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Le ultime sul mondo delle criptovalute: investimento sicuro o truffa?
23 marzo 2018

Tutti parlano di criptovalute, di Bitcoin ed Ethereum. Questo perchè questa nuova forma di investimento è stata capace di attirare l’attenzione di milioni di utenti, pronti a sfruttarne le enormi potenzialità. Ed in tanti si interrogano sulla possibilità di investire su questa nuova tecnologia. Tra le tante guide presente in rete, questa pagina fa chiarezza se investire in Bitcoin o meno.

Partiamo però con lo specificare che il termine criptovaluta si compone di due parole: cripto e valuta. Vale a dire valuta criptata, celata. Infatti, si tratta di monete digitali, quindi, virtuali, criptate dietro ad un codice. Noto solo al sistema entro cui si realizzano, ovvero la Blockchain. Possono essere intese sia come vera e propria moneta (quindi valuta) per acquistare beni e servizi, che per convertire le valute tradizionali. Le criptovalute sono nate per rendere il sistema monetario decentralizzato, quindi non assoggettato a poteri centrali come i governi e le banche. A decidere sul loro destino devono essere pertanto gli stessi utenti che fanno parte del sistema, in maniera democratica, pesando tutti allo stesso modo. La prima criptovaluta creata al mondo è, appunto, Bitcoin, lanciata da Satoshi Nakamoto nel 2009.

Le criptovalute funzionano grazie alla blockchain che può essere considerata come un registro pubblico di tutte le transazioni avvenute con una determinata moneta virtuale. Ogni transazione viene confermata e aggiunta a questo registro, che ovviamente aumenta di lunghezza nel corso del tempo e può essere sempre consultato. Copie identiche della blockchain sono salvate sui “nodi” del network, vale a dire i computer e server dei cosiddetti “miner”. 

In tanti si chiedono se si tratti di un investimento sicuro o di una truffa. Quel che è certo è che i grandi Paesi si stanno interrogando sulla possibilità di creare un apparato normativo comune per regolare il mercato delle criptovalute. I Paesi del G20, però, riuniti a Buenos Aires, fanno fatica a percepire tutti gli aspetti complessi di una eventuale regolamentazione riguardante le criptovalute e questo rende un accordo ancora molto lontano. Il presidente della banca centrale dell’Argentina, Frederico Sturzenegger, ha detto che delle raccomandazioni specifiche verranno fatte entro luglio. Evidentemente non è stata trovata una posizione comune e rimangono delle differenze di veduta tra chi vuole una maggiore regolamentazione e chi invece una minore. Secondo Thomas Gossens, specialista in diritto bancario del gabinetto legale BianchiSchwald, si potrebbe forse trovare dei punti condivisi prendendo ispirazione da quanto fatto in Svizzera. Eliminare l’anonimato, per esempio, dovrebbe essere un cavallo di battaglia dei governi, perché è vero che oggi – anche se non ci sono studi dettagliati sul tema – c’è una tentazione verso comportamenti illegali come frodi e riciclaggio di denaro. Per evitare che queste pratiche prosperino serve un nuovo schema normativo, dice Gossens.

Sono molte, comunque, le persone che non si fidano dei siti che offrono la possibilità di sfruttare i prodotti finanziari derivati. Questo timore è del tutto infondato in quanto, anche se in passato questo ambito è stato teatro di truffe, oggi gli investitori hanno la possibilità di affidarsi alle autorità di controllo e di vigilanza dei mercati finanziari.

Come ricorda il sito Europar2010 la fine del 2017 ha sicuramente permesso a moltissimi investitori di guadagnare cifre impressionanti grazie alle criptovalute. Dall’altra parte, però, nelle ultime settimane abbiamo potuto assistere ad un importante crollo nel valore di quasi tutte le criptovalute, nonostante questo si tratta ancora oggi di un mercato che può portare ad interessanti vantaggi economici. Il crollo del valore delle criptovalute era già annunciato da tempo. Del resto è abbastanza comune che, dopo un periodo di forte rialzo, un qualsiasi asset economico abbia un piccolo crollo. Per certi versi è anche una questione fisiologica: chi possiede un bene che è aumentato di valore tende a monetizzare il proprio guadagno vendendo parte del suo portafoglio. Il crollo delle criptovalute avvenuto nelle prime settimane del 2018 però non è spiegabile solo con questo andamento fisiologico degli affari, ma deve essere correlato anche al comportamento di diversi organi di controllo. Sia coloro che si occupano da sempre di finanza, sia le Banche Centrali e i Governi hanno cominciato a preoccuparsi delle monete digitali, pubblicando dichiarazioni non sempre lusinghiere.

In ogni caso, quando un bene perde terreno è spesso il momento migliore per comprarlo, sperando che abbia un balzo nelle quotazioni in futuro. Oltre a questo oggi sono vari i broker che consentono ai loro clienti di speculare sulle criptovalute tramite CFD o altri strumenti derivati. In questo caso non si investe sulla compravendita dei beni, ma sull’andamento delle quotazioni; si guadagna quindi anche quanto il bene perde terreno. Se l’andamento rimane uguale per lunghi periodi di tempo avremo un importante linea guida su come svolgere le nostre speculazioni. Ovviamente conviene anche associare la nostra visione all’osservazione attenta di quanto avviene nei mercati mondiali, soprattutto per quanto riguarda le notizie sulle criptovalute. In genere alle affermazioni di un capo di Governo contro una criptovaluta abbiamo potuto notare una loro perdita di terreno nelle ore successive: ecco pronto un ottimo segnale di trading.

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