che aumentò notevolmente i poteri speciali della polizia. Mentre in materia di diritti civili la proposta di legalizzazione dell’aborto contribuì ad acuire di nuovo le tensioni all’interno delle forze governative. Salvatore Lucchese
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