Recupero Password
Le primarie del Pd a Molfetta, le contraddizioni di Emiliano, la farsa e il voto dei ciambottisti
30 aprile 2017

MOLFETTA – Sono in corso a Molfetta le primarie per l’elezione del segretario nazionale del Pd fra Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. Si vota fino alle ore 20 in piazza Margherita di Savoia (Cappuccini): occorre portare la carta di identità, versare 2 euro e dichiarare di essere elettori del Pd. Scontata la vittoria di Michele Emiliano che ha la maggioranza del partito, dopo che sono state convalidate tessere fantasma, che hanno provocato la defezione e l’abbandono da parte di molti ex militanti ed elettori. Del resto Emiliano ha benedetto il ciambotto Tammavini (Tammacco-Minervini) a Molfetta e i voti del sindaco di destra Lomoro a Valenzano.

Un Pd spaccato e ridotto al minimo storico dalla politica sbagliata degli ultimi anni, che lo hanno spinto sempre più a destra fino all’alleanza col ciambotto di Tommaso Minervini. Il gruppo più numeroso, quello che fa capo all’ex segretario del Pd, Piero de Nicolo, accusato dall’ultimo segretario eletto Antonio Di Gioia di aver falsificato il tesseramento (poi sanato dalla segreteria nazionale) appoggia Emiliano, la parte residua dei Giovani Democratici di Matteo Petruzzella votano per Renzi, mentre la sinistra che è rimasta ancora nel partito (Pietro Capurso e altri) sostengono Orlando.

Le primarie a Molfetta sono sempre state una farsa e forse lo saranno anche questa volta, perché molti ciambottisti (ci fa piacere come il termine “ciambotto” utilizzato da “Quindici” sia ormai diventata la definizione di tutti, grazie anche agli oltre 20.000 contatti quotidiani del nostro quotidiano on line) andranno a votare per Emiliano. Il presidente della Regione, nonché sfidante di Renzi predica bene, ma razzola male in politica. Infatti ieri ha dichiarato “voglio un Pd di sinistra” e poi si allea con la destra a Molfetta e imbarca anche tutti i berlusconiani mascherati o voltagabbana che sono con Tommaso Minervini anch’egli già sindaco di destra, poi passato a sinistra e ora ritornato a destra con la speranza di rioccupare quella poltrona.

Quello che sorprende nel residuo Pd, è la scelta di alcuni eredi storici del Pci di schierarsi a destra: anche loro in soccorso del probabile vincitore in cambio di qualche incarico?

Le contraddizioni del Pd di Molfetta sono anche fra quella parte dei Giovani democratici che fa capo a Matteo Petruzzella (gli altri sono con Gianni Porta e Rifondazione) che votano Renzi alle primarie, ma vanno con Emiliano e il ciambotto di destra alle amministrative. E questi giochi dei ciambottisti non piacciono ai cittadini che si sono scatenati contro il Pd nei social, un Pd che non è più lo stesso e ha perduto identità, trasformandosi in partito personale. Vedremo quanti votanti metteranno insieme i signori delle tessere e delle primarie taroccate a Molfetta, pur riconoscendo loro una certa abilità in questi giochi politici. E vedremo quale sarà il riflesso sulle elezioni amministrative dove l’armata brancaleone avrà difficoltà a dividersi incarichi e poltrone.

© Riproduzione riservata

 

Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet